Esprinet punta ad allargarsi verso Ovest

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Esprinet si pone un obiettivo ambizioso per i prossimi dieci anni: raggiungere la leadership europea nella distribuzione di tecnologia. E il piano strategico 2007-2009 presentato questa mattina alla comunità finanziaria pone le basi per la riuscita dell’impresa. Nel dettaglio, esso prevede un utile netto compreso nell’intervallo di 68-75 milioni di euro al 2009, con una crescita media annua ponderata (cagr) nell’ordine del 20%. I ricavi consolidati sono invece visti a 3,10-3,24 miliardi di euro al 2009, con un cagr del 9%, mentre l’utile operativo a fine piano dovrebbe attestarsi secondo le previsioni della società a 113-123 milioni, ovvero al 3,7% circa dei ricavi, con un cagr del 13%. Il dividend pay-out ipotizzato per il prossimo triennio – e comunque da sottoporre ancora al via libera del consiglio di amministrazione e a quello dei soci – è costante e pari al 15% per anno, mentre i cash flow netti disponibili si attestano a 220 milioni per tutto il periodo che va dal 2007 al 2009.


Tra gli obiettivi strategici il gruppo operante nella distribuzione all’ingrosso di informatica ed elettronica di consumo per il prossimo triennio si pone anche quelli di consolidare la propria posizione di leadership nel Sud Europa e dunque in Italia e in Spagna e di fare il proprio ingresso su un nuovo mercato dell’Europa dell’Ovest. E per quanto concerne il capitolo acquisizioni il gruppo è in grado di finanziare operazioni fino a 2-2,5 miliardi di euro in termini di ricavi addizionali per i prossimi tre anni senza bisogno di ricorrere ad aumenti del capitale. “Il fatto di vantare una profittabilità mediamente di tre volte superiore rispetto a quella dei nostri concorrenti – afferma l’amministratore delegato di Esprinet, Alessandro Cattani – ci dà la possibilità di finanziarci senza bisogno di ricorrere ad aumenti di capitale”. La società per finanziare le acquisizioni ricorrerà invece, oltre che alla cassa, al debito: il rapporto debt/equity è visto a 0,4 volte a fine 2007, a 0,1 per l’anno prossimo e a regime è stimato a 1 volta, vale a dire “un target compatibile con la natura della nostra industria”.

Per quanto riguarda l’acquisizione che Esprinet ha intenzione di fare nell’Europa dell’Ovest, non è ancora stato individuato un Paese specifico ma il gruppo sta passando in rassegna una serie di opportunità. “Abbiamo più di una interessante opportunità – fa sapere Cattani – ci interessano tutti i Paesi dell’Ovest, Francia compresa, tranne pochissime eccezioni. Forse possiamo affermare che i Paesi nordici al momento ci interessino un po’ meno ma non significa che li ignoriamo. Nell’orizzonte temporale del piano sicuramente annunceremo qualcosa. C’è qualcuno che si sta offrendo già da adesso ma al momento preferiamo essere prudenti. Puntiamo all’acquisizione di una società di taglia da medium size, del valore di un centinaio di milioni di euro, a abig size, del valore di qualche centinaio di milioni di euro”. L’iter di acquisizione dovrebbe svolgersi come già accaduto sul mercato spagnolo: Esprinet punta ad aggiudicarsi una delle prime 4-5 società del settore, preferibilmente non la prima, per poi tentare di conquistare la leadership all’interno del Paese magari attraverso un’altra operazione. Come mai invece i Paesi dell’Europa dell’Est non sono appetibili per il distributore di tecnologia italiano? “Per due principali motivi: innanzi tutto – spiega Cattani – i multipli da pagare per questo tipo di società sono attualmente molto elevati mentre il mercato prima o poi dovrà subire una battuta di arresto e secondariamente siamo ingegneri e preferiamo concentrarci sulle realtà che conosciamo meglio”.