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Bank of America conferma volontà di acquisire Countrywide

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Le conseguenze della crisi dei mutui subprime continuano a farsi sentire a Wall Street. Dopo le indiscrezioni circolate insistentemente nella giornata di ieri, Bank of America esce allo scoperto e rompendo ogni indugio annuncia l’intenzione di acquisire Countrywide Financial, uno dei principali gruppi oltreoceano attivi nell’erogazione di mutui. Per rilevare l’istituto a stelle e strisce la banca guidata da Kenneth Lewis ha messo sul piatto quattro miliardi di dollari. L’operazione, grazie alla quale sembra essere scongiurato il pericolo di un tracollo per il mercato immobiliare statunitense, prevede uno scambio di 0,1822 azioni di Bank of America ogni azione di Countrywide.


Per quanto riguarda la tempistica, l’acquisizione dovrebbe chiudersi entro il terzo trimestre e non dovrebbe impattare sugli utili 2008, mentre i primi effetti positivi dovrebbero sentirsi sui profitti del 2009. In particolare, Bank of America si attende risparmi di costi dalla transizione per una cifra pari a 670 milioni di dollari entro il 2011.
L’accordo ha già ottenuto l’autorizzazione sia del consiglio di amministrazione di Bank of America sia da parte di quello di Coutrywide, e ora attende il via libera dei soci di quest’ultima e l’autorizzazione da parte delle autorità competenti.

L’interesse di Bank of America nei confronti di Countrywide non è però una sorpresa. Già nei mesi scorsi aveva investito due miliardi di dollari in cambio di azioni convertibili Countrywide pari al 16% circa del capitale al fine di fornire liquidità al primo operatore dei mutui immobiliari Usa.


Countriwide Financial: le pillole estive…


Negli ultimi mesi la parola tranquillità si è mantenuta ben lontana dal quartier generale di Countrywide. La mente va indietro di qualche mese, e più precisamente alla bollente estate 2007 dei mercati finanziari internazionali, mesi in cui la società americana è stata una delle prime a lanciare l’allarme sugli effetti dei mutui ad alto rischio. Ad agosto il gruppo guidato da Angelo Mozilo ha annunciato alla Sec, la Consob americana, una debolezza del mercato secondario dei mutui “senza precedenti” che “potrebbe avere un impatto avverso sui nostri futuri profitti”, si leggeva in una nota diramata dalla società in estate.
Ma già in luglio Countrywide aveva segnalato che i problemi dei mutui subprime si erano estesi ai crediti di maggiore qualità, aggiungendo di aspettarsi un rallentamento del mercato immobiliare Usa almeno fino al 2009.

Ed era solo l’inizio. Nei mesi successivi la parola bancarotta sarà ripetutamente accostata al nome di Countrywide. Anche a fine ottobre le notizie negative non sono mancate: l’azienda attiva nell’erogazione dei mutui ha comunicato relativamente ai dati del terzo trimestre 2007 una perdita pari a 1,2 miliardi di dollari.