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Deutsche Bank invia per errore 28 miliardi euro, più del suo valore di mercato

Commento analista: “Una banca che per errore trasferisce una somma così alta dimostra che i controlli che ha attivato non funzionano in modo adeguato, ed è imbarazzante”.

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Forse c’è un fat finger dietro l’errore con cui Deutsche Bank ha inviato lo scorso mese inavvertitamente 28 miliardi di euro in un conto presso l’Eurex di Deutsche Boerse. E’ quanto riporta Bloomberg, sulla base di quanto riportato da una fonte vicina alla banca, spiegando come la transazione facesse parte di una operazione di routine della banca.

E’ vero che questi errori non sono rari. La sorpresa è tuttavia nella somma coinvolta nell’errore che, pari a 28 miliardi di euro, è superiore addirittura al valore di mercato della banca, che si aggira attorno ai 24 miliardi di euro.

In un comunicato via email, Charlie Olivier, portavoce del colosso tedesco, ha affermato che “si è trattato di un errore operativo in una transazione avente per oggetto un collaterale avvenuta tra i principali conti di Deutsche Bank e un conto Eurex di Deutsche Bank“.

L’errore, ha proseguito Olivier, “è stato individuato nell’arco di qualche minuto, e poi rettificato”.

Al momento -continua la nota – “stiamo controllando le ragioni per cui si è verificato e adottando misure per impedire che l’errore si ripeta”.

La fonte ha fatto notare tuttavia che l’errore avrebbe dovuto essere identificato da un sistema di sicurezza interno all’istituto, noto come “bear trap”, creato nel marzo del 2014, a seguito di un’altra svistan avvenuta in passato nel pagamento dei collaterali.

L’episodio, sottolinea Bloomberg, è avvenuto una settimana prima di Pasqua, dunque nelle ultime settimane di John Cryan, l’ex amministratore delegato che è stato poi sostituio da Christian Sewing.

Nel fine settimana del 23 marzo, ha aggiunto la fonte, Eurex avrebbe trattenuto fondi di Deutsche Bank per un valore di 4 miliardi di euro.

Nessun dettaglio è stato riferito dal portavoce di Deutsche Boerse, che ha spiegato che la società non rilascia commenti su transazioni singole o sui rapporti con i clienti.

Sebbene non sia stato rilevato nessun danno finanziario importante, di per sé l’episodio solleva interrogativi sui processi di controllo e di gestione del rischio presso la banca: aspetti che tra l’altro l’ex AD Cryan si era impegnato a migliorare.

Non si tratterebbe neanche del primo errore del genere commesso da Deutsche Bank. Nell’estate del 2015, di fatto, la banca effettuò un versamento di $6 miliardi a un hedge fund cliente, in quello che venne spiegato come un “fat finger”, che aveva coinvolto la sua divisione forex.

L’istituto recuperò la somma direttamente dall’hedge fund il giorno successivo, accusando un dipendente junior del team di vendita dell’unità del forex.

Da segnalare che per “fat finger”, che è spesso la causa anche dei flash crash, si fa riferimento a un errore umano, che viene provocato dal premere un tasto sbagliato nell’immissione degli ordini.

In un momento in cui la banca vive forti incognite a seguito del rimpasto e, a fronte della continua flessione del titolo – che, con una perdita -26% dall’inizio dell’anno, si conferma quello scambiato sullo Stoxx 600 Banks Index peggiore del 2018 – quest’ultimo caso solleva polemiche e anche imbarazzi.

Così a Bloomberg Dieter Hein, analista di Fairesearch che ha una raccomandazione simile a sell sull’azione Deutsche Bank:

“Una banca che per errore trasferisce una somma così alta dimostra che i controlli che ha attivato non funzionano in modo adeguato, ed è imbarazzante. Questo tipo di incidente indica che i problemi della banca sono talmente grandi da non poter essere risolti nell’immediato. Cryan ha fallito”.