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Brexit e Italicum al test delle rispettive Corti: 2017 decisivo per il destino dell’Ue

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Oggi è il giorno delle sentenze, in Italia e nel Regno Unito. I due Paesi saranno uniti da un doppio filo ancora una volta, dopo i due referendum del 2016 che hanno inevitabilmente segnato i destini politici dei due Paesi determinando le dimissioni dei due premier James Cameron e Matteo Renzi.

Secondo Pierre Olivier Beffy, Chief Economist di Exane BNP Paribas, “fino ad ora il mercato unico non ha dato i risultati sperati mentre la globalizzazione ha raggiunto i suoi limiti”. Il capo economista vede infatti diversi elementi di incertezza che potrebbero influenzare i movimenti di capitale nel corso del prossimo biennio, “dato che quest’anno i francesi, i tedeschi e forse anche gli italiani saranno chiamati al voto – prosegue Beffy – il 2018 potrebbe essere l’anno in cui si registrerà un’accelerazione nell’agenda della Brexit ed essere decisivo per il destino dell’intera Unione Europea”.

Brexit: May alla prova della Corte Suprema

Gli undici giudici della Corte Suprema si riuniranno oggi per pronunciarsi sul ricorso presentato dal primo ministro Theresa May contro una sentenza del novembre scorso, secondo cui il governo di Sua maestà avrebbe bisogno del lasciapassare parlamentare per dare attuazione ai procedimenti per la Brexit.

Una pronuncia a favore del premier, che eviterebbe dunque il passaggio parlamentare, permetterebbe alla May di innescare una Brexit unilaterale, secondo le indicazioni fatte trapelare nel discorso della scorsa settimana. Se invece dovesse essere approvato il passaggio Parlamentare il governo sarebbe costretto a far approvare una legge dal Parlamento, con molti sostenitori del Remain che andrebbero ad “addolcire” le proposte della May in direzione di una Soft Brexit.

Italia: Italicum sotto la lente dei costituzionalisti

Questa mattina alle 9.30 ha preso il via la riunione della Corte Costituzionale per deliberare sulla legittimità alla Costituzione della Legge elettorale nota come Italicum. Si tratta di una legge proporzionale, a doppio turno, con correttivo maggioritario, pensata scritta dal Governo Renzi solo per la Camera, in vista dell’approvazione della riforma costituzionale (poi bocciata dalla volontà popolare).

Secondo gli analisti la decisione dei giudici costituzionali avrà un impatto indiretto sulla durata dell’attuale governo Gentiloni. La bocciatura della Legge infatti potrebbe aumentare le divisioni nel Parlamento e determinare un’accelerazione dei tempi in vista delle prossime elezioni.