Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (25/09/25)
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L’acquisto di azioni con un elevato rendimento da dividendi può aiutare gli investitori a regolarizzare e diversificare i flussi di cassa, riducendo l’esposizione alle oscillazioni dei mercati. Ecco le società quotate sul Ftse Mib con il maggior dividend yield, sulla base dei dati di mercato attuali e prospettici.
Perché le aziende distribuiscono dividendi
Il pagamento di dividendi da parte delle società è un modo per condividere una porzione dei profitti con gli azionisti e ricompensare direttamente chi ha investito nell’impresa.
La distribuzione dei dividendi è spesso vista come un segnale di solidità finanziaria. Una società che paga regolarmente dividendi è considerata stabile e in salute, con una gestione efficiente. Se un’azienda riesce ad aumentare sistematicamente i dividendi nel tempo, questo rafforza ulteriormente la percezione della sua crescita e del successo del suo modello di business.
I dividendi rendono un’azione più appetibile per gli investitori, perché offrono un guadagno aggiuntivo oltre al potenziale apprezzamento del prezzo del titolo. Questo può attirare nuovi investitori e rafforzare la fiducia di quelli già presenti, contribuendo a mantenere il prezzo delle azioni stabile.
Inoltre, i dividendi rappresentano un modo efficace per le aziende di gestire il capitale in eccesso. Se una società ha più liquidità del necessario per le sue operazioni, investimenti o per ripagare i debiti, distribuire l’eccedenza agli azionisti può rappresentare una scelta logica e conveniente.
Perché investire in dividendi
Gli investitori che scelgono azioni con dividendi ottengono un flusso di reddito regolare. Questo denaro può essere utilizzato per integrare le proprie entrate o essere reinvestito per far crescere l’investimento. Avere questo flusso di cassa periodico può aiutare a mitigare le fluttuazioni del mercato, riducendo l’impatto di eventuali cali di prezzo a breve termine. Includere queste azioni in un portafoglio diversificato non solo riduce la volatilità complessiva, ma bilancia anche gli investimenti più aggressivi e rischiosi.
Questo è particolarmente utile in fasi di mercato caratterizzate da nervosismo o da valutazioni elevate, che suggeriscono cautela. Gli investitori si stanno riposizionando in vista della parte finale del 2025, ribilanciando le posizioni dopo la corsa dell’azionario di quest’anno. Sullo sfondo, le incognite legate ai tagli dei tassi della Fed e alle tensioni geopolitiche in Ucraina e in Medio Oriente, ancora lontane da una risoluzione (dinamiche, queste, che contribuiscono ad alimentare il rally dell’oro).
Cos’è il dividend yield e come si calcola
Per esaminare e confrontare i dividendi di un’azienda, non basta guardare all’importo della cedola pagata da ogni società, ma è più utile calcolare il dividend yield, un indicatore percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo.
La formula di riferimento è:
(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100
Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.
Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.
Ftse Mib, la classifica dei dividend yield
La tabella seguente mostra una classifica dei titoli del Ftse Mib in base al loro dividend yield stimato per il 2026, sulla base delle cedole stimate (fonte Bloomberg) e dei prezzi attuali di mercato. Sono riportati anche i dividendi complessivi distribuiti nel 2025 (a valere sugli utili 2024) e i relativi dividend yield.
Le banche dominano le prime posizioni: oltre a Mps (13,1%), che ha appena conquistato Mediobanca (8,8%), spiccano i rendimenti elevati (tra l’8,8% e il 7%) di Banca Popolare di Sondrio, Banco Bpm, Bper e Intesa Sanpaolo. Anche il settore oil & gas è ben posizionato con Eni (6,8%) e Saipem (6,4%), anche se per quest’ultima ci si attende una riduzione della cedola.
Stellantis potrebbe ridurre sensibilmente il dividendo, in scia alle difficoltà degli ultimi mesi, anche se il Ceo Filosa ha manifestato ottimismo per l’ultima parte dell’anno e il 2026. In coda alla classifica Ferrari, Interpump, Leonardo e Brunello Cucinelli.
Tim è l’unica società del Ftse Mib a non distribuire dividendi quest’anno (l’ultimo è stato pagato nel 2021), ma è previsto un ritorno alla cedola l’anno prossimo.
