Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (16/10/25)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (16/10/25)

16 Ottobre 2025 10:54

L’investimento in azioni che pagano dividendi elevati aiuta a regolarizzare i flussi di cassa e ridurre la volatilità del portafoglio, diversificando le entrate e agevolando la pianificazione finanziaria. Ecco le società quotate sul Ftse Mib con il maggior dividend yield, sulla base dei dati di mercato attuali e stimati, oltre alle prossime cedole in arrivo a Piazza Affari.

Perché le aziende pagano i dividendi

Un’azienda può decidere di distribuire dividendi per svariati motivi. Innanzitutto, è un modo di restituire valore agli azionisti che hanno rischiato il loro capitale comprando il titolo. La regolarità nei pagamenti e la capacità di incrementare i dividendi nel tempo è anche un modo di mostrarsi solidi e mantenere una buona reputazione nei confronti del mercato, dimostrando una gestione aziendale efficiente.

Elevati dividendi attraggono nuovi investitori, diversificando e migliorando la composizione dell’azionariato. Infine, possono rappresentare una strategia efficiente per una società che ha capitale in eccesso rispetto alle risorse necessarie a gestire le attività ordinarie, gli investimenti e a finanziare eventuali operazioni di crescita.

Perché investire in dividendi

I dividendi rappresentano per gli investitori una fonte di entrate tendenzialmente regolari, che consentono di integrare il proprio reddito e migliorare la pianificazione finanziaria. Inoltre, si tratta di flussi sostanzialmente indipendenti dalle fluttuazioni di mercato, per cui possono compensare eventuali perdite in conto capitale, riducendo la volatilità complessiva e bilanciando altri investimenti più rischiosi.

Per il momento, il mercato continua a mostrarsi euforico e ogni storno diventa un’occasione per tornare a comprare. Tuttavia, le persistenti incognite, legate soprattutto alle valutazioni elevate del settore tecnologico, non possono essere sottovalutate e una strategia di investimento efficiente deve prendere in considerazione strade alternative, come quella dei dividendi.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

L’importo della cedola, di per sé, non fornisce indicazioni significative in ottica comparativa. Per analizzare e confrontare i dividendi di diverse aziende è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.

La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di paragonare diverse società – meglio se dello stesso settore – in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. In genere, un rendimento più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

È comunque un parametro statico che non considera i rischi specifici dell’azienda o possibili future variazioni nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o potrebbe far presagire un futuro taglio della cedola.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

Nella tabella sottostante i titoli del Ftse Mib sono stati ordinati in base al dividend yield atteso per il 2026, calcolato utilizzando i dividendi stimati (fonte Bloomberg) e gli attuali prezzi di mercato. La tabella include anche i dividendi totali distribuiti nel 2025 (basati sugli utili del 2024) e i relativi rendimenti.

Le prime posizioni sono occupate prevalentemente dalle banche: Mps è in testa con un rendimento atteso del 14%, aspettando l’integrazione di Mediobanca. Rendimenti elevati (tra il 9% e il 7%) anche per Banca Popolare di Sondrio, Banco Bpm, Bper e Intesa Sanpaolo. Anche il settore oil & gas offre ritorni interessanti, con Eni al 7,1% e Saipem al 6,6% mentre le utilities mostrano dividend yield intorno al 4-5%.

Per quanto riguarda le variazioni stimate, spicca la diminuzione prevista della cedola di Stellantis, che nel frattempo continua a fornire segnali di miglioramento e ha annunciato un maxi piano negli Usa.

