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Meeting Opec-Russia, Arabia Saudita propone taglio inferiore a stime. Tonfo prezzi petrolio fino a -5%

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Tonfo dei prezzi del petrolio, nel giorno della riunione tra l’Opec e la Russia a Vienna. Prosegue l’ondata di sell off che ha zavorrato le quotazioni petrolifere di oltre il 30% nel corso degli ultimi due mesi. Il crollo del 5% circa che ha affossato il contratto WTI scambiato sul Nymex di New York e il Brent scambiato a Londra è stato scatenato dai commenti rilasciati da Khalid al-Falih, ministro dell’energia dell’Arabia Saudita.

Falih ha deluso le attese dei mercati, che erano per un taglio della produzione di 1,3 milioni di barili, al fine di sostenere i prezzi del petrolio.

Il ministro ha detto, infatti, che un taglio limitato a 1 milione di barili al giorno sarebbe di per sé sufficiente: questo perchè, stando a quanto ha spiegato , una riduzione di 1,3 milioni di barili sarebbe “eccessiva”, soprattutto alla luce della provincia canadese di Alberta di avviare un taglio della produzione di 325.000 barili al giorno.

“Il numero da decidere sarà inferiore a 1,3 milioni di barili al giorno – ha detto Falih – Sarà un milione (di barili?) Sarà di più? Sarà di meno? Abbiamo tutta la giornata di oggi per capirlo e un po’ di tempo domani”.

I prezzi del Brent sono scesi fino a -4,2% a $58,99 al barile, mentre il WTI è scivolato al minimo intraday di $50,23 al barile, meno di un dollaro rispetto al valore più basso dell’anno, pari a $49,41.

Tra le motivazioni del minor taglio auspicato, il ministro ha citato anche il calo dell’offerta, che sta interessando alcuni paesi produttori appartenenti all’Opec.

Tuttavia, alcuni analisti intervistati dalla Cnbc si chiedono se un taglio di 1 milione di barili al giorno possa essere considerato adeguato a equilibrare la domanda e l’offerta nel 2019, soprattutto se si considera che ci sono paesi produttori chiave, tra cui la stessa Arabia Saudita, la Russia e l’Iraq, che stanno continuando ad aumentare la loro offerta;

“Considerato l’aumento della produzione da parte di questi paesi, l’offerta di petrolio crude, su base annua, dovrebbe subire a questo punto una flessione, su base annua, di soli 200.000 barili al giorno per il 2019“, ha fatto notare Ann-Louise Hittle, vice direttore generale della divisione macroeconomica di petrolio presso Wood Mackenzie.

Troppo poco, insomma, per risollevare i prezzi del petrolio, soprattutto se le previsioni sono di “una domanda globale che dovrebbe attestarsi in media a 1,1 milioni di barili al giorno, nel 2018 e nel 2019″. Semza dimenticare che forte è la crescita della produzione dei paesi non Opec, stimata per il 2018 e il 2019 di ben 2,4 milioni di barili al giorno, soprattutto per la maggiore offerta in arrivo degli Stati Uniti, stimata per i prossimi due anni.