Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (05/02/26)
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Gli investitori ricercano titoli che pagano dividendi elevati per ottenere una fonte di rendimento stabile e tendenzialmente sicura, da affiancare ai guadagni che si possono realizzare tramite l’apprezzamento delle azioni (capital gain). Inserire in portafoglio società con dividend yield significativi consente di generare flussi regolari, ottimizzare la pianificazione finanziaria ed essere meno soggetti alla volatilità dei mercati.
Ecco un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, quelli stimati e i prossimi stacchi di cedole in calendario a Piazza Affari.
Perché le società pagano dividendi
Le aziende scelgono di distribuire dividendi ai soci per diverse finalità strategiche:
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Fiducia e reputazione: remunerare gli azionisti con una quota degli utili conseguiti è la principale modalità per ricompensarli. Una dividend policy stabile o crescente nel tempo migliora anche l’immagine dell’azienda, trasmettendo trasparenza e solidità.
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Attrarre investitori strategici: solitamente i dividendi sono apprezzati soprattutto da cassettisti o investitori di lungo termine; per la società, portare a bordo soci di questo tipo consente di costruire una base azionaria più stabile e durevole.
- Ottimizzazione della cassa: il dividendo è uno strumento efficiente per impiegare la liquidità in eccesso, dopo aver finanziato tutti i costi operativi e le altre esigenze di cassa.
Perché investire in dividendi
Per l’investitore, il dividendo è assimilabile ad una rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento delle cedole.
Inoltre, il loro valore non dipende direttamente dalle fluttuazioni quotidiane dei prezzi, quindi i dividendi possono aiutare a controbilanciare eventuali fasi ribassiste del mercato azionario e stabilizzare il rendimento complessivo e il rischio del portafoglio.
Approvazione e pagamento del dividendo
Il processo attraverso la società decide di erogare un dividendo prevede:
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Delibera: Il Cda formula la proposta di distribuzione, decidendo importo e tempistiche del dividendo. La proposta viene poi ratificata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci in una fase successiva.
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Stacco: In questa data, il prezzo del titolo viene ridotto di un valore corrispondente a quello della cedola.
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Pagamento: L’accredito effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario possedere l’azione prima del giorno di stacco.
È possibile distinguere tra dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum). Benché il pagamento avvenga di norma in contanti, può capitare che la società opti per uno scrip dividend, ovvero l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.
Cos’è il dividend yield e come si calcola
L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, uno yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
Tra le società che hanno già riportato i conti 2025, Intesa Sanpaolo ha proposto un dividendo complessivo da 0,376 euro per azione, con un saldo di 0,19 euro da staccare il 18 maggio dopo l’acconto da 0,186 euro di novembre. il dividend yield (calcolato sul prezzo di mercato attuale) si attesta al 6,1%).
Banca Mediolanum ha alzato la remunerazione da 1,0 a 1,25 euro (yield del 6,2%), Bper ha annunciato una dividendo 2026 da 0,65 euro (vs 0,60 del 2025, acconto da 0,1 euro già pagato a novembre e rendimento del 5,1% su base complessiva).
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield |
| Banca Mediolanum | 20,14 | 1,2500 | 6,2% |
| Intesa Sanpaolo | 6,13 | 0,3760 | 6,1% |
| BPER Banca | 12,68 | 0,6500 | 5,1% |
La tabella seguente ordina gli altri titoli del Ftse Mib sulla base del dividend yield stimato, calcolato attraverso i dividendi stimati (a valere sugli utili 2025) e le attuali quotazioni di mercato. Per ogni azione è indicato anche il dividendo complessivo distribuito del 2025 (riferito all’esercizio 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.
Ad occupare le prime posizioni sono soprattutto banche: Mps e Mediobanca si attestano intorno al 9%, Banco Bpm (oggi il Cda sui conti) sfiora l’8%, Banca Popolare di Sondrio supera il 6%.
In luce anche la società di torri Inwit (7,4%) e le aziende del settore oil & gas Eni e Saipem (5-6%), mentre il comparto delle utilities offre dividend yield del 4-5% (Enel al 5,2%).
