Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (02/10/25)
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Investire in azioni che pagano dividendi elevati può favorire una regolarizzazione dei flussi di cassa e ridurre la volatilità complessiva dei portafogli, diversificando le entrate e consentendo una migliore pianificazione. Di seguito, le società quotate sul Ftse Mib con il maggior dividend yield, sulla base dei dati di mercato attuali e prospettici, oltre alle prossime cedole in arrivo a Piazza Affari.
Perché le aziende distribuiscono dividendi
Un’azienda può pagare dividendi per diverse ragioni. Innanzitutto, è un modo per redistribuire valore agli azionisti che si sono assunti un rischio investendo direttamente nel capitale.
Spesso, la capacità di distribuire sistematicamente cedole e di incrementare il loro valore nel tempo viene visto come un segnale di solidità finanziaria e di una gestione sana, aiutando a migliorare la reputazione della società.
Inoltre, un’azione che paga dividendi elevati è spesso in grado di attrarre alcune tipologie di investitori, interessati a costruire una rendita passiva attraverso flussi di capitale periodici e tendenzialmente stabili, perlopiù indipendenti dalle fluttuazioni del mercato.
Infine, il pagamento delle cedole può rappresentare per una società una strategia di gestione del capitale in eccesso, nel momento in cui ha già risorse sufficienti per l’attività ordinaria, gli investimenti ed eventuali operazioni di crescita esterna.
Perché investire in dividendi
Gli investitori che detengono azioni che pagano dividendi ricevono entrate tendenzialmente regolari per integrare il proprio reddito o finanziare altri investimenti. Questi flussi di cassa possono compensare eventuali perdite legate ai cali dei prezzi dei titoli, riducendo la volatilità complessiva del portafoglio e bilanciando investimenti più rischiosi (e potenzialmente più remunerativi).
Questo è particolarmente utile in fasi di mercato contraddistinte da nervosismo e/o da valutazioni elevate. Molti indici azionari viaggiano sui massimi storici ma le incognite legate a crescita, inflazione, dazi, politica monetaria e guerre suggeriscono cautela.
Secondo uno studio di Capital Group, nei primi sei mesi del 2025 i dividendi hanno registrato un incremento del 7,7% su scala mondiale, raggiungendo quota 1.140 miliardi di dollari.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
Per esaminare e confrontare i dividendi di un’azienda, non è sufficiente osservare l’importo della cedola pagata da ogni società, ma è più utile calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
La tabella seguente mostra una classifica dei titoli del Ftse Mib sulla base del loro dividend yield atteso per il 2026, calcolato attraverso le cedole stimate (fonte Bloomberg) e gli attuali prezzi di mercato. Sono riportati anche i dividendi complessivi distribuiti nel 2025 (a valere sugli utili 2024) e i relativi dividend yield.
Le prime posizioni sono appannaggio delle banche: Mps in vetta (13,1%), in attesa delle prossime mosse in merito all’integrazione di Mediobanca. Rendimenti elevati – tra l’8,5% e il 6,7% – anche per Banca Popolare di Sondrio, Banco Bpm, Bper e Intesa Sanpaolo. Nel settore oil & gas, Eni offre un ritorno sul dividendo pari al 6,9% e Saipem il 6,3, anche se per quest’ultima ci si attende una riduzione della cedola rispetto al 2025.
Stellantis potrebbe ridurre sensibilmente la cedola in scia alle difficoltà degli ultimi mesi, anche se il Ceo Filosa ha manifestato ottimismo per l’ultima parte dell’anno e il 2026. In coda alla classifica Ferrari, Interpump e Leonardo.
