Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (18/12/25)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (18/12/25)

18 Dicembre 2025 14:50

Avere in portafoglio azioni che offrono un elevato rendimento da dividendo (dividend yield) può contribuire a generare flussi finanziari relativamente stabili e prevedibili, migliorando la diversificazione e riducendo la volatilità complessiva. Di seguito una panoramica delle società quotate sul Ftse Mib con i dettagli sui rispettivi dividendi e rendimenti, compresi quelli stimati, oltre alle cedole in programma a Piazza Affari nelle prime settimane del 2026.

Perché le aziende distribuiscono dividendi

Le imprese decidono di erogare dividendi per diverse ragioni. In primo luogo, è un modo per gratificare gli azionisti, restituendo loro una parte degli utili generati. Quando un’azienda riesce a garantire pagamenti regolari, aumentando l’importo delle cedole nel corso del tempo, invia un segnale al mercato di solidità finanziaria e di gestione aziendale efficace, rafforzando la fiducia degli investitori.

La capacità di offrire un alto rendimento da dividendi contribuisce a espandere e diversificare la compagine azionaria, attirando più investitori orientati al lungo termine. Inoltre, la distribuzione degli utili può rappresentare un impiego efficace per il capitale in eccesso, dopo aver coperto i costi operativi, gli investimenti necessari e i futuri piani di sviluppo.

Perché investire in dividendi

Per chi investe, i dividendi in denaro rappresentano entrate cash tendenzialmente regolari e prevedibili, utili per integrare i propri redditi e ottimizzare la pianificazione finanziaria nel medio-lungo periodo.

Inoltre, forniscono proventi alternativi rispetto al capital gain generato dalla variazione dei prezzi di mercato nel tempo. Questa caratteristica contribuisce a compensare eventuali ribassi delle quotazioni, ottimizzando e stabilizzando il portafoglio.

Come viene definito e pagato il dividendo

La proposta di distribuire i dividendi, che include la definizione dell’importo e delle modalità di pagamento, viene avanzata dal Consiglio di Amministrazione e deve essere successivamente approvata dall’Assemblea degli Azionisti.

Nel giorno in cui avviene lo “stacco” della cedola, il prezzo dell’azione viene automaticamente ridotto dell’ammontare del dividendo. Il versamento effettivo agli azionisti avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco ed è riservato unicamente a coloro che detenevano il titolo prima di tale data.

A seconda della sua natura, il dividendo può essere classificato come ordinario, se si tratta di una distribuzione standard e coerente con la policy aziendale, oppure straordinario, se costituisce un evento una tantum, non destinato a ripetersi. La modalità di erogazione più diffusa è in denaro (contanti), ma esistono opzioni alternative come la distribuzione in azioni, tramite un aumento di capitale gratuito.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:

La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

Nella tabella sottostante i titoli del Ftse Mib sono ordinati sulla base del dividend yield atteso nel 2026 (a valere sugli utili 2025), calcolato utilizzando i dividendi stimati (fonte Bloomberg) e le attuali quotazioni di mercato. La tabella include anche i dividendi annualizzati del 2025 (riferiti agli utili del 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.

Le prime posizioni sono occupate prevalentemente da banche: Mps con un rendimento atteso del 10,0%, Mediobanca (9,9%), Banco Bpm (8,1%). Rendimenti tra il 6 e il 7% anche per Banca Popolare di Sondrio, Intesa Sanpaolo e Bper. nelle prime posizioni anche le aziende del settore oil & gas Eni e Saipem (6,6-6,7%) e la società di torri Inwit (7,4%), mentre il comparto delle utilities con realtà come Enel, Snam, Italgas, Terna, A2a ed Hera offre dividend yield tra il 4 e il 5,6%.

