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Facebook al primo test trimestrale dopo scandalo Cambridge Analytica, focus su dati inserzionisti e utenti

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Facebook riporterà stasera i numeri trimestrali relativi al primo quarter del 2018, i primi risultati trimestrali dopo lo scandalo Cambridge Analytica del mese scorso. Gli investitori aspettano al varco il colosso dei social per valutare se già nel primo trimestre c’è stata qualche ricaduta sul fronte delle inserzioni pubblicitarie.

Lo scandalo Cambridge Analytica è scoppiato a metà marzo, quindi l’impatto sarebbe limitato a circa il 20% del periodo di riferimento: una quantità significativa di tempo ma, come ha rimarcato lo stesso Mark Zuckerberg, probabilmente non abbastanza da incidere in modo significativo sui risultati finanziari.

Zuckerberg ha affermato in diverse occasioni che la società non ha visto un impatto sul suo business, ma i dati di stasera dovranno iniziare a dimostrarlo per la prima volta. Le stime di consensus su Facebook prevedono ricavi per 11,4 miliardi di dollari, in aumento del 43% rispetto al primo trimestre di un anno fa. Il consenso sugli utili adjusted è di $ 1,35 per azione, in crescita del 30%.

L’attesa è incentrata su ogni indicazione circa l’impatto dello scandalo sui conti trimestrali, in particolare in relazione alla crescita di utenti e sugli inserzionisti. Già nel quarto trimestre 2017, Facebook aveva registrato il primo calo sequenziale degli utenti attivi giornalieri negli Stati Uniti e in Canada, causando preoccupazioni tra gli investitori.
Facebook non rivela il costo medio per mille impression, una metrica standard per gli annunci pubblicitari, però la società in genere fornisce le cifre percentuali relative al prezzo degli annunci. Se la domanda diminuisce in relazione ai timori degli inserzionisti relativi alla privacy in seguito alla controversia di Cambridge Analytica, i prezzi degli annunci potrebbero diminuire.

I conti di Facebook arrivano in un momento delicato per tutto il settore tecnologico, che ha accolto male i conti di Google, andati oltre le attese a livello di utili e ricavi, ma con la sorpresa del calo della marginalità complice l’aumento degli investimenti volti sviluppare nuovi servizi e diversificare le fonti di ricavo.
A Wall Street ieri i titoli FANG hanno segnato cali vistosi: -5% Google, oltre -4% Amazon, -3,5% circa per Netflix e Facebook. Quest’ultima viaggia a livelli del 15% circa inferiori rispetto a quelli precedenti lo scandalo Cambridge Analytica.