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Bce pronta al tapering con 4 opzioni sul tavolo per uscita da QE. Weidmann: non va perso tempo

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Nessun annuncio, ma la questione tapering è stata al centro del meeting della Bce. Le ultime indiscrezioni rilanciate a metà mattinata da Reuters parlano di quattro opzioni sul tavolo con il consiglio direttivo della Bce unanime nel ritenere che il prossimo passo debba essere una riduzione dello stimolo monetario da decidere con il più ampio consenso possibile.

Si va quindi senza indugia un annuncio il prossimo 26 ottobre con i dettagli del tanto atteso tapering, ossia riduzione degli acquisti di asset rispetto ai 60 miliardi di euro attuali. La discussione è su quanto ridurre gli acquisti e per quanto tempo protrarre il piano di acquisti nel corso del prossimo anno.

Intanto il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, è intervenuto questa mattina sollecitando la Bce a stare attenta a non perdere il momento giusto per modificare la propria politica monetaria. Weidmann è uno dei maggiori critici del QE della BCE.

QE a 40 o 20 mld mensili nel 2018

Tra le alternative discusse ieri da Draghi& co. c’è quella di ridurre gli acquisti a 40 o 20 mld di euro per 6 o 9 mesi. Secondo le fonti riportate da Reuters i titoli in scadenza, oggetto di reinvestimento, salirebbero lentamente a 15 mld mensili nel corso del 2018. E’ emersa anche un’unità di vedute di non alzare i tassi fino alla fine del programma di acquisto asset.

L’euro non si ferma

Il mercato ha reagito alle nuove indiscrezioni senza sussulti con l’euro che si mantiene nei pressi dei massimi a due anni e mezzo, aggiornati questa mattina a quota 1,2092 contro il dollaro Usa. Più marcato il movimento del Bund tedesco, il cui rendimento è risalito sopra 0,30% rispetto al minimo a 0,29% toccato questa mattina.

Analisti vedono QE protrarsi fino a fine 2018

All’indomani del meeting Bce gli analisti si sono mostrati abbastanza concordi nel prevedere nel prossimo meeting l’annuncio del tapering che con ogni probabilità sarà effettivo da gennaio 2018. Secondo BlackRock il miglioramento dei fondamentali dell’area euro, in particolare in Germania, abbinato alla scarsità di offerta di obbligazioni da acquistare, porterà comunque la BCE a completare il suo programma di acquisto di asset entro la fine del 2018.
Stessa tempistica indicata da Bank of America Merrill Lynch che ha confermato la propria view che vede a ottobre l’annuncio di una riduzione degli acquisti a 40 mld euro al mese da gennaio a giugno e successivamente un ulteriore abbassamento degli acquisti mensili che andrebbero a terminare entro dicembre dell’anno prossimo.