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Dombrovskis: aiuti Stato a banche venete misura “una tantum”. No impatto su deficit

QUOTAZIONI Intesa Sanpaolo

Il vicepresidente della Commissione europea ha comunque ammesso: la conseguenza “sarà un onere considerevole per i contribuenti”.

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L’Ue difende il salvataggio delle banche venete avvenuto con gli aiuti di Stato e la vendita degli asset performanti a Intesa SanPaolo. E assicura che non ci sarà alcun impatto sui conti pubblici. Così Valdis Dombrovskis, numero due della Commissione europea:

“Riguardo al rispetto del Patto di Stabilità, gli aiuti di Stato che vengono erogati in queste situazioni sono considerati di norma alla stregua di misure ‘una tantum’ e non incidono nella nostra discussione sul risanamento strutturale (teso alla necessità di tagliare il deficit), in cui le autorità italiane dovranno impegnarsi per mettere a punto il bilancio dell’anno prossimo”.

Dombrovskis ammette che:

“E’ ovvio che si tratta di una spesa dello Stato che, per finanziare questa operazione ovviamente aumenta il debito pubblico. Tuttavia, relativamente al modo in cui tratteremo il caso rispetto al Patto di Stabilità, questo tipo di spesa rientra nella categoria di quelle ‘una tantum'”.

Il salvataggio delle banche venete continua a essere oggetto di diverse polemiche, che vedono tra i mittenti soprattutto la Germania.

Berlino ha accusato più volte l’Italia di aver aggirato la normativa europea che disciplina i casi di risoluzione bancarie, la direttiva BRRD, e che implica il coinvolgimento di tutti gli obbligazionisti.

Nel caso di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, sono stati coinvolti solo gli obbligazionisti subordinati e gli azionisti, e non gli obbligazionisti senior retail.

La conseguenza, ha concordato Dombrovskis, “sarà un onere considerevole per i contribuenti”.

Ma “è stata questa la decisione delle autorità italiane”, che avevano due opzioni: scegliere se limitarsi al minimo richiesto dalle regole Ue sugli aiuti di Stato, o se scegliere un ‘burden sharing’ più forte”.

L’alto funzionario Ue ha tenuto a precisare comunque come tutto sia avvenuto nell’ambito delle regole europee, anche se non è stato applicato il bail-in.

Esiste in ogni caso “la questione, che rimane aperta, di quanto si riuscirà a recuperare di quella cifra di 12 miliardi coperta dalle garanzie dello Stato”. Cifra che fa lievitare il costo teorico complessivo dello Stato per il salvataggio delle venete, insieme ai 5,2 miliardi ufficiali – a ben a 17 miliardi.

Nel sottolineare più volte che non c’è stata alcuna scappatoia legale, visto che tutto è avvenuto “in linea con le regole Ue sugli aiuti di Stato e sull’Unione bancaria”, Dombrovkis ha affermato che “è stato importante che la questione sia stata risolta senza creare incertezza nel sistema finanziario, dunque senza aumentare i costi”.