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Giovedì nero per le Borse, Ftse Mib deraglia a -3,5%. Spread risale verso 300

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Ftse Mib completamente dipinto di rosso in una giornata caratterizzata da un sell-off in tutte le Borse mondiali. L’indice Ftse Mib ha chiuso a -3,54% a quota 18.643 punti. La scintilla a scatenare la nuova ondata di vendite è stata la mossa degli Usa di far arrestare al Canada il direttore finanziario di Huawei, Wanzhou Meng, che è la figlia del fondatore del colosso cinese produttore di smartphone e prodotti elettronici. “Il caso Huawei arriva in un momento in cui le tensioni tra Cina e USA sul commercio sono in una fase molto delicata e potrebbero far deragliare tutto ciò che è stato concordato nel fine settimana tra Presidente XI e Trump”, avverte Michael Hewson, Chief Market Analyst di CMC Markets.

Le tensioni hanno colpito anche l’obbligazionario con acquisti sui Bund che hanno contribuito all’allargamento dello spread, tornato a ridosso dei 300 pb.

Tutti i titoli del Ftse Mib hanno chiuso in calo con oil, banche e Stm (-5,99%) in fondo al listino. A tenere banco oggi c’è stato anche l’atteso meeting Opec di Vienna con i big dell’Organizzazione propensi ad approvare un taglio della produzione intorno a 1 mln di barili al giorno, inferiore alle attese. Il prezzo del petrolio è così schizzato verso il basso.

A Piazza Affari hanno pagato dazio Saipem (-6,39%) e Tenaris (-3,29%), con quest’ultima che ha visto arrivare dalle autorità argentine la richiesta di arresto preventivo di tutti gli indagati, compreso il presidente e amministratore delegato di Tenaris, Paolo Rocca.
Vendite massicce anche su Diasorin, peggior titolo del Ftse Mib con un tonfo di oltre il 6% a quota 73,3 euro, sui minimi da aprile. A scatenare le vendite sul titolo della società leader nelle biotecnologie, che proprio questa settimana ha fatto il suo ingresso sul Ftse Mib, è la bocciatura da parte di Kepler Cheuvreux che ha abbassato il giudizio a Hold dal precedente Buy. Il broker francese ha anche ridotto il target price da 100 a 76 euro.
Non ha schivato le vendite neanche Mediobanca (-3%) dopo che i grandi soci, che raggruppano il 19,82% del capitale della merchant bank di Piazzetta Cuccia, hanno sottoscritto un nuovo accordo, unicamente di consultazione, che non prevede impegni né di blocco né di voto sulle azioni apportate.

Tra le banche tonfo di oltre il 5% per Banco BPM. Lunedì prossimo l’istituto lombardo dovrebbe chiudere le trattative con i gruppi in gara per il maxi-pacchetto di Npl.

Fuori dal Ftse Mib ha chiuso in calo anche il titolo Juventus (-2,42%) nonostante la promozione all’interno del Ftse Mib a partire dal prossimo 27 dicembre. Il titolo della maggiore squadra calcistica italiana era reduce dal +9% di ieri dovuto anche al report di Banca IMI che ha migliorato la raccomandazione da hold a buy e incrementato il target price da 0,70 a 1,40 euro.