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Netflix: boom di abbonati non basta, Wall Street storce il naso dopo la grande abbuffata

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Nel quarto trimestre 2018 Netflix ha aumentato i propri abbonati battendo le attese a livello di utili, ma gli investitori hanno storto il naso davanti alla crescita del fatturato più lenta del previsto. Il titolo Netflix è infatti sceso di circa il 3% nell’after-hours di Wall Street subito dopo il rilascio del rapporto sui conti ieri sera.

 

Le azioni sono reduci dal grande rally delle ultime settimane con una performance positiva del 51% dalla chiusura sul minimo di 11 mesi il 24 dicembre. L’ultima vampata del titolo è avvenuta martedì quanto il colosso dei video in streaming è salito del 6,5%, mettendo a segno l’undicesimo guadagno in 14 sessioni consecutive.

 

Boom di abbonati non basta

Nel suo ultimo trimestre, terminato con il 31 dicembre 2018, il colosso dei video in streaming ha guadagnato 8,8 milioni di nuovi iscritti arrivando a un totale di 139 milioni di abbonati in tutto il mondo. Battute le attese degli analisti che avevano previsto circa 7,5 milioni di nuovi abbonati.

 

Oltre le attese anche l’utile netto. Il re dello streaming ha infatti riportato profitti netti di 133,9 milioni nel quarto trimestre 2018, pari a utili per azione di 30 centesimi per azione, contro i 24 centesimi stimati dagli analisti.

 

Quello che ha deluso gli operatori sono stati i ricavi che, negli ultimi tre mesi dello scorso anno, si sono attestati a 4,19 miliardi di dollari, in crescita del 27% rispetto allo stesso periodo nel 2017, ma leggermente più basse rispetto al consensus (4,21 milioni).

 

La concorrenza si moltiplica e i costi continuano a lievitare

La decisione di alzare i prezzi degli abbonamenti negli Stati Uniti (con rincari tra il 13% e il 18%), annunciata questa settimana, potrebbe consentire a Netflix di aumentare di circa un miliardo di dollari i ricavi nei prossimi mesi. Il cash extra permetterà all’azienda di raccogliere la liquidità necessaria per incrementare i suoi investimenti in contenuti e film originali e per finanziare, anche, il pesante carico dei debiti accumulato per far fronte alla competizione dei colossi del calibro di Amazon, Disney e Apple.

 

Netflix sta alzando i prezzi soprattutto perché sta spendendo molti soldi per produrre nuovi contenuti originali. Il debito a lungo termine di Netflix è passato da circa 6,5 miliardi di dollari all’inizio del 2018 a circa 10,4 miliardi di dollari a fine anno. Nonostante questo, il colosso dello streaming prevede un’ulteriore crescita dell’8% degli abbonamenti, con l’aggiunta di 8,9 milioni di subscribers, nel primo trimestre di quest’anno.

 

Il gigante dei servizi di streaming sta puntando molto sugli ultimi film usciti nel 2018, tra cui “Bird Box” con protagonista Sandra Bullock e “Roma” del regista Alfonso Cuaron. Netflix si aspetta che 80 milioni di famiglie vedranno “Bird Box” nelle prime quattro settimane dall’uscita (è stato visto da un record di 45 milioni di abbonati nella prima settimana) e prevede che “Roma” si contenderà alcuni dei migliori premi di Hollywood.