Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (09/10/25)
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L’investimento in azioni che distribuiscono dividendi elevati può contribuire a regolarizzare i flussi di cassa del portafoglio e a ridurne la volatilità complessiva, diversificando le fonti di entrata e facilitando una migliore pianificazione finanziaria. Di seguito, le società quotate sul Ftse Mib con il maggior dividend yield, sulla base dei dati di mercato attuali e prospettici, oltre alle prossime cedole in arrivo a Piazza Affari.
Perché le aziende distribuiscono dividendi
Un’azienda può decidere di pagare dividendi per diverse ragioni. In primo luogo, è un modo per restituire valore agli azionisti che, con il loro investimento, si sono assunti un rischio.
La capacità di pagare dividendi in modo regolare e di aumentarne il valore nel tempo è spesso considerata un indicatore di solidità finanziaria e di una gestione aziendale efficiente, contribuendo a migliorare la reputazione della società.
Inoltre, un’azione con un alto dividendo è spesso attraente per alcune categorie di investitori che desiderano costruire una rendita passiva attraverso flussi di capitale periodici e stabili, meno influenzati dalle fluttuazioni del mercato.
Infine, il pagamento delle cedole può essere una strategia di gestione del capitale in eccesso per una società che ha già sufficienti risorse per le sue attività ordinarie, gli investimenti e le operazioni di crescita.
Perché investire in dividendi
Gli investitori che possiedono azioni che pagano dividendi ottengono entrate tendenzialmente regolari per integrare il proprio reddito o per finanziare altri investimenti. Questi flussi di cassa possono compensare eventuali perdite dovute a cali dei prezzi dei titoli, riducendo la volatilità complessiva del portafoglio e bilanciando investimenti più rischiosi (e potenzialmente più remunerativi).
Questa strategia è particolarmente utile in fasi di mercato incerte. Molti indici azionari sono a livelli record, ma le incognite su crescita, inflazione, dazi, politica monetaria e guerre suggeriscono prudenza.
Inoltre, le elevate valutazioni del comparto tecnologico, grazie al boom dell’intelligenza artificiale, alimentano le preoccupazioni per una bolla speculativa pronta ad esplodere, anche se ci sono rilevanti differenze con il crollo di 25 anni fa delle dot-com, come evidenziato da Goldman Sachs.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
Per analizzare e confrontare i dividendi di diverse aziende, non basta guardare l’importo della cedola. È più utile calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di confrontare diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. In genere, un rendimento più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
È comunque un parametro statico che non considera i rischi specifici dell’azienda o possibili future variazioni nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o potrebbe far presagire un futuro taglio della cedola.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
La tabella sottostante classifica i titoli del Ftse Mib in base al dividend yield atteso per il 2026. Questo valore è stato calcolato utilizzando i dividendi stimati (fonte Bloomberg) e gli attuali prezzi di mercato. La tabella include anche i dividendi totali distribuiti nel 2025 (basati sugli utili del 2024) e i relativi rendimenti.
I primi posti sono dominati dal settore bancario: Mps è in testa con un rendimento atteso del 13,9%, mentre proseguono i lavori per l’integrazione di Mediobanca. Anche altri titoli del settore ,come Banca Popolare di Sondrio, Banco Bpm, Bper e Intesa Sanpaolo mostrano rendimenti elevati, tra l’8,6% e il 6,9%.
Nel settore oil & gas, Eni offre un rendimento del 6,7%, mentre Saipem si attesta al 6,1%, sebbene si preveda una riduzione del dividendo rispetto al 2025.
Stellantis potrebbe diminuire in modo significativo la cedola a causa delle recenti difficoltà, anche se nelle ultime sedute il titolo ha parzialmente recuperato terreno in scia ai segnali di miglioramento evidenziati dagli analisti.
In fondo alla classifica troviamo Ferrari, Interpump e Leonardo.
