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Ghosn incriminato, rischia 10 anni di carcere. E arrivano nuove accuse

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Dopo tre settimane dal suo arresto, nuove accuse pendono su Carlos Ghosn, ex presidente di Renault-Nissan che potrebbe subire una condanna a 10 anni. Ghosn, insieme a Greg Kelly, membro del consiglio di amministrazione di Nissan, è stato arrestato il 19 novembre a Tokyo con l’accusa di aver violato i regolamenti finanziari in tema di compensi e di altri illeciti finanziari per un periodo di almeno 5 anni.

Oggi i pubblici ministeri nipponici hanno formalizzato le accuse per l’ex manager dell’auto e allo stesso tempo hanno presentato un nuovo mandato di arresto alla procura di Tokyo con l’accusa a Ghosn di aver commesso ulteriori violazioni finanziarie fino all’anno fiscale 2018 con la conseguenza che Ghosn potrebbe rimanere in carcere per altri 20 giorni, almeno al termine di dicembre. Secondo i magistrati giapponesi Ghosn avrebbe sottostimato i suoi compensi di circa 5 miliardi di yen, l’equivalente di 44 milioni di dollari fino al 2014.

Se giudicato colpevole, l’artefice del salvataggio di Nissan nel 1999, potrebbe rischiare fino a 10 anni di carcere.  Alo stesso tempo Nissan potrebbe dover affrontare potenziali sanzioni fino a 700 milioni di yen ($ 6,2 milioni). Nissan ha detto che prende le accuse “estremamente seriamente” e che rafforzerà il suo governo societario e la sua conformità.

 

Sia Ghosn che Kelly contestano le accuse, sostenendo che il rendiconto delle remunerazioni si riferiva a compensi ipotetici futuri e per questo motivo non doveva essere segnalato. Dal canto suo il manager 64enne avrebbe escluso di poter fare qualsiasi tipo di ammissione che possa nuocere alla sua reputazione.  Intanto la Reteurs rivela che Ghosn avrebbe cercato di recuperare “oggetti personali, documenti, denaro, oggetti e opere d’arte” da un appartamento di Rio de Janeiro che potrebbe contenere prove della sua presunta cattiva condotta finanziaria. L’appartamento di proprietà della Nissan contiene “tre casseforti”  ancora da aprire. Un legale dell’ex numero uno di Nissan nega di essere a conoscenza dell’esistenza delle tre diverse casseforti. “È un ragazzo molto intelligente”, ha detto de Castro Neves in una breve intervista telefonica a Reteurs. “Se avesse fatto qualcosa di sbagliato, non l’avrebbe mai lasciato nell’appartamento”.

 

Lo scandalo che ha travolto Ghosn ha anche gettato i riflettori sul CEO di Nissan Hiroto Saikawa e sul suo futuro. Renault detiene attualmente una quota del 43,4% della casa automobilistica giapponese, mentre Nissan detiene una quota del 15% del suo partner francese. L’accordo asimmetrico permette a Renault di nominare membri del consiglio di amministrazione e dirigenti Nissan, nonché il capo dell’alleanza dei tre produttori. Stando alle indiscrezioni, rilanciate anche dal Wall Street Journal, Ghosn stava mettendo a punto un piano di riorganizzazione interna sul fronte dirigenziale prima del suo arresto e nel progetto si prevedeva anche la defenestrazione di Saikawa. Proprio Saikawa è il nome papabile che Nissan ha portato avanti dopo l’arresto di Ghosn a novembre.