Tim e Fincantieri non hanno distribuito cedole (le ultime risalgono rispettivamente al 2021 e al 2019), ma dovrebbero tornare a pagare il dividendo quest’anno.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 9,20 | 0,8600 | 9,4% | 0,8650 | 0,6% | 9,4% |
| Mediobanca (**) | 18,98 | 1,1500 | 6,1% | 1,6240 | 41,2% | 8,6% |
| Banco BPM | 13,26 | 1,0000 | 7,5% | 1,0180 | 1,8% | 7,7% |
| Inwit | 7,72 | 0,5156 | 6,7% | 0,5710 | 9,8% | 7,4% |
| Nexi | 3,50 | 0,2500 | 7,1% | 0,2340 | -6,4% | 6,7% |
| Bca Pop Sondrio | 18,25 | 0,8000 | 4,4% | 1,2050 | 50,6% | 6,6% |
| Eni | 17,45 | 1,0000 | 5,7% | 1,0460 | 4,6% | 6,0% |
| Poste italiane | 23,05 | 1,0800 | 4,7% | 1,1960 | 10,7% | 5,2% |
| Saipem | 3,07 | 0,1700 | 5,5% | 0,1580 | -7,1% | 5,1% |
| Enel | 9,49 | 0,4700 | 5,0% | 0,4820 | 2,6% | 5,1% |
| Snam | 5,92 | 0,2905 | 4,9% | 0,3000 | 3,3% | 5,1% |
| Unipol Gruppo | 19,62 | 0,8500 | 4,3% | 0,9910 | 16,6% | 5,1% |
| Azimut | 36,34 | 1,7500 | 4,8% | 1,7900 | 2,3% | 4,9% |
| Tenaris (*) | 19,46 | 0,8300 | 4,3% | 0,9140 | 10,1% | 4,7% |
| Generali Assicurazioni | 35,72 | 1,4300 | 4,0% | 1,5870 | 11,0% | 4,4% |
| Italgas | 10,22 | 0,4060 | 3,7% | 0,4360 | 14,4% | 4,3% |
| Terna | 9,37 | 0,3962 | 4,2% | 0,3990 | 0,7% | 4,3% |
| UniCredit | 76,48 | 2,4025 | 3,1% | 3,2480 | 35,3% | 4,2% |
| A2A | 2,57 | 0,1000 | 3,9% | 0,1000 | 0,0% | 3,9% |
| Hera | 4,18 | 0,1500 | 3,6% | 0,1600 | 6,7% | 3,8% |
| FinecoBank | 22,69 | 0,7400 | 3,3% | 0,7840 | 5,9% | 3,5% |
| Recordati | 48,18 | 1,2700 | 2,6% | 1,4180 | 11,7% | 2,9% |
| Stellantis | 8,52 | 0,6800 | 8,0% | 0,2230 | -67,2% | 2,6% |
| Moncler | 48,85 | 1,3000 | 2,7% | 1,1970 | -7,9% | 2,5% |
| Iveco Group | 18,91 | 0,3300 | 1,7% | 0,3800 | 15,2% | 2,0% |
| Lottomatica | 21,34 | 0,3000 | 1,4% | 0,3990 | 33,0% | 1,9% |
| Amplifon | 13,60 | 0,2900 | 2,1% | 0,2510 | -13,4% | 1,8% |
| Telecom Italia | 0,58 | 0,0000 | 0,0% | 0,0100 | – | 1,7% |
| Diasorin | 74,50 | 1,2000 | 1,6% | 1,2090 | 0,8% | 1,6% |
| Buzzi | 48,62 | 0,7000 | 1,4% | 0,7510 | 7,3% | 1,5% |
| STMicroelectronics (*) | 24,75 | 0,3600 | 1,5% | 0,3540 | -1,7% | 1,4% |
| Brunello Cucinelli | 81,90 | 0,9400 | 1,1% | 1,0430 | 11,0% | 1,3% |
| Ferrari | 287,10 | 2,9860 | 1,0% | 3,2270 | 8,1% | 1,1% |
| Campari | 6,33 | 0,0650 | 1,0% | 0,0700 | 7,7% | 1,1% |
| Leonardo | 53,74 | 0,5200 | 1,0% | 0,5470 | 5,2% | 1,0% |
| Prysmian | 101,60 | 0,8000 | 0,8% | 0,9060 | 13,3% | 0,9% |
| Fincantieri | 15,57 | 0,0000 | 0,0% | 0,0120 | – | 0,1% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati alle ore 10:00 del 5 febbraio 2026.
Le prossime cedole a Piazza Affari
Il 23 marzo Stmicroelectronics staccherà la quarta e ultima tranche – pari a 0,09 dollari – del dividendo cash da 0,36 dollari distribuito sugli utili del 2025. L’azienda di chip ha già alzato il velo sui conti dell’ultimo esercizio ma non ha reso noti dettagli su un dividendo nel 2026.
Al di fuori del Ftse Mib, il 23 febbraio per Banca Generali (Mid Cap) è prevista la seconda tranche (0,65 euro) del dividendo (complessivamente pari a 2,80 euro) riferito all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2024.
Tra le società dell’EGM, il 9 febbraio è in arrivo il primo dividendo (0,06 euro) di Giocamondo Study.