Tim è l’unica società del Ftse Mib a non aver distribuito dividendi quest’anno (l’ultima cedola risale al 2021), ma è previsto un ritorno al pagamento dei dividendi nel 2026.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 7,30 | 0,8600 | 11,8% | 1,0150 | 18,0% | 13,9% |
| Mediobanca (**) | 16,76 | 1,1500 | 6,9% | 1,6970 | 47,6% | 10,1% |
| Bca Pop Sondrio | 13,62 | 0,8000 | 5,9% | 1,1700 | 46,3% | 8,6% |
| Banco BPM | 12,96 | 1,0000 | 7,7% | 1,0380 | 3,8% | 8,0% |
| BPER Banca | 9,69 | 0,6000 | 6,2% | 0,6940 | 15,7% | 7,2% |
| Intesa Sanpaolo | 5,52 | 0,3410 | 6,2% | 0,3800 | 11,4% | 6,9% |
| Eni | 15,40 | 1,0000 | 6,5% | 1,0240 | 2,4% | 6,7% |
| Saipem | 2,58 | 0,1700 | 6,6% | 0,1570 | -7,6% | 6,1% |
| Poste italiane | 20,36 | 1,0800 | 5,3% | 1,2110 | 12,1% | 5,9% |
| Snam | 5,12 | 0,2905 | 5,7% | 0,3000 | 3,3% | 5,9% |
| Enel | 8,21 | 0,4700 | 5,7% | 0,4800 | 2,1% | 5,9% |
| Inwit | 9,89 | 0,5156 | 5,2% | 0,5700 | 10,6% | 5,8% |
| Tenaris (*) | 15,84 | 0,8300 | 5,2% | 0,8490 | 2,3% | 5,4% |
| Italgas | 8,06 | 0,4060 | 5,0% | 0,4240 | 4,4% | 5,3% |
| Azimut | 32,94 | 1,7500 | 5,3% | 1,7230 | -1,5% | 5,2% |
| UniCredit | 63,53 | 2,4025 | 3,8% | 3,2860 | 36,8% | 5,2% |
| Unipol Gruppo | 18,87 | 0,8500 | 4,5% | 0,9740 | 14,6% | 5,2% |
| Banca Mediolanum | 17,00 | 1,0000 | 5,9% | 0,8720 | -12,8% | 5,1% |
| Nexi | 5,00 | 0,2500 | 5,0% | 0,2490 | -0,4% | 5,0% |
| Generali Assicurazioni | 33,08 | 1,4300 | 4,3% | 1,5730 | 10,0% | 4,8% |
| Terna | 8,74 | 0,3962 | 4,5% | 0,3990 | 0,7% | 4,6% |
| A2A | 2,26 | 0,1000 | 4,4% | 0,1000 | 0,0% | 4,4% |
| FinecoBank | 18,52 | 0,7400 | 4,0% | 0,7630 | 3,1% | 4,1% |
| Hera | 3,88 | 0,1500 | 3,9% | 0,1600 | 6,7% | 4,1% |
| Stellantis | 9,42 | 0,6800 | 7,2% | 0,2810 | -58,7% | 3,0% |
| Recordati | 53,95 | 1,2700 | 2,4% | 1,4330 | 12,8% | 2,7% |
| Iveco Group | 18,18 | 0,3300 | 1,8% | 0,4490 | 36,1% | 2,5% |
| Moncler | 51,94 | 1,3000 | 2,5% | 1,1930 | -8,2% | 2,3% |
| Lottomatica | 22,72 | 0,3000 | 1,3% | 0,4170 | 39,0% | 1,8% |
| Amplifon | 15,16 | 0,2900 | 1,9% | 0,2570 | -11,4% | 1,7% |
| Buzzi | 47,92 | 0,7000 | 1,5% | 0,7650 | 9,3% | 1,6% |
| Diasorin | 78,90 | 1,2000 | 1,5% | 1,2150 | 1,3% | 1,5% |
| Telecom Italia | 0,48 | – | – | 0,0070 | – | 1,5% |
| STMicroelectronics (*) | 24,80 | 0,3600 | 1,5% | 0,3510 | -2,5% | 1,4% |
| Campari | 5,62 | 0,0650 | 1,2% | 0,0690 | 6,2% | 1,2% |
| Brunello Cucinelli | 95,42 | 0,9400 | 1,0% | 1,0440 | 11,1% | 1,1% |
| Prysmian | 91,40 | 0,8000 | 0,9% | 0,9180 | 14,8% | 1,0% |
| Leonardo | 55,66 | 0,5200 | 0,9% | 0,5170 | -0,6% | 0,9% |
| Interpump Group | 40,06 | 0,3300 | 0,8% | 0,3400 | 3,0% | 0,8% |
| Ferrari | 411,00 | 2,9860 | 0,7% | 3,0820 | 3,2% | 0,7% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 9 ottobre 2025
Le prossime cedole a Piazza Affari
Con riferimento al Ftse Mib, i prossimi dividendi saranno quelli di Eni e Inwit, in programma il 24 novembre. Per la società energetica si tratta della seconda di quattro tranche del dividendo da 1,05 euro. L’azienda delle torri, invece, paga una cedola straordinaria da 0,2147 euro, con l’obiettivo di fornire un ulteriore beneficio monetario agli azionisti.
Per quanto riguarda le altre società di Piazza Affari, il 20 ottobre tocca a Ilpra e Poligrafici Printing, il 10 novembre ad Abp Nocivelli (tutte sul mercato EGM) e il 17 novembre a Equita Group e Fila (entrambe Small Cap quotate sul segmento STAR).