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Ftse Mib entra in mercato orso, 5 mesi da incubo per azioni e Btp

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L’ulteriore strappo al ribasso di oggi sancisce l’ingresso del Ftse Mib in mercato Orso, ossia un mercato ribassista che è indentificato con un calo del 20% rispetto al picco più alto (basato sui prezzi di chiusura).

Oggi il FTSE Mib ha chiuso a 19.356,61, in calo dell’1,84%, sui minimi da febbraio 2017.

L’indice guida di Piazza Affari segna un tonfo del 21% circa rispetto ai picchi a 9 anni e mezzo toccati il 7 maggio. La discesa è iniziata nelle sedute successive con l’emergere dei primi negoziati per la formazione di un governo sostenuto da M5S e Lega. I momenti più delicati per Piazza Affari e spread si sono avuti nella seconda metà di maggio (culmine il 29 maggio con lo strappo di Mattarella che bocciò la formazione di governo giallo-verde con Savona ministro dell’Economia), nel mese di agosto con gli affondi di Salvini su deficit oltre 3% e nelle ultime due settimane dopo il varo della NADef e gli scontri verbali con l’UE che potrebbe bocciare la manovra.

Parallelamente in questi mesi lo spread è schizzato in alto oltre quota 300 pb (massimi dal 2013) dai 130 pb prima delle elezioni con rendimento del Btp decennale arrivato fino a oltre il 3,7%. Oggi il nuovo Btp a tre anni è stato collocato al tasso record dal 2013 del 2,51%.

 

Zavorra banche che hanno bruciato un terzo del loro valore

Il Ftse Mib risulta il peggiore tra i principali indici azionari europei quest’anno. A guidare i ribassi è il settore bancario con l’indice Ftse Italia All Share Banks sceso di circa un terzo del proprio valore negli ultimi 5 mesi e mezzo. Nei giorni scorsi Credit Suisse ha avvisato che ritiene un’eventuale quota 400 dello spread insostenibile per le banche che potrebbero dover fare i conti con lo spettro di nuovi aumenti di capitale.

Il FMI che nel suo Global Financial Stability Report ha rimarcato che le crescenti incertezze politiche comportano un rinnovato focus sul nesso tra debito sovrano e sistema bancario” e questo legame “rimane un importante canale di trasmissione del rischio”. In pancia alle banche ci sono ancora 373 miliardi di euro di BTP.

Tre dei cinque peggiori titoli dal 7 maggio a oggi sono banche (Banco BPM, Intesa Sanpaolo e UniCredit). Nella worst five c’è poi Telecom Italia complice nodo governance e spauracchio Iliad; Infine Atlantia zavorrata dal rischio perdita concessioni in Italia dopo il crollo del Ponte Morandi.