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Istat rivede al ribasso la crescita 2015. Debito al 132,2% del Pil, cala la propensione al risparmio

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Aumento in valore assoluto del Pil italiano a fine 2015, ma in calo la crescita percentuale. La revisione dei conti economici annunciata oggi dall’Istat vede il Pil segnare un progresso dello 0,7% rispetto alla precedente stima dello 0,8%. Il Pil ai prezzi di mercato risulta pari a 1.642.444 milioni di euro correnti, con una revisione al rialzo di 6.072 milioni rispetto alla stima precedente in virtù della contestuale rivisione al rialzo del livello del Pil 2014 che è stato rivisto verso l’alto di 8.497milioni di euro.

Nel 2014 spunta segno più: da -0,3% a +0,1%
In termini percentuali nel 2014, sulla base dei nuovi dati, il Pil in volume è cresciuto nel 2014 dello 0,1%, con una revisione al rialzo di 0,4 punti percentuali rispetto alla diminuzione di 0,3 punti percentuali stimata in precedenza.

L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è confermato nel 2015 a -2,6% dal -3% del 2014. Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è pari all’1,5% del Pil. Il debito pubblico del 2015 scende al 132,2% dalla precedente stima di 132,7%.

Corrono i consumi privati, scende la propensione al risparmio
I dati relativi al 2015 evidenziano come il reddito disponibile delle famiglie consumatrici ha segnato una crescita dello 0,9% sia in valore nominale, sia in termini di potere d’acquisto. Poiché i consumi privati sono aumentati dell’1,5%, la propensione al risparmio delle famiglie è scesa all’8,3% (dall’8,9% del 2014).

Nel 2015 gli investimenti fissi lordi sono cresciuti dell’1,3%, i consumi finali nazionali dell’1%, le esportazioni di beni e servizi del 4,3% e le importazioni del 6%.