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Grecia: Eurogruppo, rinviata decisione quinta tranche aiuti

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La questione greca continua a tenere banco. Non si è spenta nel fine settimana, quando si è tenuto l’incontro d’emergenza a Lussemburgo tra i 17 ministri finanziari dell’Eurogruppo. Il vertice che è proseguito fino a notte inoltrata e che ha portato a una decisione: è stata rinviata l’erogazione della quinta tranche di prestiti da 12 miliardi di euro del pacchetto di aiuti da 110 miliardi stanziati alla Grecia poco più di un anno fa.
I ministri dell’Euro Zona hanno deciso di prendere tempo e di erogare entro la prima metà di luglio gli aiuti, a patto che arrivi il via libera del parlamento greco alle misure di austerity e al programma di privatizzazioni. Hanno inoltre invitato la banche private al rinnovo volontario e informale del debito ellenico. Su questo fronte le nuove strategie verranno tracciate all’inizio di luglio. 


Diversi gli appuntamenti chiave per la Grecia. Oggi la chiusura dell’Eurogruppo e domani il Parlamento greco chiamato a dare fiducia al Governo. Ma si guarda anche già alla due giorni che si terrà tra venerdì e sabato prossimo tra i Capi di Governo e di Stato dell’Unione. Oltre alla nomina di Mario Draghi alla presidenza della Banca centrale europea (Bce) il tema caldo rimarrà sempre il caso Grecia. Una nuova riunione dell’Eurogruppo e dell’Ecofin è prevista lunedì 11 luglio, quando si discuterà e chiuderà sulla questione aiuti alla Grecia.

E intanto sono ore febbrili ad Atene. Mentre proseguono le proteste in piazza Syntagma, il premier greco, George Papandreou, ha fatto appello al Parlamento affinché sostenga con un voto di fiducia il suo nuovo esecutivo (è di venerdì scorso l’arrivo del nuovo ministro delle Finanze Evangelos Venizelos) per evitare il default e ha annunciato, secondo quanto si apprende dall’edizione on line del quotidiano “Ekathimerini”, che convocherà in autunno un referendum per rivedere la costituzione.


“Un’altra settimana turbolenta sta per iniziare in Europa dopo che la Merkel e Sarkozy si sono accordati per salvare l’Euro a qualunque costo portandolo fuori dalle acque procellose della Grecia – commenta Michael Hewson, analista di Cmc Markets -.  Mentre rimane da chiarire in base a quale principio alcuni detentori privati di obbligazioni dovrebbero accettare volontariamente un taglio della cedola (o un allungamento delle scadenze) con altri che avrebbero la facoltà di rifiutare, il FMI sembrerebbe indisponibile a rilasciare ulteriori fondi prima di un’autorizzazione del Parlamento greco di nuovi tagli alla spesa”. Insomma la situazione, che è ben lontana dall’essere stata risolta, avrebbe già messo sotto stress il sistema bancario europeo con prospettive di un nuovo credit crunch.
Come se non bastasse, l’ombra dell’effetto contagio si allunga con l’avvertimento di Moody’s all’Italia di un possibile downgrade.