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FMI: allarme crescita, debito globale al suo massimo storico

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Arriva l’ennesimo monito di Christine Lagarde sulla crescita globale: secondo il numero uno del Fondo monetario Internazionale ci sono segnali di importanti economie, vedi in primis gli USA, che si sono stabilizzati.  “Le prospettive di crescita globali” dice la Lagarde “sono diventate “meno favorevoli”. “Ci sono segnali sul fatto che la crescita globale abbia raggiunto il picco. E’ diventata meno sincronizzata e meno Paesi partecipano a questa espansione”, ha aggiunto la Lagarde mostrandosi  cauta durante il tradizionale intervento che precede le riunioni di autunno del Fmi, in calendario la settimana prossima a Bali. L’obiettivo è ”manovrare la nave, non andare alla deriva’‘, lasciando così intravedere la possibilità che il Fondo riveda al ribasso le stime di crescita mondiale nel World Economic Outlook.  Mentre il Fondo monetario prevede una crescita globale del 3,9% per il 2018 e il 2019 con un outlook “meno brillante”, ciò si rifletterà nelle previsioni economiche aggiornate della settimana prossima, dice la Lagarde.

Crescita indebolita: colpa del protezionismo

La maggior parte delle responsabilità a questa visione più debole si debbono trovare nella “retorica che si sta trasformando in una nuova realtà di barriere commerciali”. Lagarde, in parte, ha indicato i problemi del commercio globale come causa del rallentamento. “Per la maggior parte dei Paesi, è diventato più difficile mantenere la promessa di una maggiore prosperità, perché il clima economico globale sta iniziando a cambiare”. “‘Le attuali dispute commerciali vanno risolte. La storia ci insegna che anche se è allettante navigare da soli, i Paesi devono resistere alle chiamate delle sirene per l’auto-sufficienza perché, come le leggende greche ci insegnano, questo porta al naufragio”. “Sei mesi fa indicavo nubi di rischio all’orizzonte. Oggi alcuni di questi rischi hanno iniziato a concretizzarsi “, ha detto la Lagarde aggiungendo che la crescita sta diventando” meno sincronizzata “con un numero inferiore di paesi che partecipano all’espansione. L’incertezza sul commercio globale sta colpendo anche gli investimenti e la produzione, ha continuato, sottolineando tra l’altro che alcune economie emergenti dovranno affrontare ulteriori pressioni derivanti da condizioni di mercato finanziario più severe e da un dollaro più forte.

Debito globale alle stelle

Ma non solo crescita al rallentatore, anche il debito globale preoccupa il numero uno del FMI. Il debito globale nelle economie emergenti e sviluppate  ha raggiunto un massimo storico di $ 82 trilioni di dollari, quasi il 60% in più rispetto al 2007. L’accumulo di debito significa che i governi e le società sono più vulnerabili a “un inasprimento delle condizioni finanziarie”. Infine ha aggiunto che i mercati emergenti, escludendo la Cina, potrebbero affrontare deflussi di portafoglio di debito fino a $ 100 miliardi di dollari. Un numero, ha concluso, in gran parte corrispondente ai deflussi visti durante la crisi finanziaria globale. Da qui il monito: “Le economie avanzate devono creare lo spazio necessario per ridurre i deficit di bilancio e instradare il debito su una traiettoria di graduale calo”.