Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (04/12/25)
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Inserire in portafoglio azioni che offrono un rendimento da dividendo (dividend yield) elevato può contribuire a generare flussi finanziari relativamente costanti e prevedibili, migliorando la diversificazione e riducendo la volatilità. Di seguito, le società quotate sul Ftse Mib con i dettagli sui rispettivi dividendi e rendimenti, comprese le stime, oltre alle prossime cedole in arrivo a Piazza Affari.
Perché le aziende distribuiscono dividendi
Le imprese decidono di erogare dividendi per diverse ragioni. In primo luogo, rappresenta un modo per gratificare gli azionisti, restituendo loro una parte degli utili generati. Quando un’azienda riesce ad garantire pagamenti regolari, aumentando l’importo delle cedole nel corso del tempo, invia un segnale al mercato di solidità finanziaria e di gestione aziendale efficace, rafforzando la fiducia degli investitori.
La capacità di offrire un alto rendimento da dividendi contribuisce a espandere e diversificare la base azionaria, intercettando anche investitori orientati al lungo termine. Inoltre, la distribuzione degli utili può rappresentare un impiego efficace per il capitale in eccesso, dopo aver coperto i costi operativi, gli investimenti necessari e i futuri piani di sviluppo.
Perché investire in dividendi
Per chi investe, i dividendi rappresentano entrate di cassa tendenzialmente regolari e prevedibili, utili per integrare i propri redditi e ottimizzare la pianificazione finanziaria nel medio-lungo periodo.
Inoltre, si tratta di proventi alternativi a quelli derivanti dalle sole oscillazioni del prezzo di mercato. Questa caratteristica contribuisce a compensare eventuali ribassi delle quotazioni, apportando un contributo significativo alla stabilità complessiva del portafoglio titoli.
Come viene definito e pagato il dividendi
La proposta di distribuire i dividendi, che include la definizione dell’importo e delle modalità di pagamento, viene avanzata dal Consiglio di Amministrazione e deve essere successivamente approvata dall’Assemblea degli Azionisti.
Nel giorno in cui avviene lo “stacco” della cedola, il prezzo dell’azione viene automaticamente ridotto dell’ammontare del dividendo. Il versamento effettivo agli azionisti avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco ed è riservato unicamente a coloro che detenevano il titolo prima di tale data.
A seconda della sua natura, il dividendo può essere:
-
Ordinario: Se si tratta di una distribuzione standard, in linea con le politiche dell’azienda.
-
Straordinario: Se è un evento eccezionale, non previsto come ricorrente.
Il metodo di pagamento più frequente è in contanti (denaro), ma esistono opzioni alternative, come la distribuzione di nuove azioni tramite un aumento di capitale gratuito.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola da solo non fornisce elementi significativi per fare confronti. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra diverse società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield consente di paragonare diverse imprese – preferibilmente dello stesso comparto – in termini di remunerazione ottenibile sul capitale investito attraverso i dividendi. Generalmente, un rendimento più alto rende un’azione più attraente per chi desidera entrate stabili derivanti dalle cedole. È comunque un parametro statico che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda o di possibili future modifiche nella politica di distribuzione.
Inoltre, un rendimento da dividendo particolarmente elevato potrebbe essere legato ad un crollo nel prezzo dell’azione dovuto a problemi interni all’azienda, che potrebbero portare in seguito ad un taglio della cedola.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Nella tabella sottostante i titoli del Ftse Mib sono ordinati in base al dividend yield atteso per il 2026, calcolato utilizzando i dividendi stimati (fonte Bloomberg) e le attuali quotazioni di mercato. La tabella include anche i dividendi annualizzati del 2025 (riferiti agli utili del 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.
Le prime posizioni sono occupate prevalentemente da banche: Mps è in testa con un rendimento atteso dell’11,4%, in attesa dell’integrazione con Mediobanca (9,5%). Rendimenti elevati anche per Banco Bpm (8,6%), Banca Popolare di Sondrio (8,0%) e Intesa Sanpaolo (6,7%). Da segnalare anche le aziende del settore oil & gas Eni e Saipem (rispettivamente 6,4% e 6,7%) e la società di torri Inwit (7,5%), mentre il comparto delle utilities con Snam, Enel, Terna, Italgas e A2a offre dividend yield intorno al 4-5%.
