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Good banks: sfuma la pista Ubi Banca, pressing di Apollo in tandem con Atlante

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Sembra sfumare la pista Ubi Banca per le quattro good banks dopo i paletti della Bce, che ha chiesto un aumento di capitale da circa 600 milioni di euro all’istituto guidato da Victor Massiah. Ubi non vuole farsi carico di una ricapitalizzazione di questa entità e, come ribadito dal presidente del CdS Andrea Moltrasio, è pronta a scendere in campo solamente se l’operazione servisse a portare valore alla propria base di azionisti. Così nelle ultime ore, come riporta Il Sole 24 Ore, si sarebbe fatto avanti il fondo Apollo in tandem con il fondo Atlante.

Per rilevare le banche nate da Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Carife, Il Sole scrive che Atlante rileverebbe 4,4 miliardi di euro di non performing loans delle good banks, a cui resterebbero in carico circa 1 miliardo di sofferenze generate ad oggi. Il prezzo di cessione avrebbe il valore di carico (0,22 euro), mentre Atlante investirebbe 300 milioni di euro nella tranche equity di un veicolo di cartolarizzazione che dovrebbe raccogliere 1,5 miliardi attraverso le Gacs.

“Secondo noi Atlante ha circa 200 milioni di fondi residui dopo gli aumenti di capitale di Popolare Vicenza, Veneto Banca e l’investimento nella tranche mezzanine dello spin-off Mps: nuovi contributi dovrebbero fornire i fondi necessari all’intervento”, spiegano gli analisti di Equita. Apollo rilverebbe poi le 4 good banks che, secondo i calcoli di Equita, potrebbero valere 350 milioni.

“Ormai è chiaro che il sistema dovrà farsi carico di gran parte della differenza (circa 1,3 miliardi di euro) fra il prezzo di cessione e il prestito garantito all’autorità di risoluzione da Unicredit, Ubi e Intesa SanPaolo, che equivale ad un impatto negativo del 3% sulle valutazioni e 15 punti base sul CET1”, concludono gli esperti della sim milanese.