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Cdp si prenderà un altro 5% di Telecom, in 10 mesi persi oltre 120 milioni. Boom in Borsa del titolo

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Si scalda la partita su Telecom Italia a poco più di un mese dal d-day dell’assemblea chiamata a ridefinire le gerarchie nella maggiore tlc italiana. Ieri è stato il turno di Cassa depositi e prestiti (Cdp), il cui cda ha deliberato l’autorizzazione all’acquisto di ulteriori azioni di Telecom Italia nell’arco dei prossimi 12 mesi.

 

Con ogni probabilità l’arrotondamento della quota avverrà in parte o in toto già prima dell’assemblea del 29 marzo, così come fatto lo scorso anno prima dell’assemblea di maggio che vide prevalere il fondo attivista Elliott ai danni di Vivendi, azionista di riferimento di Telecom. Movimenti nell’azionariato di Telecom che vedono in queste settimane protagonista anche Elliott che è salita al 9,54% e le ultime indiscrezioni vedono una salita ulteriore verso il 10%.

Il titolo Telecom Italia ha reagito con un balzo fino al 7% oggi con quotazioni risalite a 0,52 euro.

 

La nota di CDP che punta al 10% del capitale

la decisione di incrementare la quota in Telecom è stata presa all’unanimità. “Tale investimento – si legge in una nota del gruppo guidato dall’ad Fabrizio Palermo – si pone in una logica di continuità con gli obiettivi strategici sottesi all’ingresso nel capitale di Tim deliberato dal cda lo scorso 5 aprile, è coerente con la missione istituzionale di Cdp a supporto delle infrastrutture strategiche nazionali e vuole rappresentare un sostegno al percorso di sviluppo e di creazione di valore, avviato dalla società in un settore di primario interesse per il Paese”.

 

Nessuna indicazione precisa sull’entità delle azioni che verranno acquistate, ma nel corso del cda l’ad Palermo avrebbe fatto capire che l’obiettivo è arrivare al 10% del capitale dal 4,9% attuale.

 

In 10 mesi persi 120 mln con tonfo titolo in Borsa

Cdp, società per azioni a controllo pubblico, ha in carico la quota di Telecom Italia al prezzo di 0,64 euro per azione. Considerando il valore del titolo alla chiusura di ieri l’investimento dello scorso aprile ha fruttato una perdita di circa 120 milioni di euro.

 

In questi mesi il titolo Telecom Italia ha perso terreno andando a toccare lo scorso mese i minimi storici in Borsa complice debolezza del mercato domestico e l’incertezza sulla governance sfociata nella cacciata dell’ad Amos Genish e nella richiesta di Vivendi di una assemblea. Nell’ultimo anno il titolo segna un calo del 25% dopo essere arrivato a dimezzare il proprio valore a 0,446 euro il 22 gennaio rispetto ai massimi dello scorso anno a 0,88 euro (10 aprile 2018).

 

Pressing per fusione tra rete Tim e Open Fiber

Sempre ieri l’amministratore delegato di CDP aveva toccato l’argomento della rete unica tra Telecom e Open Fiber: “Entrare nella partita delle reti tlc è una scelta strategica per Cdp e per il Paese. Sono asset importanti per la crescita. I conti si faranno alla fine. Senza fretta”, sono state le parole di Palermo nell’intervista concessa a Il Sole 24 Ore. Palermo sottolinea poi come l’intesa sulla rete potrebbe passare anche dal 5G. Un accenno che potrebbe anticipare un possibile coinvolgimento di un operatore delle torri, come ad esempio Inwit.

L’intento di Cdp è premere affinché venga portato avanti il progetto di convergenza tra rete TIM e Open Fiber.