Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (29/01/26)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (29/01/26)

29 Gennaio 2026 16:37

I dividendi sono apprezzati dagli investitori soprattutto per la loro capacità di offrire una fonte di rendimento stabile e  tendenzialmente sicura, da affiancare ai guadagni derivanti dall’apprezzamento delle azioni (capital gain). Inserire in portafoglio società con dividend yield elevati consente di generare flussi regolari, migliorare la pianificazione finanziaria e svincolarsi parzialmente dalla volatilità dei mercati.

Ecco un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime per i prossimi mesi e il calendario dei prossimi stacchi di cedola a Piazza Affari.

Perché le società pagano dividendi

Le aziende scelgono di remunerare i propri soci con i dividendi per diverse finalità strategiche:

  • Fiducia e reputazione: redistribuire una quota degli utili agli azionisti è il modo principale per ricompensarli. Una politica di dividendi stabili o crescenti trasmette un senso di trasparenza e solidità della gestione aziendale.

  • Attrarre investitori strategici: solitamente i dividendi sono più apprezzati da cassettisti o comunque investitori di lungo termine, che rappresentano una base azionaria più stabile e duratura rispetto agli speculatori.

  • Ottimizzazione della cassa: Una volta finanziati i costi operativi e i progetti di espansione, il dividendo può essere uno strumento efficiente per impiegare la liquidità in eccesso.

Perché investire in dividendi

Per l’investitore, la cedola rappresenta una sorta di rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento.

Inoltre, poiché il loro valore non dipende direttamente dalle oscillazioni quotidiane dei prezzi, i dividendi possono aiutare a controbilanciare eventuali fasi ribassiste del mercato azionario.

Approvazione e pagamento del dividendo

L’iter che porta all’erogazione del dividendo prevede:

  • Delibera: Il Consiglio di Amministrazione formula la proposta su importo e tempistiche del dividendo, che deve poi essere ratificata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci.

  • Stacco: In questa data, il prezzo del titolo viene ridotto di un valore corrispondente a quello della cedola.

  • Pagamento: L’accredito effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario possedere l’azione prima del giorno di stacco.

È possibile distinguere tra dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum). Infine, sebbene il pagamento avvenga di norma in contanti, può capitare che la società opti per uno scrip dividend, ovvero l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:

La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

La tabella seguente ordina i titoli del Ftse Mib sulla base del dividend yield stimato, calcolato attraverso i dividendi stimati (a valere sugli utili 2025) e le attuali quotazioni di mercato. Per ogni azione è indicato anche il dividendo complessivo distribuito del 2025 (riferito all’esercizio 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.

Ad occupare le prime posizioni sono soprattutto banche: Mps e Mediobanca si attestano fra il 9% e il 10%, Banco Bpm supera l’8% mentre Intesa Sanpaolo e Banca Popolare di Sondrio viaggiano tra il 6 e il 7%.

In luce anche la società di torri Inwit (7,7%) e le aziende del settore oil & gas Eni e Saipem (5-6%), mentre il comparto delle utilities offre dividend yield del 4-5% (Enel al 5,2%).

Tim e Fincantieri non hanno distribuito cedole (le ultime risalgono rispettivamente al 2021 e al 2019), ma dovrebbero tornare a pagare il dividendo quest’anno.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Banca MPS 8,72 0,8600 9,9% 0,8650 0,6% 9,9%
Mediobanca (**) 17,35 1,1500 6,6% 1,6240 41,2% 9,4%
Banco BPM 12,60 1,0000 7,9% 1,0180 1,8% 8,1%
Inwit 7,40 0,5156 7,0% 0,5710 10,7% 7,7%
Bca Pop Sondrio 17,02 0,8000 4,7% 1,2100 51,3% 7,1%
Nexi 3,63 0,2500 6,9% 0,2340 -6,4% 6,5%
Intesa Sanpaolo 5,88 0,3410 5,8% 0,3700 8,5% 6,3%
Eni 17,41 1,0000 5,7% 1,0460 4,6% 6,0%
BPER Banca 11,82 0,6000 5,1% 0,6860 14,3% 5,8%
Banca Mediolanum 19,90 1,0000 5,0% 1,0870 8,7% 5,5%
Poste italiane 22,32 1,0800 4,8% 1,2060 11,7% 5,4%
Unipol Gruppo 18,66 0,8500 4,6% 0,9910 16,6% 5,3%
Snam 5,75 0,2905 5,1% 0,3000 3,3% 5,2%
Enel 9,29 0,4700 5,1% 0,4820 2,6% 5,2%
Saipem 3,13 0,1700 5,4% 0,1580 -7,1% 5,1%
Tenaris (*) 18,92 0,8300 4,4% 0,9150 10,2% 4,8%
Azimut 36,66 1,7500 4,8% 1,7480 -0,1% 4,8%
Generali Assicurazioni 34,18 1,4300 4,2% 1,5860 10,9% 4,6%
UniCredit 72,60 2,4025 3,3% 3,2480 35,2% 4,5%
Terna 9,12 0,3962 4,3% 0,3990 0,7% 4,4%
Italgas 10,08 0,4060 4,0% 0,4360 7,4% 4,3%
A2A 2,55 0,1000 3,9% 0,1000 0,0% 3,9%
Hera 4,11 0,1500 3,7% 0,1600 6,7% 3,9%
FinecoBank 22,48 0,7400 3,3% 0,7890 6,6% 3,5%
Recordati 46,18 1,2700 2,8% 1,4320 12,8% 3,1%
Stellantis 8,15 0,6800 8,3% 0,2200 -67,6% 2,7%
Moncler 48,23 1,3000 2,7% 1,1970 -7,9% 2,5%
Iveco Group 18,82 0,3300 1,8% 0,3800 15,2% 2,0%
Amplifon 13,27 0,2900 2,2% 0,2640 -9,0% 2,0%
Lottomatica 20,56 0,3000 1,5% 0,3990 33,0% 1,9%
Telecom Italia 0,59 0,0000 0,0% 0,0100 1,7%
Diasorin 72,90 1,2000 1,6% 1,2090 0,8% 1,7%
Buzzi 49,22 0,7000 1,4% 0,7510 7,3% 1,5%
STMicroelectronics (*) 24,14 0,3600 1,5% 0,3510 -2,5% 1,5%
Brunello Cucinelli 78,30 0,9400 1,2% 1,0430 11,0% 1,3%
Campari 5,88 0,0650 1,1% 0,0700 7,7% 1,2%
Ferrari 279,00 2,9860 1,1% 3,2270 8,1% 1,2%
Leonardo 57,48 0,5200 0,9% 0,5430 4,4% 0,9%
Prysmian 101,65 0,8000 0,8% 0,9060 13,3% 0,9%
Fincantieri 16,80 0,0000 0,0% 0,0120 0,1%

(*) Dividendo in dollari

(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 29 gennaio 2026. 

Le prossime cedole a Piazza Affari

Il 23 marzo Stmicroelectronics staccherà la quarta e ultima tranche – pari a 0,09 dollari – del dividendo cash da 0,36 dollari distribuito sugli utili del 2025.

Al di fuori del Ftse Mib, il 23 febbraio per Banca Generali (Mid Cap) è prevista la seconda tranche (0,65 euro) del dividendo (complessivamente pari a 2,80 euro) riferito all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2024.

Tra le società dell’EGM, il 2 febbraio stacca il dividendo H-Farm (cedola straordinaria da 0,06 euro), mentre il 9 febbraio è in arrivo il primo dividendo (0,06 euro) di Giocamondo Study.