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Mps: Monte di Stato, richieste soci e Bce superano 1 miliardo. Da Equita e Banca Imi note positive su bilancio

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Nuova grana per i contribuenti italiani, che hanno partecipato al salvataggio di Mps con l’operazione di ricapitalizzazione precauzionale che ha consentito allo Stato di entrare nel capitale con una partecipazione del 53,4% (che potrebbe salire fino al 70%). I soci della banca senese hanno infatti chiesto un risarcimento per il crollo delle azioni per un valore di 800 milioni di euro. Dalla semestrale di Mps emerge che le richieste di risarcimento danni da parte di quelli che sono ormai ex azionisti sono, dunque, più che raddoppiate rispetto ai 396 milioni di euro che risultavano a fine 2016.

Non solo: dopo otto mesi di ispezioni sul portafoglio crediti di Mps, la Bce ha reso noto di prevedere altre rettifiche per un valore di 250 milioni di euro nonostante gran parte dei suoi rilievi siano stati assorbiti dalle svalutazioni operate nel 2016 e nel 2017.

L’iniezione di capitale che ha permesso la sopravvivenza di Mps è arrivata attraverso un assegno da 3,85 miliardi di euro staccato di fatto dai contribuenti italiani, che ha permesso allo Stato di assumere appunto il controllo di Mps con una partecipazione del 53,5%, e con altri 4,5 miliardi raccolti con la conversione in azioni dei titoli detenuti dagli obbligazionisti subordinati, nell’ambito del procedimento di burden sharing, ovvero condivisione degli oneri.

Ma intanto, in attesa del ritorno del titolo in Borsa, giudizi positivi sulla semestrale sono arrivati nelle ultime ore dagli analisti di Equita e Banca Imi.

In particolare, nel commentare il bilancio, Equita ha messo in evidenza che, “nonostante il calo del margine di interesse su base trimestrale, pari a -2,5%, e a dispetto delle commissioni cresciute meno del previsto e degli accantonamenti a perdite superiori alle stime, la perdita riportata venerdì da Banca Mps per il secondo trimestre 2017 (pari a 3,2 miliardi di euro) è stata migliore del previsto grazie alla plusvalenza da 530 milioni di euro legata alla vendita del merchant acquiring delle carte di credito”.

Gli esperti di Banca Imi hanno apprezzato “il dato positivo del Cet 1 (coefficiente patrimoniale pari al 15,4% grazie alla ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato) e il mix di fonti di finanziamento, nonostante la componente corporate sia ancora piuttosto costosa e volatile”.