| Titolo | Ultimo prezzo (€) | Dividendo per azione (€) | Dividend yield | Prossimo dividendo stimato (€) | Variazione stimata Dividendo a/a | Dividend yield stimato |
| Banca MPS | 7,82 | 0,8600 | 11,0% | 1,0240 | 19,1% | 13,1% |
| Bca Pop Sondrio | 13,28 | 0,8000 | 6,0% | 1,1700 | 46,3% | 8,8% |
| Mediobanca (**) | 19,36 | 1,1500 | 5,9% | 1,7000 | 47,8% | 8,8% |
| Banco BPM | 12,69 | 1,0000 | 7,9% | 1,0380 | 3,8% | 8,2% |
| BPER Banca | 9,43 | 0,6000 | 6,4% | 0,7300 | 21,7% | 7,7% |
| Intesa Sanpaolo | 5,41 | 0,3410 | 6,3% | 0,3790 | 11,1% | 7,0% |
| Eni | 15,13 | 1,0000 | 6,6% | 1,0240 | 2,4% | 6,8% |
| Saipem | 2,44 | 0,1700 | 7,0% | 0,1570 | -7,6% | 6,4% |
| Poste italiane | 19,91 | 1,0800 | 5,4% | 1,2060 | 11,7% | 6,1% |
| Enel | 7,97 | 0,4700 | 5,9% | 0,4800 | 2,1% | 6,0% |
| Snam | 5,03 | 0,2905 | 5,8% | 0,3000 | 3,3% | 6,0% |
| Inwit | 9,89 | 0,5156 | 5,2% | 0,5710 | 10,7% | 5,8% |
| Tenaris (*) | 14,82 | 0,8300 | 5,6% | 0,8450 | 1,8% | 5,7% |
| Azimut | 30,92 | 1,7500 | 5,7% | 1,7230 | -1,5% | 5,6% |
| Italgas | 7,65 | 0,4060 | 5,3% | 0,4240 | 4,4% | 5,5% |
| Unipol Gruppo | 17,66 | 0,8500 | 4,8% | 0,9740 | 14,6% | 5,5% |
| Nexi | 4,75 | 0,2500 | 5,3% | 0,2490 | -0,4% | 5,2% |
| Banca Mediolanum | 16,73 | 1,0000 | 6,0% | 0,8720 | -12,8% | 5,2% |
| UniCredit | 64,38 | 2,4025 | 3,7% | 3,2770 | 36,4% | 5,1% |
| Generali Assicurazioni | 32,68 | 1,4300 | 4,4% | 1,5730 | 10,0% | 4,8% |
| Terna | 8,47 | 0,3962 | 4,7% | 0,3990 | 0,7% | 4,7% |
| A2A | 2,18 | 0,1000 | 4,6% | 0,1000 | 0,0% | 4,6% |
| Hera | 3,75 | 0,1500 | 4,0% | 0,1600 | 6,7% | 4,3% |
| FinecoBank | 18,22 | 0,7400 | 4,1% | 0,7630 | 3,1% | 4,2% |
| Stellantis | 8,27 | 0,6800 | 8,2% | 0,2840 | -58,2% | 3,4% |
| Recordati | 51,55 | 1,2700 | 2,5% | 1,4590 | 14,9% | 2,8% |
| Iveco Group | 18,26 | 0,3300 | 1,8% | 0,4550 | 37,9% | 2,5% |
| Moncler | 49,74 | 1,3000 | 2,6% | 1,2020 | -7,5% | 2,4% |
| Lottomatica | 22,86 | 0,3000 | 1,3% | 0,4170 | 39,0% | 1,8% |
| Telecom Italia | 0,44 | 0,0000 | – | 0,0080 | – | 1,8% |
| Amplifon | 14,18 | 0,2900 | 2,0% | 0,2560 | -11,7% | 1,8% |
| Buzzi | 46,98 | 0,7000 | 1,5% | 0,7670 | 9,6% | 1,6% |
| Diasorin | 75,68 | 1,2000 | 1,6% | 1,2150 | 1,3% | 1,6% |
| STMicroelectronics (*) | 24,71 | 0,3600 | 1,5% | 0,3510 | -2,5% | 1,4% |
| Campari | 5,59 | 0,0650 | 1,2% | 0,0680 | 4,6% | 1,2% |
| Prysmian | 81,98 | 0,8000 | 1,0% | 0,9070 | 13,4% | 1,1% |
| Brunello Cucinelli | 102,40 | 0,9400 | 0,9% | 1,0380 | 10,4% | 1,0% |
| Leonardo | 52,78 | 0,5200 | 1,0% | 0,5200 | 0,0% | 1,0% |
| Interpump Group | 39,18 | 0,3300 | 0,8% | 0,3400 | 3,0% | 0,9% |
| Ferrari | 406,50 | 2,9860 | 0,7% | 3,0910 | 3,5% | 0,8% |
(*) Dividendo in dollari
(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025
Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 25 settembre 2025
Le prossime cedole a Piazza Affari
La prossima società del Ftse Mib a staccare una cedola sarà Eni. Il 24 novembre il colosso dell’oil&gas pagherà la seconda delle quattro tranche del dividendo da 1,05 euro a valere sull’ultimo esercizio.
Nello stesso giorno, Inwit pagherà una cedola straordinaria da 0,2147 euro, con l’obiettivo di ricompensare ulteriormente gli azionisti e ottimizzare la leva finanziaria, portando il rapporto Net Debt/Ebitda nel range di 5,0-5,5 volte.