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Nuovi record per il petrolio: sopra i 93 dollari al barile – PRIMA NOTA

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Nuovo record per il prezzo del petrolio. Nelle contrattazioni sulle piazze asiatiche il future sul light crude con consegna a settembre ha raggiunto i nuovi massimi storici a 93,20 dollari al barile prima di ritracciare sotto quota 93. Forte la pressione anche per il Brent quotato a Londra che si mantiene nei pressi dei 90 dollari al barile.


Una serie di motivazioni di carattere economico e geopolitico sono alla base delle ondate speculative  che stanno spingendo il prezzo dell’oro nero verso livelli mai visti prima d’ora. Innanzitutto il dollaro, che continua a indebolirsi sull’attesa di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed nella riunione di mercoledì, scontato dal mercato con una probabilità del 100%. Il cambio euro/dollaro si è lasciato alle spalle anche la soglia di 1,44. C’è poi il timore che la richeista invernale di petrolio possa essere molto elevata a fronte di una mercato che appare già tirato per scorte e produzione. Nel mentre le notizie in arrivo dal Medioriente non tranquillizzano.

E se appare per il momento improbabile che la minaccia degli indipendentisti kurdi nel Nord dell’Iraq di attaccare gli oleodotti che collegano Kirkuk alla Turchia si verifichi, il solo pensare che ciò possa realmente accadere è sufficiente a mandare il mercato su di giri e a spingere la speculazione sul barile. Per quanto riguarda l’Iran, invece, l’inasprimento delle sanzioni statunitensti contro Teheran mette a rischio 2,5 milioni di barili al giorno di esportazioni che sarebbero difficilmente rimpiazzabili da tutti gli altri produttori di greggio. Situazione di tensione anche in Nigeria, dove sono state attaccate alcune postazioni dell’Eni che hanno portato a una sospensione della produzione per 50.000 barili al giorno, e in Sudan dove sono i guerriglieri del Darfur ad attaccare gli impianti petroliferi nel nord del Paese.