In coda alla graduatoria, con rendimenti intorno all’1%, Interpump, Ferrari e Brunello Cucinelli. Tim non ha distribuito cedole quest’anno (l’ultima risale al 2021), ma ha promesso un ritorno al dividendo nel 2026.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Banca MPS 8,68 0,8600 9,9% 0,8650 0,6% 10,0%
Mediobanca (**) 17,27 1,1500 6,7% 1,7170 49,3% 9,9%
Banco BPM 12,73 1,0000 7,9% 1,0330 3,3% 8,1%
Inwit 7,74 0,5156 6,7% 0,5750 11,5% 7,4%
Bca Pop Sondrio 16,36 0,8000 4,9% 1,1950 49,4% 7,3%
Saipem 2,32 0,1700 7,3% 0,1550 -8,8% 6,7%
Eni 15,73 1,0000 6,4% 1,0460 4,6% 6,6%
Intesa Sanpaolo 5,85 0,3410 5,8% 0,3730 9,4% 6,4%
BPER Banca 11,35 0,6000 5,3% 0,6950 15,8% 6,1%
Nexi 3,99 0,2500 6,3% 0,2340 -6,4% 5,9%
Poste italiane 21,14 1,0800 5,1% 1,2290 13,8% 5,8%
Enel 8,62 0,4700 5,5% 0,4830 2,8% 5,6%
Banca Mediolanum 19,07 1,0000 5,2% 1,0460 4,6% 5,5%
Snam 5,60 0,2905 5,2% 0,3000 3,3% 5,4%
Tenaris (*) 16,93 0,8300 4,9% 0,8640 4,1% 5,1%
Azimut 35,27 1,7500 5,0% 1,7480 -0,1% 5,0%
Unipol Gruppo 20,19 0,8500 4,2% 0,9910 16,6% 4,9%
Italgas 9,34 0,4060 4,3% 0,4370 7,6% 4,7%
UniCredit 70,34 2,4025 3,4% 3,2780 36,4% 4,7%
Generali Assicurazioni 35,32 1,4300 4,0% 1,5860 10,9% 4,5%
Terna 8,90 0,3962 4,5% 0,3990 0,7% 4,5%
A2A 2,27 0,1000 4,4% 0,1000 0,0% 4,4%
Hera 3,97 0,1500 3,8% 0,1600 6,7% 4,0%
FinecoBank 21,54 0,7400 3,4% 0,7890 6,6% 3,7%
Recordati 48,38 1,2700 2,6% 1,4430 13,6% 3,0%
Stellantis 9,89 0,6800 6,9% 0,2240 -67,1% 2,3%
Moncler 57,22 1,3000 2,3% 1,1930 -8,2% 2,1%
Iveco Group 18,74 0,3300 1,8% 0,3800 15,2% 2,0%
Diasorin 63,56 1,2000 1,9% 1,2490 4,1% 2,0%
Amplifon 13,79 0,2900 2,1% 0,2690 -7,2% 2,0%
Telecom Italia 0,50 0,0000 0,0% 0,0090 1,8%
Lottomatica 22,06 0,3000 1,4% 0,3980 32,7% 1,8%
STMicroelectronics (*) 21,80 0,3600 1,7% 0,3340 -7,2% 1,5%
Buzzi 51,60 0,7000 1,4% 0,7480 6,9% 1,4%
Campari 5,79 0,0650 1,1% 0,0700 7,7% 1,2%
Leonardo 46,78 0,5200 1,1% 0,5230 0,6% 1,1%
Prysmian 82,64 0,8000 1,0% 0,9180 14,8% 1,1%
Brunello Cucinelli 99,84 0,9400 0,9% 1,0370 10,3% 1,0%
Ferrari 312,20 2,9860 1,0% 3,2270 8,1% 1,0%
Interpump Group 46,28 0,3300 0,7% 0,3370 2,1% 0,7%

(*) Dividendo in dollari

(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 18 dicembre 2025. 

Le prossime cedole a Piazza Affari

Questa settimana STMicroelectronics ha messo in pagamento la terza tranche del dividendo relativo ai risultati del 2024. Anche First Capital e Poligrafici Printing, quotate entrambe sul mercato Euronext Growth Milan, hanno corrisposto rispettivamente la prima tranche (da 1,0 euro) del dividendo straordinario, e la quarta cedola (0,0075 euro) periodica.

Per quanto riguarda l’inizio dell’anno prossimo, il 19 gennaio 2026 Enel e Snam distribuiranno l’acconto sul dividendo a valere sul 2025, rispettivamente pari a 0,23 euro e 0,1208 euro.

Il 9 febbraio è in arrivo il primo dividendo (0,06 euro) di Giocamondo Study (quotata su EGM). Il 23 febbraio, invece, Banca Generali (Mid Cap) pagherà la seconda tranche (0,65 euro) del dividendo riferito all’esercizio 2024.