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L’ottobre nero dell’auto non frena Fiat in Borsa: il titolo riaggancia quota 12 euro

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L’ottobre nero dell’auto non frena Fiat in Borsa. Il titolo del Lingotto, dopo un avvio promettente, buca la soglia dei 12 euro, portandosi a 12,23 euro in progresso del 3,21%. Mentre Exor, a monte della catena di controllo, sale del 3,09% a 18,99 euro. Il calo delle vendite di automobili in Italia è stato ad ottobre del 28,8% sul 2009. Un risultato peggiore lo si ritrova nel 1995. Da inizio anno la frenata è “solo” del -6,9% con 1.683.119 auto nuove messe in circolazione. Non si è salvato il Lingotto: è negativo anche il risultato ottenuto da Fiat Group Automobiles, che il mese scorso ha accusato un calo delle immatricolazioni del 39,9 per cento, a fronte di una quota del 27,5% quando un anno fa era stata del 32,6 per cento.


Nel dettaglio sono 28.500 le vetture del marchio Fiat vendute in ottobre, con una diminuzione nel confronto con lo stesso mese 2009 del 42,2 per cento. Il brand ha ottenuto una quota del 20,4 per cento. Ancora una volta – osserva il gruppo torinese – va ricordato che Fiat ha subito perdite soprattutto per la mancanza nel 2010 di incentivi alla rottamazione di cui aveva usufruito lo scorso anno grazie alla sua gamma di vetture ecologiche. Nonostante il calo delle vendite, i modelli di punta del marchio – sottolinea il Lingotto – rimangono saldamente nelle posizioni di vertice nella classifica delle vetture più vendute. Punto – con una quota del 22,2 per cento nel segmento B – è l’auto più venduta in ottobre, seguita dalla Panda, con il 35,9 per cento di quota nel segmento A. Punto e Panda sono le prime anche nel progressivo annuo, mentre la 500 occupa il quarto posto.

“Le auto di Fiat vendute ad ottobre sono state solo marginalmente più basse rispetto alle nostre attese: adesso ci aspettiamo un calo del 35% su base annua nel quarto trimestre”, commentano gli analisti di Mediobanca Securities, che hanno ribadito l’outperform su Fiat con target di 16 euro. “Nonostante i conti di bilancio nel terzo trimestre abbiamo mostrato una crescita positiva a livello di top line senza segnali di un rallentamento, per alcuni titoli (tra cui anche Fiat) potrebbe sussistere la possibilità che abbiano incorporato uno scenario troppo positivo”, avvertono.


“I dati di ottobre rimangono negativi per Fiat, ma non implicano revisioni significative delle stime 2010 che sono allineate alle guidance recentemente riviste dalla società”, notano gli esperti di Intermonte (outperform con target a 14 euro). Chi ha invece rivisto il tiro è Stuart Pearson di Morgan Stanley che ha ridotto invece il target price su Fiat a 17 euro dai precedenti 18,5 euro, confermando il giudizio reduce sulla base di assunzioni di sinergie più conservative.


Ubs si è mosso nella direzione opposta: ha alzato la raccomandazione a buy da neutral, portando il prezzo obiettivo a 17 euro dal precedente 10,5 euro. Il motivo? “Vediamo un consensus forte su Fiat dalla divisione del business industriale. La sovraperformance di Cnh sui conti del gruppo implica un de-rating del business auto”, osservano gli analisti della banca svizzera nella nota odierna. “Fiat Auto potrebbe essere favorita da un ripresa del ciclo economico e da un eccesso di generazione di cassa, mentre le aspettative di M&A potrebbero sostenere la performance di Fiat Industrial”.

Ma al Lingotto in realtà guardano già oltre i dati delle vendite. E’ ricca l’agenda di Fiat di questa settimana. L’appuntamento più atteso è l’incontro che si terrà giovedì fra il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, e l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne. “Sarà lungo e approfondito”, ha anticipato il ministro, limitandosi ad aggiungere che “si parlerà anche di Termini Imerese, uno dei problemi più urgenti” per il quale esistono “cinque proposte concrete”.