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La Fed taglia le stime di crescita su 2009 e 2010

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La Federal Reserve americana prevede una recessione più sostenuta nel 2009 e una crescita più lenta nel 2010. E’ quanto emerge dalle minute dell’ultima riunione del comitato di politica monetaria della banca centrale statunitense svoltasi tra il 28 e il 29 aprile.


 

La Fed ha deciso di tagliare le sue stime sulla contrazione del Pil statunitense per il 2009 dall’intervallo -1,3/-0,5% al range -2/-1,3%. Corrette al ribasso anche le aspettative sul tasso di disoccupazione, che dalla stima dell’8,8% precedente passano a circa il 10 per cento. Il mercato del lavoro tornerebbe a rafforzarsi solo nel 2010, con il tasso di senza lavoro che scenderebbe tra l’8 e l’8,3 per cento. Per lo stesso anno è prevista una crescita tra il 2 e il 3,3% contro attese in precedenza fissate tra il 2,5 e il 3,3 per cento. Nel 2011 invece l’economia dovrebbe tornare a crescere a tassi compresi tra il 3,5 e il 4,8 per cento. Nonostante ciò i membri del Fomc ritengono che l’economia americana possa tornare a espandersi secondo il potenziale non prima di 5-6 anni.


 


L’istituto guidato da Ben Bernanke vede comunque segnali di miglioramento, costituiti dall’aumento del fatturato aggregato e della produzione industriale per fine anno, così come da un rallentamento della contrazione dell’attività economica nel secondo trimestre. A sostegno dell’economia nazionale la Fed non ha esclusi ulteriori acquisti di titoli emessi dal Tesoro o di altri tipi di attivi.


 


Nessuna preoccupazione invece per quanto riguarda la crescita dei prezzi. Il tasso d’inflazione dovrebbe attestarsi nel 2009 tra lo 0,6 e lo 0,9%, per portarsi nel 2010 tra l’1 e l’1,6%, sempre ampiamente al di sotto della soglia critica che la Fed pone tra il 2 e il 2,5 per cento.

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