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Bilancio magro per le Borse al giro di boa 2010, Dax e Wall Street limitano i danni

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Rosso ma non profondo rosso per i mercati azionari nei primi 6 mesi del 2010. La prima metà di 2010, che si chiude oggi, è stata caratterizzata dall’acuirsi della crisi greca e in generale del problema del debito sovrano per l’eurozona. A guardare le performance dei principali indici azionari, il bilancio risulta negativo ma con gli opportuni distinguo. A una seduta dalla chiusura del semestre Wall Street viaggia il 6% circa sotto i livelli di inizio anno, meglio ha fatto il Dax tedesco che non ha risentito della crisi europea ed è sostanzialmente invariato rispetto ai livelli di inizio anno anche dopo il pesante -3,33% di ieri. Discorso differente per le altre Borse Ue, soprattutto quelle dei Paesi periferici, con l’Ibex che lasciato sul terreno quasi il 20% e la stessa Piazza Affari con bilancio in rosso di oltre il 17%. Debole anche Tokyo che oggi ha chiuso il semestre sui minimi da novembre 2009 e un calo di oltre l’11% da inizio anno.

In attesa di vedere se i crescenti timori di un double dip si concretizzeranno nella seconda parte dell’anno, si conferma la tendenza a una sostanziale lateralità dei mercati negli anni immediatamente successivi a grandi recuperi come quello a cui abbiamo assistito lo scorso anno. E si conferma anche la tendenza a vedere maggiormente in difficoltà quei mercati che maggiormente hanno cavalcato il rally, come gli Emergenti, con Shanghai in calo di oltre il 20% in questo 2010 e lo stesso Brasile in difficoltà nonostante Cina e brasile abbiano mostrato una ripresa economica più forte del previsto nel primo trimestre dell’anno.


Cosa aspettarci per la seconda metà del 2010? Gli analisti tecnici di Ubs ritengono che siamo in presenza di uno scenario di ipervenduto  con l’Eurostoxx 50 saldamente sopra i minimi di maggio e pronto a ripartire nelle prossime sedute con settori come l’auto, gli industriali e i chimici che dovrebbero sovraperformare il mercato. View relativamente ottimista anche quella di Equita Sim. Il monthly della sim milanese rimarca come, nonostante gli ultimi deludenti dati macro, il mercato sia troppo pessimista circa l`evoluzione del ciclo economico, in quanto interpreta il rallentamento della crescita come una pericolosa inversione della tendenza primaria. “La tesi bear è che la crisi dei debiti sovrani e il deleverage ci porteranno, a differenza che in passato, nuovamente in recessione nel secondo semestre – rimarca Equita -.  La nostra tesi è invece che l`azione di risanamento dei conti pubblici rappresenta una medicina necessaria a ripristinare la fiducia nei governi, che costerà alcuni decimi di punto in termini di crescita del PIL, ma che riporterà la fiducia ed eviterà la ricaduta in recessione”. Le aziende sono infatti pronte ad assumere (l`uso degli straordinari è molto aumentato) e ad aumentare gli investimenti (il ratio capex/PIL è sui minimi degli ultimi trent`anni), anche se nelle ultime settimane le turbolenze finanziarie hanno congelato ogni velleità.  Per l’estate Equita si attende dati macro probabilmente che continueranno a segnalare un rallentamento dell`economia, ma non vede motivi per cambiare la view positiva di medio termine. “Le prossime due settimane saranno molto ricche di dati macro che ci diranno se la frenata di maggio è l’inizio del grande rallentamento o se si è trattato solo di un incidente di percorso”, rimarca Alessandro Fugnoli di Kairos. Già venerdì 2 luglio c’è l’importante appuntamento con i dati di giugno sul mercato del lavoro statunitense. E’ atteso un ritorno alla perdita di posti di lavoro (consensus -110 mila) dopo che già a maggio le “no farm payrolls” avevano deluso con una crescita di 431 mila unità “gonfiata” dalle 411 mila assunzioni da parte del governo per lo svolgimento delle operazioni del censimento.

A luglio arriveranno i dati sugli utili del secondo trimestre. “In America saranno penalizzati dal dollaro più forte  ma il fatto che l’occupazione cresca poco mentre il fatturato aumenta significa che i margini saranno molto alti”, rimarca Fugnoli che guarda oltre, “ad agosto, se tutto va bene, verrà risolto il problema della marea nera con l’avvio dei due pozzi di drenaggio in costruzione. La pressione su esecutivo e Congresso si allenterà ed è possibile che la moratoria venga accorciata (anche se la sua scadenza coincide non a caso con le elezioni di novembre). I titoli del settore ne trarrebbero beneficio”. Lo strategist di Kairos ritiene che per sostenere il rialzo dei mercati saranno inoltre necessari dati macro relativi a giugno e luglio che segnalino una riaccelerazione, anche modesta e il maggio debole ha abbassato l’asticella da superare.