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JP Morgan sulle orme del bitcoin, depositato brevetto per una moneta virtuale

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Il successo del bitcoin (cosa sono) fa gola ai colossi della finanza. Tanto che JP Morgan tenta di seguire le orme della controversa moneta virtuale. La maggiore banca degli Stati uniti avrebbe infatti depositato la domanda per registrare un brevetto riguardante un sistema di pagamento computerizzato che richiama, per alcuni aspetti, quello del bitcoin. Lo rivela oggi il Financial Times, citando i documenti della richiesta avanzata ad agosto, ma solo recentemente resa pubblica.
Come per il bitcoin, il sistema proposto da JP Morgan permetterebbe alle persone di effettuare transazioni e pagamenti elettronici su internet senza rivelare il proprio nome o numero di conto o pagare una commissione. JP Morgan avrebbe spiegato che il sistema sarebbe in concorrenza (più che con il bitcoin) con gli operatori di carte di credito e debito e società come Google, Appe e PayPal, che stanno lottando per accaparrarsi una fetta del crescente business delle transazioni online. 
Nella richiesta di registrazione del brevetto, JP Morgan non fa alcun riferimento al bitcoin o ad altre monete digitali, ma cita “sforzi emergenti” da compiere per sfidare il dominio della tecnologia legata alle carte di credito. Eppure alcuni esperti vedono la nuova tecnologia proposta dalla banca come un chiaro richiamo al bitcoin. Il sistema elaborato dal colosso finanziario prevede infatti la creazione di una moneta virtuale, che può essere raccolta in un portafoglio virtuale, proprio come i file che contengono i bitcoin per conto degli utenti.
JP Morgan, dal suo canto suo, respinge ogni riferimento alla moneta digitale. Secondo quanto raccolto da Bloomberg, che cita una fonte anonima vicina alla vicenda, la richiesta avanzata dalla banca sarebbe un rinnovo della rivendicazione di proprietà intellettuale depositata nel 1999 riguardante “un metodo e un sistema per lo svolgimento di operazioni finanziarie su una rete di pagamento”, ma senza essere un concorrente del bitcoin. Non ci sarebbe comunque certo da stupirsi se i colossi della finanza fossero richiamati dall’odore del successo del bitcoin. Il 29 novembre scorso, la valuta non tangibile ha toccato un nuovo massimo a 1.242 dollari.
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