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Irlanda: dalle ceneri della Tigre è risorta una Fenice, +7% per il Pil del terzo trimestre

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Quella che era una ex-Tigre, oggi è una Fenice. A soli due anni dal piano di salvataggio da 67 miliardi di euro, l’Irlanda è tornata ad essere uno dei Paesi a più alta crescita del mondo. I numeri relativi l’andamento dell’economia irlandese del terzo trimestre non si discostano da quelli registrati nella prima metà dell’anno e fanno segnare un incremento del Pil di sette punti percentuali (+1,4% rispetto al periodo aprile-giugno). Si tratta di un dato particolarmente importante se confrontato con il +1,6% di Eurolandia.

Dalle ceneri di una “Tigre Celtica”, l’appellativo coniato da Kevin Gardiner di Barclays nel 1994 in risposta alle Tigri asiatiche, alla rinascita della “Fenice Celtica”. Dopo aver perso oltre 11 punti percentuali tra il 2007 e la fine del 2009, nel 2014 il Pil irlandese è cresciuto del 5,2% e quest’anno dovrebbe segnare un valore non lontano dal 7%.

La crescita dell’economia è stata guidata dagli investimenti in conto capitale, dalla ripresa del manifatturiero di fascia alta (farmaceutico, healthcare e hi-tech) e dalle esportazioni. Ad agevolare il balzo sono anche fattori esogeni come il Quantitative Easing targato Bce, il crollo del prezzo del greggio e la svalutazione dell’euro (un fattore particolarmente importante visti gli stretti legami con Gran Bretagna e Stati Uniti).

Buone nuove arrivano anche dal tasso di disoccupazione, sceso a novembre sotto quota 9% all’8,9% (dal picco del 15,2% segnato a inizio 2012), dagli introiti delle “corporate taxes”, che nel 2015 hanno superato di tre miliardi le stime, dal debito pubblico, che nonostante si attesti al 100% del Pil (24% nel 2007) segna un calo di circa 20 punti percentuali rispetto al 2012-13, dalle vendite di auto, +30% annuo, e dalle stime sull’andamento dei consumi natalizi.

La storia recente della “Tigre Celtica” si può dividere in due fasi: una prima, databile tra i primi anni ’90 e il 2003, in cui a prevalere sono stati gli incentivi fiscali, gli investimenti in infrastrutture e quelli in arrivo dall’estero, e una seconda, iniziata nel 2004, in cui i settori dominanti sono stati quelli delle costruzioni e del credito facile.  “Questa crescita presenta le caratteristiche di quella registrata tra il 1996 e i primi anni 2000, la parte migliore della Tigre Celtica”, ha detto Danny McCoy, Chief executive dell’Ibec, la principale Associazione imprenditoriale irlandese.