Rendimenti da dividendo contenuti (circa l’1%) per Interpump, Ferrari, Prysmian, Brunello Cucinelli e Leonardo. Tim non ha distribuito cedole quest’anno (l’ultimo risale al 2021), ma si prevede un ritorno al pagamento nel 2026.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 7,60 | 0,8600 | 11,3% | 0,8660 | 0,7% | 11,4% |
| Mediobanca (**) | 16,67 | 1,1500 | 6,9% | 1,5880 | 38,1% | 9,5% |
| Banco BPM | 12,05 | 1,0000 | 8,3% | 1,0390 | 3,9% | 8,6% |
| Bca Pop Sondrio | 14,93 | 0,8000 | 5,4% | 1,1950 | 49,4% | 8,0% |
| Inwit | 7,64 | 0,5156 | 6,8% | 0,5690 | 10,4% | 7,5% |
| Intesa Sanpaolo | 5,56 | 0,3410 | 6,1% | 0,3730 | 9,4% | 6,7% |
| BPER Banca | 10,38 | 0,6000 | 5,8% | 0,6950 | 15,8% | 6,7% |
| Saipem | 2,36 | 0,1700 | 7,2% | 0,1580 | -7,1% | 6,7% |
| Eni | 16,27 | 1,0000 | 6,1% | 1,0460 | 4,6% | 6,4% |
| Poste italiane | 20,19 | 1,0800 | 5,3% | 1,2240 | 13,3% | 6,1% |
| Nexi | 3,96 | 0,2500 | 6,3% | 0,2340 | -6,4% | 5,9% |
| Banca Mediolanum | 18,30 | 1,0000 | 5,5% | 1,0240 | 2,4% | 5,6% |
| Enel | 8,84 | 0,4700 | 5,3% | 0,4830 | 2,8% | 5,5% |
| Snam | 5,69 | 0,2905 | 5,1% | 0,3000 | 3,3% | 5,3% |
| Tenaris (*) | 17,53 | 0,8300 | 4,7% | 0,9180 | 10,6% | 5,2% |
| Unipol Gruppo | 19,11 | 0,8500 | 4,4% | 0,9830 | 15,6% | 5,1% |
| Azimut | 34,54 | 1,7500 | 5,1% | 1,7480 | -0,1% | 5,1% |
| UniCredit | 64,88 | 2,4025 | 3,7% | 3,2780 | 36,4% | 5,1% |
| Generali Assicurazioni | 33,84 | 1,4300 | 4,2% | 1,5810 | 10,6% | 4,7% |
| Italgas | 9,38 | 0,4060 | 4,3% | 0,4360 | 7,4% | 4,6% |
| Terna | 9,00 | 0,3962 | 4,4% | 0,3990 | 0,7% | 4,4% |
| A2A | 2,30 | 0,1000 | 4,3% | 0,1000 | 0,0% | 4,3% |
| Hera | 4,06 | 0,1500 | 3,7% | 0,1600 | 6,7% | 3,9% |
| FinecoBank | 20,42 | 0,7400 | 3,6% | 0,7830 | 5,8% | 3,8% |
| Recordati | 49,20 | 1,2700 | 2,6% | 1,4130 | 11,3% | 2,9% |
| Stellantis | 9,94 | 0,6800 | 6,8% | 0,2130 | -68,7% | 2,1% |
| Iveco Group | 18,73 | 0,3300 | 1,8% | 0,3900 | 18,2% | 2,1% |
| Diasorin | 60,32 | 1,2000 | 2,0% | 1,2490 | 4,1% | 2,1% |
| Moncler | 58,16 | 1,3000 | 2,2% | 1,1830 | -9,0% | 2,0% |
| Amplifon | 13,33 | 0,2900 | 2,2% | 0,2690 | -7,2% | 2,0% |
| Telecom Italia | 0,49 | 0,0000 | 0,0% | 0,0090 | – | 1,8% |
| Lottomatica | 21,94 | 0,3000 | 1,4% | 0,3940 | 31,3% | 1,8% |
| STMicroelectronics (*) | 21,97 | 0,3600 | 1,6% | 0,3340 | -7,2% | 1,5% |
| Buzzi | 52,00 | 0,7000 | 1,3% | 0,7580 | 8,3% | 1,5% |
| Campari | 5,86 | 0,0650 | 1,1% | 0,0700 | 7,7% | 1,2% |
| Brunello Cucinelli | 93,66 | 0,9400 | 1,0% | 1,0360 | 10,2% | 1,1% |
| Prysmian | 83,18 | 0,8000 | 1,0% | 0,9150 | 14,4% | 1,1% |
| Leonardo | 47,02 | 0,5200 | 1,1% | 0,5130 | -1,3% | 1,1% |
| Ferrari | 339,30 | 2,9860 | 0,9% | 3,1770 | 6,4% | 0,9% |
| Interpump Group | 44,64 | 0,3300 | 0,7% | 0,3370 | 2,1% | 0,8% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 4 dicembre 2025.
Le prossime cedole a Piazza Affari
Dopo il dividend day del 24 novembre, che ha visto ben 12 società del Ftse Mib staccare acconti e tranche periodiche, sono pochi i dividendi in programma tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026:
- 15 dicembre 2025: STMicroelectronics paga la terza tranche del dividendo relativo ai risultati del 2024.
- 19 gennaio 2026: Enel e Snam distribuiscono l’acconto sul dividendo a valere sul 2025, rispettivamente pari a 0,23 euro e 0,1208 euro.
Per quanto riguarda le altre società di Piazza Affari, il 15 dicembre tocca a First Capital e Poligrafici Printing, quotate entrambe sul mercato Euronext Growth Milan. Per la prima si tratta della prima tranche (da 1,0 euro) del dividendo straordinario, per la seconda della quarta cedola (0,0075 euro) periodica.
Il 23 febbraio, Banca Generali (Mid Cap) pagherà la seconda tranche (0,65 euro) del dividendo riferito all’esercizio 2024.