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Lira turca crolla ai nuovi minimi storici, -17% da inizio mese. Rischio contagio tra gli emergenti

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Si acuisce la crisi valutaria della Turchia con la Lira turca sprofondata ai nuovi minimi storici con un calo giornaliero nell’ordine del 5% contro il dollaro Usa.

Gli investitori temono che la crisi della Lira si tramuti in una perdita totale di fiducia e pesa l’inerzia della banca centrale turca che non sembra intenzionata ad agire con forza per arrestare la caduta della valuta locale.

La lira è crollata del 17% da inizio mese con livelli in calo ogni seduta tranne quella del 3 maggio. Si tratterebbe del mese peggiore in un decennio complice un mix di fattori ribassisti tra cui rafforzamento del dollaro, aumento del deficit delle partite correnti e banca centrale riluttante ad agire. A questi elementi va ad aggiungersi la questione politica a poco più di un mese dalle elezioni.

 

Emergenti sotto stress 

Si inizia a temere anche il rischio contagio sugli altri mercati emergenti. “Potremmo avere qualche svantaggio nei mercati emergenti”, ha detto Mark Mobius, fondatore di Mobius Capital Partners LLP, in un’intervista a Bloomberg TV. Mobius, che è tradizionalmente bullish sui mercati emergenti, ritiene che c’è il rischio di contagio se la situazione peggiora.
Gli asset emergenti che nell’ultimo mese stanno già soffrendo complice l’aumento dei tassi a breve termine negli Stati Uniti e un dollaro più forte, ma anche le preoccupazioni per i carichi del debito estero in Argentina e Turchia che hanno provocato un rallentamento dopo mesi di afflussi solidi. Le valute dei mercati emergenti segnano un calo di oltre il 3% in aggregato quest’anno rispetto al dollaro USA. Le azioni dei mercati emergenti hanno invece azzerato a tutti i guadagni 2018. “Le recenti vendite di asset dei mercati emergenti creano un’opportunità di acquisto, in particolare per le azioni. Siamo più cauti sul debito dei EM”, rimarca Richard Turnill, BlackRock’s Global Chief Investment Strategist di BlackRock.

Pesano ingerenze Erdogan su politica monetaria

Dal fronte politico, con le elezioni ormai alle porte (24 giugno), il mercato paga anche la posizione del presidente uscente, Recep Tayyip Erdogan, che ha promesso che si occuperà maggiormente della politica monetaria se vince le elezioni. Di contro il candidato rivale, Muharrem Ince, ha lanciato un appello affinché Erdogan non interferisca più con la politica monetaria della Banca centrale visto che già in passato il leader turco si è opposto ad aumenti dei tassi.