Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (07/05/26)
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Gli investitori inseriscono in portafoglio titoli che pagano dividendi elevati per diverse ragioni strategiche, tra cui la possibilità di ottenere una fonte di rendimento più stabile e sicura rispetto al capital gain che si può ricavare dall’apprezzamento delle azioni. Società con dividend yield significativi danno acceso a flussi regolari, che aiutano a ottimizzare la pianificazione finanziaria e svincolarsi dalle fluttuazioni dei mercati. Di seguito, un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime su quelli futuri e le date dei prossimi stacchi di cedola a Piazza Affari.
Perché le società distribuiscono dividendi
Le società scelgono di pagare i dividendi per diversi motivi. Innanzitutto, si tratta dello strumento principale con cui le aziende possono remunerare i soci, rendendoli partecipi dei profitti conseguiti. Una politica di distribuzione costante e crescente nel tempo indica un buono stato di salute finanziaria, restituendo l’immagine di un’azienda solida e ben amministrata, con benefici per la reputazione complessiva.
Inoltre, un rendimento cedolare interessante permette di ampliare la base degli investitori, attirando soprattutto profili orientati al lungo periodo. Sotto il profilo della gestione patrimoniale, distribuire gli utili è anche un modo per allocare la liquidità eccedente, una volta soddisfatti i costi di gestione, gli investimenti tecnici e accantonate le riserve.
Perché investire nei dividendi
Per l’investitore, il dividendo è assimilabile ad una rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento delle cedole.
Inoltre, il loro valore dipende direttamente dalle fluttuazioni quotidiane dei prezzi, quindi i dividendi possono fare da contraltare ad eventuali fasi ribassiste del mercato azionario e stabilizzare il profilo di rendimento/rischio del portafoglio.
Approvazione, stacco e pagamento del dividendo
L’iter che porta all’erogazione del dividendo prevede innanzitutto una delibera da parte del Consiglio di Amministrazione, che formula la proposta su importo e tempistiche del dividendo, la quale deve poi essere ratificata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci.
Nella data di stacco, il prezzo del titolo viene ridotto di un valore corrispondente a quello della cedola.
Il pagamento effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario possedere l’azione prima del giorno di stacco.
È possibile distinguere tra dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum). Infine, sebbene il pagamento avvenga di norma in contanti, esiste anche lo scrip dividend, che prevede l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Di seguito, la panoramica delle società incluse nell’indice Ftse Mib con indicazione dell’ultimo dividendo complessivo (che somma eventuali acconti e saldi o trance trimestrali), dividend yield e stime sulle cedole future. I titolo sono ordinati sulla base del dividend yield (prendendo come riferimento il dividendo più recente e l’ultimo prezzo).
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 9,46 | 0,8600 | 9,1% | 0,7370 | -14,3% | 7,8% |
| Banco BPM | 12,92 | 1,0000 | 7,7% | 1,0070 | 0,7% | 7,8% |
| Inwit | 7,25 | 0,5543 | 7,7% | 0,5560 | 0,3% | 7,7% |
