Alta tensione mercati. Fed avverte su bolla. E si prepara a lanciare bomba-bond da $4,5 trilioni, stesso destino per Bce?

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La Fed gela i mercati con la pubblicazione delle minute relative all’ultima riunione del Fomc del mese di marzo, in cui i tassi di interesse sono stati alzati di un quarto di punto percentuale. 

Due sono i principali fattori che innervosiscono i trader: dal documento emerge l’intenzione della Fed di iniziare a ridurre i $4,5 trilioni di bond che ingolfano il suo bilancio, a partire da quest’anno. L’altro fattore interessa direttamente Wall Street: “alcuni membri” del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed – ritengono infatti che l’azionario versi in una condizione di bolla, avvertono che i corsi azionari sono “piuttosto elevati” e che le loro stesse previsioni farebbero fronte a “rischi al ribasso”, nel caso in cui “i mercati finanziari dovessero sperimentare una correzione significativa”.

Queste le parole contenute nelle minute:

“Alcuni funzionari (del Fomc) hanno attribuito il recente apprezzamento dei corsi azionari alle aspettative di tagli alle tasse corporate o all’aumento della tolleranza verso il rischio tra gli investitori, piuttosto che alle aspettative di una crescita economica più solida. Alcuni funzionari credono che i prezzi azionari siano piuttosto elevati, in relazione alle misure standard di valutazione”.

Ancora:

“Alcuni funzionari hanno sottolineato che i cambiamenti recenti e attesi nelle condizioni finanziarie presentano rischi al rialzo alle loro proiezioni economiche, nel senso che gli sviluppi finanziari si sono tradotti in maggiori stimoli alle spese rispetto a quanto anticipato, così come presentano rischi al ribasso alle loro proiezioni economiche in caso di correzione significativa dei mercati finanziari”.

Dollaro subito in calo dopo la pubblicazione delle minute: il biglietto verde cede nei confronti dello yen, attorno a JPY 110,70, minacciando il livello di supporto di JPY 110.

dollaro in calo dopo le minute

Pericolo bolla e timori che lo smobilizzo di bond da parte della Fed generi un forte impatto sui mercati dei Treasuries. D’altronde, come hanno indicato la stessa numero uno della Fed, Janet Yellen, e altri membri della Fed, la vendita di titoli di stato avrebbe la stessa portata di un rialzo dei tassi. Indubbiamente, la mossa avrebbe come effetto anche una contrazione di liquidità sui mercati, che hanno beneficiato di una massiccia iniezione di cash nell’ultimo decennio.

Immediata la reazione dei mercati, con Wall Street in calo: lo S&P è sceso dello 0,3%, mentre il Nasdaq ha chiuso in ribasso dello 0,6% dopo aver testato un nuovo record all’inizio della sessione. Giù anche il Dow Jones che, insieme allo S&P, ha riportato il dietrofront peggiore in una seduta dal febbraio del 2016. Male la Borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei scivolato dell’1,40%, mentre in flessione sono anche i listini azionari europei.

Per il Dow Jones dietrofront in una seduta peggiore in oltre 1 annoTra l’altro ci si chiede se la stessa sorte della ‘bomba-bond’ toccherà prima o poi la Bce. La Fed ha deciso infatti di iniziare a liberarsi del fardello di tutti quei bond e asset che aveva acquistato nei suoi tre round di Quantitative easing, e che erano andati a finire nel suo bilancio. Ma il QE è stato adottato anche dalla Bce, che prima o poi dovrà anch’essa liberarsi del giogo delle obbligazioni governative e societarie acquistate. 

(in fase di scrittura)