Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (11/12/25)
Fonte immagine: Getty Images
Detenere azioni che offrono un elevato rendimento da dividendo (dividend yield) può contribuire a generare flussi finanziari relativamente stabili e prevedibili, migliorando la diversificazione e riducendo la volatilità del portafoglio. Di seguito una panoramica delle società quotate sul Ftse Mib con i dettagli sui rispettivi dividendi e rendimenti, compresi quelli stimati, oltre alle prossime cedole in calendario a Piazza Affari.
Perché le aziende pagano dividendi
Le imprese decidono di erogare dividendi per diverse motivazioni. In primis, rappresenta un modo per ricompensare gli azionisti, restituendo loro una parte degli utili conseguiti. Quando un’azienda riesce ad assicurare pagamenti regolari, incrementando l’importo delle cedole nel tempo, invia al mercato un segnale di solidità finanziaria e di efficace gestione aziendale, rafforzando la fiducia degli investitori.
La capacità di offrire un alto rendimento da dividendi contribuisce a espandere e diversificare la compagine azionaria, attirando più investitori orientati al lungo termine. Inoltre, la distribuzione degli utili può rappresentare un impiego efficace per il capitale in eccesso, dopo aver coperto i costi operativi, gli investimenti necessari e i futuri piani di sviluppo.
Perché investire in dividendi
Per chi investe, i dividendi rappresentano flussi di cassa in entrata tendenzialmente regolari e prevedibili, utili per integrare i propri redditi e gestire al meglio la pianificazione finanziaria nel medio-lungo periodo.
Inoltre, forniscono proventi alternativi rispetto al capital gain generato dalla variazione dei prezzi di mercato nel tempo. Questa caratteristica contribuisce a compensare eventuali ribassi delle quotazioni, ottimizzando e stabilizzando il portafoglio.
Come viene definito e pagato il dividendo
La proposta di distribuzione dei dividendi, inclusa la definizione dell’importo e della modalità di pagamento, viene effettuata dal consiglio di amministrazione e viene successivamente approvata dall’assemblea degli azionisti.
Nel giorno del cosiddetto “stacco” della cedola, il prezzo dell’azione si riduce automaticamente di un ammontare pari all’importo del dividendo. Il versamento effettivo agli azionisti, di solito, avviene due giorni lavorativi dopo lo stacco ed è riservato a coloro che detenevano il titolo prima di tale data.
A seconda della sua natura, il dividendo può essere:
-
Ordinario: se si tratta di una distribuzione standard, in linea con le politiche dell’azienda.
-
Straordinario: se rappresenta un flusso eccezionale, non ricorrente.
Il metodo di pagamento più frequente è in contanti (cash), ma esistono opzioni alternative, come la distribuzione di nuove azioni attraverso un aumento di capitale gratuito.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield consente di paragonare diverse imprese – preferibilmente dello stesso comparto – in termini di remunerazione ottenibile sul capitale investito attraverso i dividendi. Generalmente, un rendimento più alto rende un’azione più attraente per chi desidera entrate stabili derivanti dalle cedole. È comunque un parametro statico che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda o di possibili future modifiche nella politica di distribuzione.
Inoltre, un rendimento da dividendo particolarmente elevato potrebbe essere legato ad un crollo nel prezzo dell’azione dovuto a problemi interni all’azienda, che potrebbero portare ad un taglio delle cedole future.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Nella tabella riportata di seguito i titoli del Ftse Mib sono ordinati sulla base del dividend yield atteso nel 2026 (a valere sugli utili 2025), calcolato utilizzando i dividendi stimati (fonte Bloomberg) e le attuali quotazioni di mercato. La tabella include anche i dividendi annualizzati del 2025 (riferiti agli utili del 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.
Le prime posizioni sono appannaggio delle banche: Mps con un rendimento atteso del 10,8%, in attesa dell’integrazione con Mediobanca (10,3%), Banco Bpm (8,3%) e Banca Popolare di Sondrio (7,8%), seguite a distanza da Intesa Sanpaolo (6,6%) e Bper (6,5%). Si difendono bene le aziende del settore oil & gas Eni e Saipem (6,5% per entrambe) e la società di torri Inwit (7,7%), mentre il comparto delle utilities con Enel, Snam, Italgas, Terna, A2a ed Hera offre dividend yield tra il 4 e il 5,5%.
