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Pil Italia delude ancora, flebile crescita dello 0,1% nel quarto trimestre (+0,7% l’intero 2015)

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Segnali di debolezza dall’economia italiana. Nell’ultimo scorcio del 2015 il Pil ha segnato un nuovo rallentamento con una flebile crescita dello 0,1% su base trimestrale. Nel corso dello scorso anno la congiuntura dello Stivale ha segnato un progressivo rallentamento (+0,4% del primo trimestre, al +0,3% del secondo trimestre, +0,2% nel terzo trimestre). 

Nel 2015 Pil salito solo dello 0,7% 
Considerando l’intero 2015 il Pil segna un +0,7%, decisamente sotto le attese del governo che lo scorso settembre nel DEF aveva pronosticato un +0,9%. Crescita inferiore anche alle stime della Commissione Europea che erano di un +0,8%. Bruxelles vede quest’anno il Pil italiano accelerare a +1,4%. 
 
Nel quarto trimestre del 2015 il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1% nei confronti del quarto trimestre del 2014. Le attese degli analisti erano per un progresso del Pil dello 0,3% t/t e dell’1,2% annuo. Segnali di debolezza per la congiuntura italiana erano già arrivati dalla produzione industriale nei mesi di novembre e dicembre. L’Istat rimarca come il quarto trimestre del 2015 ha avuto due giornate lavorative in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al quarto trimestre del 2014. L’intero 2015 ha avuto tre giornate lavorative in più rispetto al 2014 e la variazione annua del PIL calcolata sui dati trimestrali grezzi è pari a +0,7%.
La variazione congiunturale del Pil è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nel comparto dell’industria e di aumenti in quelli dell’agricoltura e dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte), più che compensato dall’apporto positivo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2016 è pari a +0,2%.
Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,2% negli Stati Uniti e in Francia e dello 0,5% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento dell’1,9% nel Regno Unito, dell’1,8% negli Stati Uniti e dell’1,3% in Francia.