Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (04/09/25)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (04/09/25)

4 Settembre 2025 10:19

L’acquisto e la detenzione di titoli che pagano corposi dividendi può rappresentare una strategia interessante per gli investitori che puntano a generare un flusso di cassa relativamente costante e affidabile. Sulla base dei dati di mercato attuali e prospettivi, ecco le società quotate sul Ftse Mib che offrono i maggiori rendimenti da dividendo (dividend yield).

Perché le società pagano i dividendi

I dividendi sono una parte degli utili che una società decide di distribuire ai suoi azionisti. È un modo per ricompensare gli investitori per aver sostenuto l’azienda con il loro capitale.

Ma non solo, è anche un indice di salute e stabilità dell’azienda. Pagare dividendi regolarmente è spesso visto come un segnale che la società è solida, redditizia e ha una buona gestione finanziaria. Le aziende in grado di incrementare i dividendi nel tempo inviano un messaggio ancora più forte sulla loro crescita e solidità.

Inoltre, i dividendi possono rendere un’azione più attraente rispetto ad altre che non li pagano, contribuendo ad attirare nuovi investitori e a mantenere la fiducia di quelli esistenti, stabilizzando il prezzo delle azioni.

Infine, è un modo per gestire il capitale in eccesso. Se una società ha più denaro di quanto le serva per finanziare le sue operazioni, gli investimenti o per ripagare i debiti, distribuire l’eccesso agli azionisti attraverso i dividendi è un modo efficiente per utilizzare quel capitale.

Perché gli investitori ricercano i dividendi

I dividendi offrono agli investitori un flusso di cassa periodico che può essere usato per integrare il proprio reddito o reinvestito per aumentare i profitti. L’incasso regolare di dividendi permette di far fronte alle fluttuazioni di mercato dell’azionario, che possono generare perdite nel breve periodo. Includere queste azioni in un portafoglio diversificato aiuta a bilanciare gli investimenti più rischiosi e con maggiore potenziale di crescita, riducendo la volatilità complessiva.

Questo può risultare particolarmente utile in fasi di mercato caratterizzate da incertezze e da valutazioni elevate, come quella attuale. A gettare ombre sui mercati, dopo il rally degli ultimi mesi, sono le incognite legate al commercio, alla tenuta del debito, alle mosse delle banche centrali e alla geopolitica, tra conflitti e instabilità di governo.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

Per esaminare e confrontare i dividendi di un’azienda, non basta guardare all’importo della cedola pagata da ogni società, ma è più utile calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.

La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

La tabella seguente mostra una classifica dei titoli del Ftse Mib in base al loro dividend yield per il 2025, calcolato sugli utili del 2024. Sono incluse anche le stime per il 2026.

Le banche dominano le prime posizioni, con Mps (11,6%), Banco Bpm (8,6%), e altri istituti come Bper, Popolare di Sondrio e Intesa Sanpaolo che offrono rendimenti tra il 6% e il 7%. Anche il settore oil & gas è ben rappresentato da Saipem (6,9%) ed Eni (6,6%).

Stellantis si posiziona in alto con un rendimento dell’8,8%, ma ha ridotto significativamente il dividendo quest’anno e potrebbe tagliarlo o annullarlo nel 2026 (dividend yield atteso in calo al 4,1%). Infine, Tim è l’unica società del Ftse Mib a non distribuire dividendi, dopo aver pagato l’ultimo nel 2021, ma un ritorno alla cedola è atteso per l’anno prossimo.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Banca MPS 7,43 0,8600 11,6% 1,0010 16,4% 13,5%
Stellantis 7,75 0,6800 8,8% 0,3210 -52,8% 4,1%
Banco BPM 11,58 1,0000 8,6% 1,0250 2,5% 8,9%
Saipem 2,34 0,1700 7,3% 0,1560 -8,2% 6,7%
BPER Banca 8,74 0,6000 6,9% 0,7530 25,5% 8,6%
Eni 14,83 1,0000 6,7% 1,0450 4,5% 7,0%
Bca Pop Sondrio 12,22 0,8000 6,5% 1,1430 42,9% 9,4%
Intesa Sanpaolo 5,31 0,3410 6,4% 0,3760 10,3% 7,1%
Enel 7,84 0,4700 6,0% 0,4800 2,1% 6,1%
Banca Mediolanum 16,85 1,0000 5,9% 0,8470 -15,3% 5,0%
Azimut 29,67 1,7500 5,9% 1,6780 -4,1% 5,7%
Mediobanca (**) 19,64 1,1500 5,9% 1,7040 48,2% 8,7%
Snam 5,11 0,2905 5,7% 0,3000 3,3% 5,9%
Poste italiane 19,58 1,0800 5,5% 1,2010 11,2% 6,1%
Tenaris (*) 15,08 0,8300 5,5% 0,8460 1,9% 5,6%
Italgas 7,56 0,4060 5,4% 0,4250 4,7% 5,6%
Inwit 10,18 0,5156 5,1% 0,5770 11,9% 5,7%
Unipol Gruppo 17,17 0,8500 5,0% 0,9780 15,1% 5,7%
Nexi 5,22 0,2500 4,8% 0,2510 0,4% 4,8%
A2A 2,10 0,1000 4,8% 0,1000 0,0% 4,8%
Terna 8,40 0,3962 4,7% 0,3990 0,7% 4,8%
Generali Assicurazioni 32,96 1,4300 4,3% 1,5750 10,1% 4,8%
Pirelli&C 5,80 0,2500 4,3% 0,2550 2,0% 4,4%
Hera 3,64 0,1500 4,1% 0,1600 6,7% 4,4%
FinecoBank 18,35 0,7400 4,0% 0,7660 3,5% 4,2%
UniCredit 65,80 2,4025 3,7% 3,2660 35,9% 5,0%
Moncler 49,25 1,3000 2,6% 1,2110 -6,8% 2,5%
Recordati 54,45 1,2700 2,3% 1,4590 14,9% 2,7%
Amplifon 15,14 0,2900 1,9% 0,2600 -10,3% 1,7%
Iveco Group 18,27 0,3300 1,8% 0,4410 33,6% 2,4%
STMicroelectronics (*) 22,01 0,3600 1,6% 0,3480 -3,3% 1,6%
Buzzi 43,36 0,7000 1,6% 0,7690 9,9% 1,8%
Diasorin 84,78 1,2000 1,4% 1,2370 3,1% 1,5%
Leonardo 48,13 0,5200 1,1% 0,4850 -6,7% 1,0%
Prysmian 74,64 0,8000 1,1% 0,8970 12,1% 1,2%
Campari 6,19 0,0650 1,1% 0,0680 4,6% 1,1%
Brunello Cucinelli 96,04 0,9400 1,0% 1,0480 11,5% 1,1%
Interpump Group 39,74 0,3300 0,8% 0,3400 3,0% 0,9%
Ferrari 424,00 2,9860 0,7% 3,0870 3,4% 0,7%
Telecom Italia 0,42 0,0000 0,0% 0,0080 1,9%

(*) Dividendo in dollari

(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 4 settembre 2025

Le prossime cedole a piazza Affari

La prossima società del Ftse Mib a staccare una cedola sarà Eni che il 22 settembre pagherà la prima delle quattro tranche del dividendo da 1,05 euro a valere sull’ultimo esercizio. Nello stesso giorno, Stmicroelectronics pagherà la seconda delle quattro rate da 0,09 dollari Usa.

Al di fuori del listino principale, si segnalano le cedole di De’ Longhi, Piaggio e Sesa, tutte in programma il 22 settembre.