| Nexi | 4,14 | 0,3000 | 7,2% | 0,2760 | -8,0% | 6,7% |
| Banca Mediolanum | 19,18 | 1,2500 | 6,5% | 0,9060 | -27,5% | 4,7% |
| Intesa Sanpaolo | 5,99 | 0,3760 | 6,3% | 0,4270 | 13,6% | 7,1% |
| Mediobanca (**) | 20,70 | 1,1500 | 5,6% | 1,5820 | 37,6% | 7,6% |
| Poste italiane | 23,25 | 1,2500 | 5,4% | 1,3230 | 5,8% | 5,7% |
| Azimut | 37,49 | 2,0000 | 5,3% | 2,0620 | 3,1% | 5,5% |
| BPER Banca | 12,85 | 0,6500 | 5,1% | 0,8580 | 32,0% | 6,7% |
| Unipol Gruppo | 22,18 | 1,1200 | 5,0% | 1,1730 | 4,7% | 5,3% |
| Enel | 9,71 | 0,4900 | 5,0% | 0,5120 | 4,5% | 5,3% |
| Eni | 22,35 | 1,0500 | 4,7% | 1,1110 | 5,8% | 5,0% |
| Snam | 6,46 | 0,3021 | 4,7% | 0,3100 | 2,6% | 4,8% |
| A2A | 2,35 | 0,1040 | 4,4% | 0,1100 | 5,8% | 4,7% |
| UniCredit | 71,78 | 3,1490 | 4,4% | 3,7570 | 19,3% | 5,2% |
| Italgas | 10,24 | 0,4320 | 4,2% | 0,4780 | 10,6% | 4,7% |
| Generali Assicurazioni | 38,90 | 1,6400 | 4,2% | 1,7910 | 9,2% | 4,6% |
| Hera | 3,91 | 0,1600 | 4,1% | 0,1700 | 6,3% | 4,4% |
| Terna | 10,04 | 0,3962 | 3,9% | 0,4010 | 1,2% | 4,0% |
| Saipem | 4,43 | 0,1700 | 3,8% | 0,1600 | -5,9% | 3,6% |
| FinecoBank | 21,82 | 0,7900 | 3,6% | 0,8300 | 5,1% | 3,8% |
| Tenaris (*) | 24,89 | 0,8900 | 3,6% | 0,9110 | 2,4% | 3,7% |
| Recordati | 50,05 | 1,3400 | 2,7% | 1,5340 | 14,5% | 3,1% |
| Amplifon | 11,21 | 0,2900 | 2,6% | 0,2730 | -5,9% | 2,4% |
| Moncler | 55,06 | 1,4000 | 2,5% | 1,3910 | -0,6% | 2,5% |
| Diasorin | 63,42 | 1,3000 | 2,0% | 1,2940 | -0,5% | 2,0% |
| Campari | 5,80 | 0,1000 | 1,7% | 0,1070 | 7,0% | 1,8% |
| Lottomatica | 27,80 | 0,4400 | 1,6% | 0,5610 | 27,5% | 2,0% |
| Buzzi | 49,46 | 0,7000 | 1,4% | 0,7550 | 7,9% | 1,5% |
| Ferrari | 290,40 | 3,6150 | 1,2% | 3,7680 | 4,2% | 1,3% |
| Brunello Cucinelli | 86,80 | 1,0400 | 1,2% | 1,1500 | 10,6% | 1,3% |
| Leonardo | 55,85 | 0,6300 | 1,1% | 0,6820 | 8,3% | 1,2% |
| STMicroelectronics (*) | 49,12 | 0,3600 | 0,7% | 0,3730 | 3,6% | 0,8% |
| Prysmian | 144,70 | 0,9000 | 0,6% | 1,0110 | 12,3% | 0,7% |
| Avio | 31,45 | 0,1485 | 0,5% | 0,1130 | -23,9% | 0,4% |
| Iveco Group (***) | 13,97 | 5,8216 | – | 0,4880 | – | 3,5% |
| Fincantieri | 12,12 | – | – | – | – | – |
| Stellantis | 6,61 | – | – | 0,1340 | – | 2,0% |
| Telecom Italia | 0,68 | – | – | 0,0200 | – | 2,9% |
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 7 maggio 2026.
(*) Dividendo in dollari
(**) Mediobanca: dividendo esercizio chiuso il 30 giugno 2025 (pagato il 20 aprile saldo di 0,63 euro sui sei mesi);
(***) Iveco: dividendo straordinario
Le prossime cedole a Piazza Affari
Lo scorso 20 aprile è andato in scena il primo grande “dividend day” del 2026, con 8 società del Ftse Mib che hanno staccato la cedola: Banca Mediolanum, Banco BPM, Campari, Ferrari, Iveco Group, Mediobanca, Prysmian e UniCredit.
La prossima giornata chiave sarà il 18 maggio, con lo stacco dei dividendi da parte di: A2a, Amplifon, Assicurazioni Generali, Avio, Azimut, Banca Mps, Bper (saldo), Brunello Cucinelli, Buzzi, Diasorin, Eni (quarta tranche trimestrale), Finecobank, Inwit (straordinario), Intesa Sanpaolo (saldo), Italgas, Lottomatica, Moncler, Nexi, Recordati (saldo), Saipem, Unipol e Tenaris.
Per Hera, Leonardo, Poste Italiane (saldo), Snam (saldo), Stm (tranche trimestrale) e Terna bisognerà aspettare il 22 giugno, per Enel (saldo) il 20 luglio.