1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Mps, con ok Consob ritorno in Borsa il 23 ottobre. Stime sul titolo e su perdita Mef

QUOTAZIONI Bca Mps

Perdita secca del 50% per questi azionisti. Mentre il Tesoro dovrebbe soffrire una minusvalenza teorica del…

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Potrebbe arrivare oggi, o durante il fine settimana, l’ok della Consob al ritorno in Borsa di Mps, previsto per lunedì 23 ottobre. Il titolo tornerebbe a essere scambiato a Piazza Affari dieci mesi dopo quel 22 dicembre del 2016, quando la Consob decise di sospendere il titolo dalle negoziazioni di Borsa, dopo il fallito aumento di capitale da 5 miliardi di euro e l’intervento del Mef.

Alta è la trepidazione di investitori e trader, che attendono di conoscere il valore di Mps a seguito della ricapitalizzazione precauzionale che ha permesso al Mef, con il via libera di Ue e Bce, di diventare il principale azionista dell’istituto senese, pagando 6,49 euro per azione.

Da segnalare che, di fatto, il provvedimento del governo relativo all’operazione di ricapitalizzazione precauzionale di Mps implicava la conversione in azioni dei bond subordinati di Mps per 8,65 euro, e la sottoscrizione di nuove azioni da parte del Tesoro al prezzo di 6,49 euro.

Dall’asta di settembre sui cds legati alle obbligazioni subordinate è emerso che al suo ritorno in Borsa Mps potrebbe valere 4,9 miliardi, rispetto agli 8,78 miliardi di capitalizzazione teorica prevista dal provvedimento di salvataggio del governo.

L’azione dovrebbe dunque valere 4,30 euro, pari a circa 0,46 volte il patrimonio tangibile, e decisamente meno rispetto ai 6,49 euro per azione pagati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, al momento della sottoscrizione delle azioni di nuova emissione, a fine luglio.

Il prezzo si tradurrebbe così in una minusvalenza teorica di 2,1 miliardi per lo Stato. In un articolo, La Repubblica ha scritto che “lunedì si attende una giornata di turbolenza, per un’azione chiamata a trovare un prezzo in base al rapporto tra domanda e offerta, ma corretto dai variegati comportamenti e interessi di una compagine azionaria assortita”.

Inoltre,  gli investitori istituzionali in bond subordinati coinvolti nelle perdite, pari a circa 3 miliardi, sbarcheranno anch’essi a Piazza Affari nelle vesti di azionisti con una perdita secca stimata al 50%, ovvero 1,5 miliardi.

Da segnalare che lo scorso 5 ottobre Mps ha annunciato il lancio, per conto del Mef, di un’offerta pubblica volontaria parziale di scambio sulle azioni derivanti dal burden sharing con cui sono stati convertiti bond subordinati per un valore superiore a 2 miliardi emessi nel 2008 in mano ad investitori retail.

La banca ha reso noto a tal proposito che il Mef deterrà il 67,76% del capitale di MPS in caso di massima adesione all’offerta di scambio, che partirà verso la fine del mese e durerà tre settimane circa.

L’operazione implica che chi decide di aderire allo scambio consegni alla banca le azioni derivate dall’operazione di conversione forzosa dei bond, in cambio di una obbligazione senior. Le azioni sono acquistate dal Mef.

Intanto questa mattina gli analisti di Banca Imi hanno calcolato le cifre che potrebbero emergere dalla pubblicazione dei risultati di bilancio di Mps, che avverrà il prossimo 27 ottobre. Gli esperti prevedono una perdita, nel terzo trimestre terminato il 30 settembre, pari a 177 milioni di euro, a fronte di ricavi per 1,034 miliardi.