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Mps: botta e risposta Carrai-De Bortoli, come prosegue il piano di salvataggio

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Mentre a Siena si ragiona sulle linee del piano di salvataggio, sulla stampa nazionale, in particolar modo sul Corriere della Sera, prosegue il botta e risposta tra Ferruccio De Bortoli e Marco Carrai, imprenditore fiorentino da sempre legato a Matteo Renzi e all’ex Ceo di Mps, Fabrizio Viola. Lunedì l’ex direttore del CorSera aveva scritto che Viola avrebbe appreso la sua sostituzione alla guida del Monte da un sms inviato da Carrai.

De Bortoli ha ammesso ieri l’errore. “Da una verifica con il destinatario, l’sms di Carrai risulta inviato dopo la telefonata di Padoan”, scrive De Bortoli che torna a chiedere a Carrai “qual’è il suo ruolo nella vicenda del Montepaschi e, in particolare, nella sostituzione di Viola con Morelli”. In risposta Carrai sostiene di “non aver avuto alcun ruolo nella decisione di sostituire Viola e sfido chiunque a dimostrarlo”.

La conclusione è per De Bortoli: “mi sarei aspettato però che mi dicesse lei, direttamente, di non avere alcun ruolo nella vicenda Mps”. Sullo sfondo resta il lavoro del management del Monte e la preoccupazione di migliaia di risparmiatori che hanno investito nelle obbligazioni subordinate di Mps. Il piano sarà presentato il prossimo 24 ottobre dal Ceo Marco Morelli, mentre prima verrà fatto il punto in un Consiglio di amministrazione il 14 ottobre.

Il punto cruciale sarà la conversione dei bond subordinati. Mps ha sul mercato poco meno di 5 miliardi di euro di bond subordinati: 2,1 miliardi di euro in tagli da 1.000 euro e i restanti con tagli minimi da 50 mila euro. Secondo quanto già scritto da FinanzaOnLine, tutti i subordinati di Mps in circolazione rientrerebbero nel piano di conversione, compresa l’obbligazione con scadenza maggio 2018, venduta allo sportello con tagli minimi da 1.000 euro per finanziare l’acquisizione di Antonveneta e quotata solo sul mercato interno della banca.

Oltre ai subordinati, sempre secondo quanto scritto da FinanzaOnLine, nel piano di conversione rientrerebbe un titolo senior. Si tratterebbe dell’obbligazione senior Mps 3,625% con scadenza gennaio 2019 (XS1051696398) e taglio minimo da 100 mila euro.

Oltre alla conversione dei subordinati, il management sta continuando a sondare gli investitori per l’aumento di capitale, che dovrebbe essere inferiore ai 5 miliardi di euro inizialmente previsti dal piano dell’ex Ceo Fabrizio Viola. Infine, i vertici di Mps stanno trattando la vendita di 27 miliardi di euro di sofferenze lorde, tutte assai sedimentate come si dice a Siena.

Indiscrezioni di mercato circolate venerdì parlavano di offerte non vincolanti per la cessione di un pacchetto di non-performing loan di Mps pari a circa 8,6 miliardi di euro. Secondo le indiscrezioni pubblicate da Bloomberg a procedere con l’offerta sarebbero stati la società Cerved Credit Management e una cordata composta dai fondi internazionali KKR e Varde Partners.