Fed: tassi fermi, termina ad ottobre QE. Rialzo tassi previsto nel 2015

Inviato da Daniela La Cava il Gio, 18/09/2014 - 09:49
Nessuna sorpresa dalla Federal Reserve (Fed). I tassi di interesse sono stati confermati nel range tra lo 0 e lo 0,25% ed è proseguito il tapering, la riduzione graduale degli stimoli all'economia americana. La Fed ha ridotto di ulteriori 10 miliardi le operazioni di acquisto titoli, e rispettando le tempistiche dettate nei mesi scorsi il Quantitative easing (QE)terminerà nel mese ottobre, quando ci sarà l'ultima operazione da 15 miliardi. 

Ma il mercato e gli esperti erano soprattutto a caccia di indicazioni su una possibile tempistica del rialzo dei tassi, ma il presidente della Fed, Janet Yellen, ha preferito la cautela, ribadendo che il rialzo dei tassi non comincerà prima del prossimo anno. E durante la conferenza stampa di ieri sera Yellen ha ribadito, come aveva già fatto nel corso degli ultimi interventi, che un rialzo dei tassi "dipenderà dal giudizio dell'economia".

Al termine della due giorni di riunioni il Fomc, il braccio operativo della banca centrale americana,  ha affermato che una politica monetaria "molto accomodante" sarà "appropriata per un periodo considerevole" anche una volta ultimato il programma di acquisto di titoli . 
"Quando il comitato di politica monetaria deciderà di cominciare a rimuovere l'attuale politica monetaria accomodante - osservano da Washington - sarà necessario un approccio equilibrato in linea con gli obiettivi di lungo termine su massima occupazione e inflazione al 2%". 

"Le condizioni del mercato del lavoro sono ulteriormente migliorate - sottolinea la Fed - ma il tasso di disoccupazione è cambiato poco e una serie di indicatori del mercato occupazionale suggeriscono che rimane un significativo sottoutilizzo delle risorse".  Insomma a voler ricordare che la strada da fare sul fronte del rafforzamento del mercato del lavoro è ancora molta.

Fed accomodante: parola chiave è ancora una volta "attesa"

"Non ha destato particolari sorprese l'esito delle riunioni del Federal Open Market Committee, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve. La parola chiave è ancora una volta "attesa" - afferma Davide Marone di Fxcm - Questo quello che già ampiamente scontavamo prima dell'evento e del quale ne avevamo avvertito la quasi certezza dopo i dati sull'inflazione negli Stati Uniti del pomeriggio che ci avevano restituito un calo al +1,7% su base annuale contro un precedente +2,0% ed aspettative a +1,9. Nulla di fatto quindi sul fronte tassi di interesse, non prima almeno di un "periodo considerevole successivo al termine del Quantitative Easing".

Riviste al ribasso le stime di crescita

La Federal Reserve ha deciso di dare una sforbiciata alle previsioni economiche. Il Pil statunitense dovrebbe crescere nel 2014 del 2-2,2%, in calo rispetto al 2,1-2,3% pronosticato a giugno. L'anno prossimo l'economia americana dovrebbe, invece, aumentare del 2,6-3% rispetto al +3-3,2% indicato in precedenza. Quanto alla disoccupazione il dato per il 2014 dovrebbe attestarsi tra il 5,9% e il 6% (6-6,1% la stima di giugno), mentre l'anno prossimo il tasso è previsto nella forchetta tra 5,4%  e il 5,6% (stima passata compresa tra 5,4% e 5,7%).

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