Nelle retrovie, con rendimenti intorno all’1%, Interpump, Ferrari, Brunello Cucinelli, Leonardo e Prysmian. Tim non ha distribuito cedole quest’anno (l’ultima risale al 2021), ma ha promesso un ritorno al dividendo nel 2026.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 7,99 | 0,8600 | 10,8% | 0,8650 | 0,6% | 10,8% |
| Mediobanca (**) | 16,66 | 1,1500 | 6,9% | 1,7170 | 49,3% | 10,3% |
| Banco BPM | 12,39 | 1,0000 | 8,1% | 1,0330 | 3,3% | 8,3% |
| Bca Pop Sondrio | 15,26 | 0,8000 | 5,2% | 1,1950 | 49,4% | 7,8% |
| Inwit | 7,46 | 0,5156 | 6,9% | 0,5750 | 11,5% | 7,7% |
| Intesa Sanpaolo | 5,66 | 0,3410 | 6,0% | 0,3730 | 9,4% | 6,6% |
| BPER Banca | 10,63 | 0,6000 | 5,6% | 0,6950 | 15,8% | 6,5% |
| Eni | 16,02 | 1,0000 | 6,2% | 1,0460 | 4,6% | 6,5% |
| Saipem | 2,39 | 0,1700 | 7,1% | 0,1550 | -8,8% | 6,5% |
| Poste italiane | 20,49 | 1,0800 | 5,3% | 1,2240 | 13,3% | 6,0% |
| Nexi | 4,05 | 0,2500 | 6,2% | 0,2340 | -6,4% | 5,8% |
| Enel | 8,65 | 0,4700 | 5,4% | 0,4840 | 3,0% | 5,6% |
| Banca Mediolanum | 18,75 | 1,0000 | 5,3% | 1,0460 | 4,6% | 5,6% |
| Snam | 5,51 | 0,2905 | 5,3% | 0,3000 | 3,3% | 5,4% |
| Unipol Gruppo | 19,40 | 0,8500 | 4,4% | 0,9830 | 15,6% | 5,1% |
| Tenaris (*) | 17,35 | 0,8300 | 4,8% | 0,8630 | 4,0% | 5,0% |
| Azimut | 35,81 | 1,7500 | 4,9% | 1,7480 | -0,1% | 4,9% |
| UniCredit | 67,43 | 2,4025 | 3,6% | 3,2780 | 36,4% | 4,9% |
| Italgas | 9,11 | 0,4060 | 4,5% | 0,4370 | 7,6% | 4,8% |
| Terna | 8,72 | 0,3962 | 4,5% | 0,3990 | 0,7% | 4,6% |
| Generali Assicurazioni | 34,61 | 1,4300 | 4,1% | 1,5740 | 10,1% | 4,5% |
| A2A | 2,26 | 0,1000 | 4,4% | 0,1000 | 0,0% | 4,4% |
| Hera | 3,94 | 0,1500 | 3,8% | 0,1600 | 6,7% | 4,1% |
| FinecoBank | 20,96 | 0,7400 | 3,5% | 0,7890 | 6,6% | 3,8% |
| Recordati | 47,86 | 1,2700 | 2,7% | 1,4150 | 11,4% | 3,0% |
| Stellantis | 10,09 | 0,6800 | 6,7% | 0,2250 | -66,9% | 2,2% |
| Moncler | 56,64 | 1,3000 | 2,3% | 1,1830 | -9,0% | 2,1% |
| Iveco Group | 18,74 | 0,3300 | 1,8% | 0,3800 | 15,2% | 2,0% |
| Diasorin | 61,80 | 1,2000 | 1,9% | 1,2490 | 4,1% | 2,0% |
| Amplifon | 13,59 | 0,2900 | 2,1% | 0,2690 | -7,2% | 2,0% |
| Telecom Italia | 0,49 | 0,0000 | 0,0% | 0,0090 | – | 1,8% |
| Lottomatica | 21,66 | 0,3000 | 1,4% | 0,3970 | 32,3% | 1,8% |
| STMicroelectronics (*) | 22,27 | 0,3600 | 1,6% | 0,3340 | -7,2% | 1,5% |
| Buzzi | 51,50 | 0,7000 | 1,4% | 0,7480 | 6,9% | 1,5% |
| Campari | 5,78 | 0,0650 | 1,1% | 0,0700 | 7,7% | 1,2% |
| Prysmian | 84,48 | 0,8000 | 0,9% | 0,9190 | 14,9% | 1,1% |
| Leonardo | 48,44 | 0,5200 | 1,1% | 0,5230 | 0,6% | 1,1% |
| Brunello Cucinelli | 96,36 | 0,9400 | 1,0% | 1,0370 | 10,3% | 1,1% |
| Ferrari | 315,80 | 2,9860 | 0,9% | 3,2150 | 7,7% | 1,0% |
| Interpump Group | 45,36 | 0,3300 | 0,7% | 0,3370 | 2,1% | 0,7% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati all’11 dicembre 2025.
Le prossime cedole a Piazza Affari
Dopo il dividend day del 24 novembre, che ha visto ben 12 società del Ftse Mib staccare acconti e tranche periodiche, sono pochi i dividendi in programma tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026:
- 15 dicembre 2025: STMicroelectronics paga la terza tranche del dividendo relativo ai risultati del 2024.
- 19 gennaio 2026: Enel e Snam distribuiscono l’acconto sul dividendo a valere sul 2025, rispettivamente pari a 0,23 euro e 0,1208 euro.
Per quanto riguarda le altre società di Piazza Affari, il 15 dicembre tocca a First Capital e Poligrafici Printing, quotate entrambe sul mercato Euronext Growth Milan. Per la prima si tratta della prima tranche (da 1,0 euro) del dividendo straordinario, per la seconda della quarta cedola (0,0075 euro) periodica.
Il 23 febbraio, Banca Generali (Mid Cap) pagherà la seconda tranche (0,65 euro) del dividendo riferito all’esercizio 2024.