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Apple: Il downgrade di Citigroup affossa il titolo, ieri lieve recupero

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“Raccomandiamo di cercare dei nuovi vincitori nel mercato di smartphone e tablet”. Lo dicono gli analisti di Citigroup, che ieri hanno inferto un colpo ad Apple tagliandone il giudizio da “buy” a “neutral” e abbassando il target price da 675 a 575 dollari per azione. Un risultato che ieri ha mandato il titolo di Cupertino sotto i 500 dollari nelle contrattazioni pre-market: la chiuura di ieri ha visto tuttavia un rimbalzo dell’1,77% (contro il 3,76% perso il giorno precedente), poco sopra i 518 dollari: livelli non raggiunti dall’inizio dello scorso anno.
Non sono bastati i numeri sulle vendite dell’iPhone in Cina a risollevare il morale al titolo di Cupertino, né al suo assemblatore asiatico Hon Hai, declassato a sua volta dalla banca d’affari americana e calato ieri di oltre il 5% sui mercati asiatici. Oggi sulla Borsa di Taiwan il titolo recupera l’1,4% circa.
L’analista di Citigroup Kevin Chang, infatti, prevede un calo delle consegne di iPhone da parte di Hon Hai a da 47 a 45 milioni di pezzi nel periodo da ottobre a dicembre, da 38 a 26 milioni di pezzi nel primo trimestre 2013 e da 30 a 20 milioni nel secondo trimestre.
 
Alla base del giudizio di Citigroup è l’analisi di un’offerta – quella degli smartphone – che non cambia al mutare della domanda. “In primo luogo è aumentato il lasso temporale che trascorre tra il lancio di un prodotto e la crescita delle vendite”, si legge nella nota degli analisti. “In secondo luogo, riteniamo che la misura ridotta dello schermo dell’iPhone stia penalizzando le vendite”.  Il mercato sembra infatti orientarsi verso schermi grandi ad alta risoluzione, chip sempre più miniaturizzati e potenti, interfacce più funzionali e batterie più sicure e performanti. “Terzo, l’iPad da 9,7 pollici è in difficoltà a causa dell’impennata delle vendite di iPad mini. Segnale che la domanda di prodotti Apple sta cambiando: il mercato di smartphone e tablet è maturo e ci attendiamo che la crescita in termini di valore precipiterà da qui in poi”, concludono gli esperti. Secondo Citi, i prodotti di alta e bassa gamma si polarizzeranno sempre più, con crescenti pressioni sui margini di profitto.
L’astro di Apple sta dunque tramontando? Guardando alle vendite in Cina non si direbbe: nel primo fine settimana di commercializzazione l’ultimo smartphone del gruppo di Cupertino ha venduto infatti più di due milioni di esemplari. “La risposta dei consumatori cinesi all’iPhone5 è stata incredibile e ha permesso di stabilire un nuovo record di vendite nel primo weekend in Cina” ha affermato l’amministratore delegato di Apple, Tim Cook, in una nota.
Eppure gli assemblatori asiatici del melafonino, tra cui Hon Hai, avrebbero registrato minori ordini di componenti in vista di un calo di vendite. La sfida è ancora aperta, e Samsung, Nokia e Htc stanno a guardare.