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Federal Reserve: in serata atteso taglio dei tassi di interesse

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Dopo le decisioni di Bank of England e Banca centrale europea rispettivamente di abbassare i tassi di interesse ufficiali del Regno Unito di 25 punti base al 5,50% e di tenerli invariati nell’Unione monetaria al 4%, sarà la Federal Reserve statunitense ad avviarsi in serata in direzione di un taglio dei tassi di interesse sui Fed Funds.


Alle 20:15 ora italiana Ben Bernanke e il Federal open market committee decideranno, secondo le aspettative del mercato, una riduzione del costo del denaro dello 0,25% al 4,25%. Il consensus attribuisce una probabilità superiore al 65% a questa possibilità mentre è scesa al 30% la stima di un taglio di mezzo punto percentuale dopo la pubblicazione di dati macroeconomici confortanti sulle condizioni dell’economia Usa. Una percentuale comunque elevata che non permette di escludere la seconda opzione. Un altro taglio, più sostanzioso dello 0,50%, è atteso per il tasso di sconto.

Tra i dati macroeconomici positivi comunicati nel corso dell’ultima settimana, in particolare, la stima dei nuovi occupati del settore privato dell’Adp, dato reso noto venerdì scorso, ha sorpreso al rialzo con 189.000 nuovi posti creati nel mese di novembre e una revisione al rialzo del dato di ottobre. Sebbene la rilevazione dell’Automatic Data Processing pecchi spesso di precisione, gli analisti di Intesa Sanpaolo sottolineano come l’errore massimo di sovrastima al rialzo da inizio anno sia stato di 74.000 unità rispetto al più importante dato di matrice governativa sui non-farm payrolls mentre lo scorso anno nello stesso mese la sovrastima era stata di 62.000 unità. Il che indicherebbe comunque un buono stato di salute per il mercato del lavoro. E ieri anche dal mercato immobiliare è giunto un dato positivo. A ottobre le vendite preliminari di case sono aumentate dello 0,6% su base mensile. In miglioramento anche il dato tendenziale che fa segnare un calo del 17,4% dal -21% del mese precedente.


Tutto ciò non è naturalmente sufficiente alla Federal Reserve per assumere una posizione di attesa e confermare i tassi di interesse al 4,5% come sembrava possibile dopo le risultanze della riunione di fine ottobre. A preoccupare maggiormente l’Istituto centrale Usa spingendolo verso il taglio dei tassi è stato l’andamento dei mercati finanziari. Sono sempre gli analisti di Intesa Sanpaolo a sottolineare “il rapido deterioramento delle condizioni finanziarie, sia negli Usa sia all’estero” citando il membro del Fomc Yellen: “Alcuni dei rischi di cui mi preoccupavo nelle mie precedenti previsioni si sono materializzati”. Mentre un recente studio della Federal Reserve di Boston ha previsto con elevata probabilità un ulteriore peggioramento della situazione di mutui e pignoramenti.

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