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Bce: Germania in campagna elettorale fa ricorso a Corte Giustizia Ue contro QE

A sferrare l’attacco è la Corte costituzionale di Kalsruhe, che ha deciso di fare ricorso contro l’acquisto dei titoli di Stato nell’ambito del Quantitative easing.

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La Germania torna ad attaccare il QE della Bce di Mario Draghi. E lo fa nel clima arroventato della campagna elettorale, in vista delle elezioni federali che si terranno il prossimo 24 settembre. A sferrare l’attacco, rivolgendosi alla Corte di Giustizia europea, è la Corte costituzionale di Kalsruhe, che ha deciso di fare ricorso contro l’acquisto dei titoli di Stato emessi dai paesi del blocco: una iniziativa di natura politica, voluta dal partito estremista di destra Afd e dai bavaresi del partito dei moderati di centrodestra del Csu.

“Ragioni significative indicano che le decisioni della Bce in merito al programma di acquisto di asset violano il divieto di finanziamento monetario ed eccedono il mandato di politica monetaria della Banca centrale europea, andando oltre le competenze degli Stati membri”.

Dal comunicato emerge chiaramente l’attacco contro un piano che, secondo i falchi tedeschi, violerebbe la normativa che regola gli aiuti di Stato e lo stesso principio di sovranità nazionale degli Stati dell’area euro.

Sullo sfondo, l’eterna diatriba tra la Germania e la Bce, con il piano QE del valore di 2,3 trilioni di euro pomo della discordia tra le parti in causa.

La Germania, insieme ad altri paesi del Nord Europa, ha più volte espresso le sue riserve riguardo a un programma che, a suo avviso, rappresenterebbe una forma di bailout garantita agli Stati più indebitati dell’Eurozona (leggi Italia in primis).

I falchi più convinti ritengono che lo schema sia una forma di finanziamento monetario illegale e che la Bundesbank, la banca centrale tedesca guidata da Jens Weidmann, essendo il principale acquirente di bond, non debba partecipare.

La risposta della Bce non si è fatta attendere. Così, in un comunicato:

“Il programma esteso di acquisto di asset è, a nostro avviso, del tutto in linea con il nostro mandato. Spetterà alla Corte europea di Giustizia fare ora le sue valutazioni”.

Detto questo, come fa notare un articolo del Financial Times, la sentenza della Corte di Giustizia europea potrebbe arrivare tra più di un anno e nel frattempo il piano QE potrebbe aver visto già la propria fine.