Notizie Notizie Italia Elezioni: riforme Matteo, riforme! L’analisi di Citi: restiamo positivi su azionario Italia

Elezioni: riforme Matteo, riforme! L’analisi di Citi: restiamo positivi su azionario Italia

27 Maggio 2014 07:57

Il risultato delle elezioni europee, che hanno visto la schiacciante vittoria del PD di Matteo Renzi, viene commentato dalle principali banche d’affari. Il titolo del report odierno di Citigroup è abbastanza eloquente: “riforme Matteo, riforme!”. Secondo gli analisti, il premier “può finalmente iniziare a cambiare l’Italia come ha promesso quando è salito a Palazzo Chigi. Crediamo che Renzi avrà abbastanza potere per spingere il Parlamento a seguirlo sul sentiero delle riforme oppure per fare pressione per convocare nuove elezioni“.

Citi, infatti, vede in aumento le probabilità di elezioni anticipate anche se “non dovrebbero vedere la luce le corso del 2014”. Per gli investitori, a detta degli esperti della banca statunitense, il risultato delle elezioni “è positivo per le riforme e le prospettive di crescita dell’Italia, nonostante rimangano numerosi ostacoli soprattutto per via della persistente debolezza del quadro macroeconomico”.
 
Il broker Usa fa notare che, ancora una volta, l’esito delle elezioni non ha rispettato gli ultimi sondaggi che scommettevano sul probabile sorpasso del Movimento 5 Stelle ai danni del PD. Il partito di Renzi non solo ha vinto, ma si è portato oltre il 40% doppiando il movimento di Beppe Grillo, che si è fermato al 21 per cento. Più staccata Forza Italia (16,8%), mentre il Nuovo Centro Destra di Alfano è riuscito a superare la soglia del 4% attestandosi al 4,4 per cento.

Dopo l’esito delle elezioni europee, Citigroup ha deciso di mantenere la sua view positiva sull’Italia favorendo “i titoli finanziari e le azioni di qualità ed evitando quelle completamente esposte al mercato domestico”. Il broker tiene una raccomandazione d’acquisto (buy) su Autogrill, Luxottica, Prysmian, Yoox e World Duty Free. Tra i bancari/finanziari Citigroup preferisce invece Unicredit, Mediobanca, Banca Generali e Mediolanum.