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Rally dei Btp, tasso sotto 2,5%. Tria punta a supporto della Cina dopo fine QE

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Btp italiani gettonatissimi oggi con il tasso del decennale sceso sotto il 2,5% per la prima volta da maggio. Gli investitori alla ricerca di rendimenti allettanti stanno riscoprendo i titoli di Stato italiani che nella parte lunga della curva offrono rendimenti praticamente doppi rispetto a quelli della Spagna.

I Btp, sotto attacco nella seconda metà di maggio e a giugno a causa delle preoccupazioni per il nuovo governo populista italiano, trovano sponda nel clima di minore preoccupazione circa le intenzioni del governo M5S-Lega sul fronte fiscale.

Diversi analisti vedono i mesi estivi come potenzialmente propizi per i Btp con spread che potrebbe ridursi in area 200 pb, mentre poi in autunno le tensioni potrebbero tornare in concomitanza con l’avvio dell’iter di approvazione della Legge di bilancio. Ieri gli analisti di JP Morgan sottolineano come un periodo di calma “potrebbe riattivare abbastanza velocemente gli investitori verso i bond governativi italiani.

Il piano Tria per catturare l’interesse di Pechino sui Btp

Il ministro delle finanze, Giovanni Tria, sarebbe intanto in procinto di organizzare una trasferta in Asia nei prossimi mesi, con la Cina al centro dell’attenzione. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera il numero uno di via XX Settembre, profondo conoscitore della Cina dove ha anche vissuto, tenterà di spiegare agli investitori asiatici i vantaggi dell’acquisto di BTP italiani piuttosto che dei titoli di stato spagnoli. Il differenziale di rendimento sulle lunghe scadenze è superiore all’1%, che si traduce in un 13% su un orizzonte decennale.

Con banche e assicurazioni che stanno progressivamente riducendo l’ammontare dei titoli di Stato in pancia, così come le famiglie e gli investitori esteri, a salire negli due ultimi anni è stata solo Bankitalia per conto della Bce nell’ambito del piano di quantitative easing. Negli ultimi due anni la quota di Bankitalia è salita del 7,7% con l’acquisto di titoli per 120 miliardi. Dal prossimo anno, con il QE che con ogni probabilità non ci sarà pio, i risacquisti copriranno circa 20 miliardi rispetto ai 400 mld complessivi che l’Italia deve finanziare. La ricerca di nuovi investitori, in Cina o dintorni, risulta quindi essenziale in vista della fine del QE.