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Banche italiane al test conti trimestrali, ritorno spread verso 300 farebbe partire gli short sulle più deboli

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L’inizio di febbraio preannuncia un mese altamente volatile per le banche italiane. Venerdì il sell off sui titoli bancari, parzialmente riassorbito nel finale, ha acceso un nuovo campanello d’allarme sul settore.

Dopo due mesi di tregua con progressivo restringimento dello spread, il 1° febbraio il differenziale di rendimento è tornato a ad allargarsi a ritmo sostenuto e anche oggi si mostra in rialzo in area 260 pb. A rianimare le tensioni è stato il deterioramento della congiuntura economica, con numerose revisioni al ribasso delle stime di crescita per il 2019 con Confindustria che adesso stima una crescita poco sopra lo zero. Dopo l’ufficialità del ritorno in recessione a fine 2018, l’indice Pmi manifatturiero ha segnalato un avvio del nuovo anno con ulteriore deterioramento dell’attività economica. “Il peggioramento continuo degli indicatori anticipatori (PMI) sta mettendo pressione al governo e alle sue stime sulla crescita e sul deficit“, argomentano gli strategist di IG.

 

Se lo spread tornasse verso area 300 pb…

La debolezza delle banche, con ad esempio Unicredit scesa di oltre il 10% nelle ultime 5 sedute, ha portato l’intero Ftse Mib ad archiviare la prima settimana negativa (-0,78%).

 

Sul fronte spread, Pietro Di Lorenzo (fondatore di SOS Trader) indica i prezzi testare il bordo superiore del canale ribassista che scaturisce dai massimi toccati il 20 novembre a 340 pb e la fuoriuscita dei corsi dal canale potrebbe innescare una ulteriore accelerazione in direzione dei 300 punti.

 

“La strategia operativa prevede di valutare degli short sui titoli bancari più deboli a seguito di un eventuale accelerazione dello spread – asserisce Di Lorenzo – . Attenzione però perché ci attendiamo volatilità su diversi titoli finanziari in prossimità della pubblicazione dei risultati trimestrali attesi in settimana”.

 

Intesa apre il valzer delle trimestrali

 

Domani sono in arrivo i numeri di Fineco e Intesa Sanpaolo, mercoledì Banco BPM; giovedì la giornata più intensa con Banca Generali, Mps, Mediobanca, Ubi Banca e Unicredit. In finale di ottava l’8 febbraio toccherà invece a Bper (cda giovedì con diffusione dei conti la mattina del giorno successivo) e di Carige.

 

In attesa dei riscontri in arrivo nei prossimi giorni, Goldman Sachs ha rivisto leggermente le valutazioni sulle banche italiane con target price alzati in media del 4% in virtù del calo delle tensioni sul fronte spread. Tra le big, il prezzo obiettivo su Unicredit è passato da 17,1 a 17,9 euro (rating Buy), mentre quello su Intesa Sanpaolo da 1,95 a 2 euro (rating Sell).

 

Secondo l’analisi di Bloomberg Intelligence (BI), Intesa Sanpaolo – la prima a togliere i veli dai conti trimestrali – sarà in grado di avviare il piano di distribuzione dei dividendi per il 2018-2021 con circa 3,5 miliardi di euro per il 2018 nonostante il rallentamento delle entrate dovuto alle tensioni politiche che hanno condizionato i mercati. Appare inoltre improbabile che la recente comunicazione della BCE a Monte Paschi riguardo alla richiesta di un livello più elevato di copertura NPL influisca su Intesa.