Tim è l’unica società del Ftse Mib a non aver distribuito dividendi quest’anno (l’ultimo è stato pagato nel 2021), ma è previsto un ritorno alla cedola nel 2026.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 7,73 | 0,8600 | 11,1% | 1,0150 | 18,0% | 13,1% |
| Mediobanca (**) | 17,26 | 1,1500 | 6,7% | 1,7000 | 47,8% | 9,8% |
| Bca Pop Sondrio | 13,73 | 0,8000 | 5,8% | 1,1700 | 46,3% | 8,5% |
| Banco BPM | 12,84 | 1,0000 | 7,8% | 1,0380 | 3,8% | 8,1% |
| BPER Banca | 9,78 | 0,6000 | 6,1% | 0,7030 | 17,2% | 7,2% |
| Eni | 14,94 | 1,0000 | 6,7% | 1,0240 | 2,4% | 6,9% |
| Intesa Sanpaolo | 5,71 | 0,3410 | 6,0% | 0,3810 | 11,7% | 6,7% |
| Saipem | 2,51 | 0,1700 | 6,8% | 0,1570 | -7,6% | 6,3% |
| Poste italiane | 20,16 | 1,0800 | 5,4% | 1,2080 | 11,9% | 6,0% |
| Snam | 5,04 | 0,2905 | 5,8% | 0,3000 | 3,3% | 6,0% |
| Enel | 8,10 | 0,4700 | 5,8% | 0,4800 | 2,1% | 5,9% |
| Inwit | 9,97 | 0,5156 | 5,2% | 0,5720 | 10,9% | 5,7% |
| Italgas | 7,69 | 0,4060 | 5,3% | 0,4240 | 4,4% | 5,5% |
| Tenaris (*) | 15,66 | 0,8300 | 5,3% | 0,8490 | 2,3% | 5,4% |
| Unipol Gruppo | 18,46 | 0,8500 | 4,6% | 0,9740 | 14,6% | 5,3% |
| Azimut | 33,03 | 1,7500 | 5,3% | 1,7230 | -1,5% | 5,2% |
| Banca Mediolanum | 16,96 | 1,0000 | 5,9% | 0,8720 | -12,8% | 5,1% |
| UniCredit | 64,00 | 2,4025 | 3,8% | 3,2790 | 36,5% | 5,1% |
| Nexi | 4,99 | 0,2500 | 5,0% | 0,2490 | -0,4% | 5,0% |
| Generali Assicurazioni | 33,33 | 1,4300 | 4,3% | 1,5730 | 10,0% | 4,7% |
| Terna | 8,51 | 0,3962 | 4,7% | 0,3990 | 0,7% | 4,7% |
| A2A | 2,20 | 0,1000 | 4,5% | 0,1000 | 0,0% | 4,5% |
| Hera | 3,80 | 0,1500 | 3,9% | 0,1600 | 6,7% | 4,2% |
| FinecoBank | 18,35 | 0,7400 | 4,0% | 0,7630 | 3,1% | 4,2% |
| Stellantis | 8,72 | 0,6800 | 7,8% | 0,2840 | -58,2% | 3,3% |
| Recordati | 53,05 | 1,2700 | 2,4% | 1,4330 | 12,8% | 2,7% |
| Iveco Group | 18,34 | 0,3300 | 1,8% | 0,4670 | 41,5% | 2,5% |
| Moncler | 51,56 | 1,3000 | 2,5% | 1,1930 | -8,2% | 2,3% |
| Lottomatica | 22,46 | 0,3000 | 1,3% | 0,4170 | 39,0% | 1,9% |
| Telecom Italia | 0,46 | 0,0000 | 0,0% | 0,0080 | – | 1,7% |
| Amplifon | 14,50 | 0,2900 | 2,0% | 0,2520 | -13,1% | 1,7% |
| Buzzi | 47,20 | 0,7000 | 1,5% | 0,7670 | 9,6% | 1,6% |
| Diasorin | 78,26 | 1,2000 | 1,5% | 1,2150 | 1,3% | 1,6% |
| STMicroelectronics (*) | 24,71 | 0,3600 | 1,5% | 0,3510 | -2,5% | 1,4% |
| Campari | 5,48 | 0,0650 | 1,2% | 0,0690 | 6,2% | 1,3% |
| Brunello Cucinelli | 93,84 | 0,9400 | 1,0% | 1,0390 | 10,5% | 1,1% |
| Prysmian | 84,82 | 0,8000 | 0,9% | 0,9070 | 13,4% | 1,1% |
| Leonardo | 54,84 | 0,5200 | 0,9% | 0,5200 | 0,0% | 0,9% |
| Interpump Group | 40,24 | 0,3300 | 0,8% | 0,3400 | 3,0% | 0,8% |
| Ferrari | 425,70 | 2,9860 | 0,7% | 3,0950 | 3,7% | 0,7% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 2 ottobre 2025
Le prossime cedole a Piazza Affari
Con riferimento al Ftse Mib, i prossimi dividendi saranno quelli di Eni e Inwit, in programma il 24 novembre. Per la società energetica si tratta della seconda di quattro tranche del dividendo da 1,05 euro. L’azienda delle torri, invece, paga una cedola straordinaria da 0,2147 euro, con l’obiettivo di fornire un ulteriore beneficio monetario agli azionisti.
Per quanto riguarda le altre società di Piazza Affari, il 6 ottobre tocca a Bertolotti (quotata su EGM Pro), il 20 ottobre a Ilpra e Poligrafici Printing e il 10 novembre ad Abp Nocivelli (tutte sul mercato EGM).