In fondo alla classifica troviamo Interpump, Ferrari, Leonardo e Prysmian. Tim è l’unica società del Ftse Mib a non aver distribuito dividendi quest’anno (l’ultima cedola risale al 2021), ma è previsto un ritorno alla cedola nel 2026.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Banca MPS 7,05 0,8600 12,2% 0,9850 14,5% 14,0%
Mediobanca (**) 16,02 1,1500 7,2% 1,6860 46,6% 10,5%
Bca Pop Sondrio 12,99 0,8000 6,2% 1,1700 46,3% 9,0%
Banco BPM 12,02 1,0000 8,3% 1,0370 3,7% 8,6%
BPER Banca 9,23 0,6000 6,5% 0,6740 12,3% 7,3%
Eni 14,79 1,0000 6,8% 1,0450 4,5% 7,1%
Intesa Sanpaolo 5,41 0,3410 6,3% 0,3790 11,1% 7,0%
Saipem 2,36 0,1700 7,2% 0,1570 -7,6% 6,6%
Poste italiane 20,24 1,0800 5,3% 1,2110 12,1% 6,0%
Inwit 9,69 0,5156 5,3% 0,5700 10,6% 5,9%
Tenaris (*) 14,78 0,8300 5,6% 0,8550 3,0% 5,8%
Snam 5,19 0,2905 5,6% 0,3000 3,3% 5,8%
Enel 8,46 0,4700 5,6% 0,4810 2,3% 5,7%
Nexi 4,54 0,2500 5,5% 0,2490 -0,4% 5,5%
Unipol Gruppo 18,30 0,8500 4,6% 0,9740 14,6% 5,3%
UniCredit 62,20 2,4025 3,9% 3,2850 36,7% 5,3%
Azimut 32,56 1,7500 5,4% 1,6980 -3,0% 5,2%
Banca Mediolanum 16,95 1,0000 5,9% 0,8760 -12,4% 5,2%
Italgas 8,38 0,4060 4,8% 0,4240 4,4% 5,1%
Generali Assicurazioni 32,81 1,4300 4,4% 1,5730 10,0% 4,8%
Terna 8,92 0,3962 4,4% 0,3990 0,7% 4,5%
A2A 2,28 0,1000 4,4% 0,1000 0,0% 4,4%
Hera 3,87 0,1500 3,9% 0,1600 6,7% 4,1%
FinecoBank 18,82 0,7400 3,9% 0,7650 3,4% 4,1%
Stellantis 8,68 0,6800 7,8% 0,2960 -56,5% 3,4%
Recordati 51,55 1,2700 2,5% 1,4330 12,8% 2,8%
Iveco Group 18,18 0,3300 1,8% 0,4490 36,1% 2,5%
Moncler 51,40 1,3000 2,5% 1,1920 -8,3% 2,3%
Lottomatica 21,72 0,3000 1,4% 0,4080 36,0% 1,9%
Amplifon 14,60 0,2900 2,0% 0,2560 -11,7% 1,8%
Diasorin 74,42 1,2000 1,6% 1,2150 1,3% 1,6%
Telecom Italia 0,49 0,0080 1,6%
Buzzi 48,82 0,7000 1,4% 0,7640 9,1% 1,6%
STMicroelectronics (*) 24,85 0,3600 1,4% 0,3520 -2,2% 1,4%
Campari 5,58 0,0650 1,2% 0,0680 4,6% 1,2%
Brunello Cucinelli 88,34 0,9400 1,1% 1,0390 10,5% 1,2%
Prysmian 88,36 0,8000 0,9% 0,9200 15,0% 1,0%
Leonardo 50,28 0,5200 1,0% 0,5170 -0,6% 1,0%
Ferrari 332,50 2,9860 0,9% 3,1420 5,2% 0,9%
Interpump Group 40,10 0,3300 0,8% 0,3400 3,0% 0,8%

(*) Dividendo in dollari

(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 16 ottobre 2025

Le prossime cedole a Piazza Affari

Fra i titoli del Ftse Mib, i prossimi dividendi saranno quelli di Eni e Inwit, in programma il 24 novembre. Per la società energetica si tratta della seconda di quattro tranche del dividendo da 1,05 euro. L’azienda delle torri, invece, paga una cedola straordinaria da 0,2147 euro, con l’obiettivo di fornire un ulteriore beneficio monetario agli azionisti.

Per quanto riguarda le altre società di Piazza Affari, il 20 ottobre tocca a Ilpra e Poligrafici Printing, il 10 novembre ad Abp Nocivelli (tutte sul mercato EGM) e il 17 novembre a Equita Group e Fila (entrambe Small Cap quotate sul segmento STAR).

Il 24 novembre, oltre alle due del Ftse Mib, staccano la cedola anche Mondadori, Danieli ed eViso.