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Enel prevede crescita utili del 15% al 2020, confermata politica dividendi nel nuovo piano strategico

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Enel ha presentato oggi il suo nuovo piano industriale al 2020, ribadendo la sua politica dei dividendi e confermando gli obiettivi finanziari. La sua crescita sarà guidata dalla digitalizzazione.

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Enel prevede una crescita dei risultati finanziari nei prossimi tre anni, grazie a una maggiore efficienza operativa e a una semplificazione del gruppo, permettendo una remunerazione degli azionisti. Il gruppo dell’energia e del gas ha infatti confermato la sua politica dei dividendi nel piano strategico 2018-2020, presentato oggi. Un piano “strutturato per rafforzare ulteriormente la capacità del gruppo di generare un’attraente remunerazione per gli azionisti e di creare valore sostenibile di lungo termine per tutti gli stakeholder”, recita la nota.  Nel dettaglio, Enel si aspetta un utile netto in crescita del 15% ogni anno fino a raggiungere 5,4 miliardi nel 2020. L’Ebitda dovrebbe invece aumentare del 6% ogni anno fino a 18,2 miliardi di euro a fine periodo.  Il gruppo ha confermato per il 2018 e il 2019 la politica dei dividendi con un pay-out del 70%, prevedendo il medesimo pay-out anche per il 2020, sempre con riferimento all’utile netto ordinario. Per l’esercizio 2018, inoltre, è stato introdotto un dividendo minimo per azione di 0,28 euro.

A guidare la crescita di Enel nei prossimi anni sarà la digitalizzazione, i cui investimenti saliranno a 5,3 miliardi rispetto ai 4,7 miliardi di euro previsti dal piano precedente e si prevede che possano produrre 1,9 miliardi di euro di incremento cumulato dell’Ebitda, di cui 900 milioni riferiti al solo 2020. La digitalizzazione di Enel si trasferirà anche sul mercato retail, con l’introduzione della nuova Global Business Line e-Solutions, che riguarderà principalmente i contatori intelligenti, il controllo da remoto e la connettività dei sistemi. Anche grazie alla digitalizzazione, il gruppo prevede di ottenere una maggiore efficienza operativa con un obiettivo di risparmi per 1,2 miliardi nel 2020 rispetto al 2017. Questo aspetto passerà anche attraverso una semplificazione del gruppo. Nei prossimi tre anni, Enel prevede di cedere ulteriori asset esistenti per 3,2 miliardi, uscendo da paesi non strategici, e investire fino a 4,7 miliardi in acquisizione di partecipazioni di minoranza (.2,3 miliardi), nel business delle reti e di e-Solutions (2 miliardi) e in misura minore in equity partnership. Enel intende, inoltre, proseguire nella riduzione del numero di società operative in Sud America, con l’obiettivo di raggiungere meno di 30 società operative nella regione entro il 2020, a fronte delle 53 società attualmente presenti. Nell’arco di piano, il gruppo prevede anche di semplificare ulteriormente gli assetti proprietari delle controllate di Enel Américas, Enel Romania ed Enel Investment Holding.