Notizie Notizie Mondo Dividendi globali, corsa senza freni nel primo semestre. Novo Nordisk protagonista in Europa

Dividendi globali, corsa senza freni nel primo semestre. Novo Nordisk protagonista in Europa

30 Settembre 2025 15:20

In mezzo ai dazi e all’incertezza, i dividendi continuano a crescere. A metterlo nero su bianco è un nuovo “Capital Group Global Equity Study”, un’analisi completa dei principali mercati azionari mondiali focalizzata sul modo in cui le società generano, accrescono e restituiscono valore agli azionisti, curato da Capital Group, una delle società di gestione più antiche e più grandi del mondo.

I dati raccolti testimoniano una forte crescita dei dividendi a livello globale nel primo semestre del 2025, con un incremento del 7,7% anno su anno su base complessiva, raggiungendo il record di 1.140 miliardi di dollari.

L’incremento su scala mondiale

Secondo lo studio, nei primi sei mesi del 2025 i dividendi hanno registrato un significativo incremento su scala mondiale, raggiungendo un aumento del 7,7% su base annua e toccando quota 1.140 miliardi di dollari—una cifra che si avvicina al totale distribuito nell’arco di tutto il 2017.

Questo risultato record nel primo semestre è stato agevolato dalla svalutazione del dollaro, che ha reso particolarmente vantaggiosa la conversione dei dividendi provenienti da paesi come il Giappone e l’Europa, grazie a tassi di cambio più favorevoli. 

Nonostante ciò, la crescita dei dividendi core—ovvero al netto di pagamenti straordinari, oscillazioni valutarie e altri fattori secondari—ha mostrato un andamento positivo, con un incremento del 6,2%. “Il 2025 si preannuncia come un altro anno positivo per i dividendi a livello globale, con un primo semestre forte e una crescita ben equilibrata tra le regioni e i settori”, ha dichiarato Alexandra Haggard, Head of Asset Class Services, Europa e Asia-Pacifico di Capital Group, mostrandosi fiduciosa sulla crescita di questi livelli anche nella restante parte dell’anno.

Il peso del comparto finanziario

Dall’analisi dei trend settoriali, emerge che la sinergia tra la dimensione delle aziende e un contesto economico favorevole ha permesso al comparto finanziario di incidere per due quinti sull’aumento globale dei dividendi nel primo semestre dell’anno. Il settore ha fatto registrare un incremento dei pagamenti del 9,2% su base annua, toccando il picco storico di 299 miliardi di dollari.

All’interno di questo scenario, le banche hanno rappresentato quasi la metà dell’apporto complessivo del settore finanziario. Inoltre, i 13 principali istituti bancari che hanno trainato la crescita dei dividendi provengono da mercati diversi, a testimonianza di una robusta espansione a livello mondiale.

Anche altri comparti hanno mostrato performance significative, come ad esempio quello dei trasporti, in particolare il settore marittimo e aeroportuale, ma anche dei macchinari, con un focus su aziende aerospaziali e della difesa, e infine il comparto dei software.

Su scala globale, l’86% delle società ha mantenuto o incrementato i dividendi nel primo semestre, con una crescita mediana dei dividendi ordinari a livello aziendale pari al 6,1% anno su anno.

 

I risultati fra i diversi paesi

Guardando stato per stato, nel primo semestre dell’anno, i risultati complessivi hanno toccato livelli senza precedenti in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone, gran parte dell’Europa e alcuni mercati emergenti dell’area del Pacifico. Mentre l’andamento è stato meno brillante in nazioni come Australia, Brasile, Italia, Cina e Regno Unito.

Il Giappone si è distinto per la crescita più marcata, con un aumento dei dividendi del 13,8% su base annua—una performance più che doppia rispetto alla media globale. Il record di 54,9 miliardi di dollari distribuiti riflette utilità aziendali ai massimi storici e un cambiamento culturale che spinge le società a ridistribuire una quota maggiore di capitale agli azionisti.

Gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo chiave nell’incremento globale dei dividendi, contribuendo con 71,3 miliardi di dollari in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie alle dimensioni del loro mercato. Nonostante ciò, la crescita dei dividendi core (6,1%) è risultata allineata alla media mondiale, mentre la riduzione dei pagamenti straordinari (una tantum) ha limitato l’espansione complessiva.

In Europa, il secondo trimestre è tradizionalmente il periodo più rilevante per i dividendi, ma quest’anno la crescita è stata più contenuta rispetto agli ultimi quattro anni. Il tasso di aumento dei dividendi core (5,6%) è rimasto inferiore alla media globale, con un freno significativo dovuto ai tagli operati dalle case automobilistiche, che hanno ridotto di un terzo la crescita regionale nel primo semestre.

A trainare i risultati del Vecchio continente è stato il colosso farmaceutico danese Novo Nordisk, che, rispettando una rigorosa gestione patrimoniale, ha più che raddoppiato il dividendo, distribuendo liquidità in eccesso agli azionisti. Al secondo posto per contributo si è posizionata Moller Maersk, grazie all’aumento degli utili legato al rialzo delle tariffe di spedizione. Al contrario, in Italia Stellantis ha ridotto drasticamente il dividendo rispetto al 2024, pesando sul tasso di crescita regionale (-1,2 punti percentuali).

Complessivamente, nove aziende su dieci in Europa hanno mantenuto o incrementato i dividendi su base annua, confermando una solida ripresa post-pandemica e condizioni favorevoli per il settore bancario. Tuttavia, la crescita economica potrebbe subire un rallentamento fino al 2026, complice l’incertezza sui dazi. Un quadro normativo più favorevole agli investimenti potrebbe invece rivoluzionare lo scenario, sostenendo la crescita dei dividendi anche nel lungo termine.

Focus sull’Italia

Guardando al nostro paese, nel primo semestre 2025, i dividendi core italiani hanno registrato un calo del 3,4% su base annua, trainato soprattutto dal forte taglio di Stellantis, che — come altre case automobilistiche — sta affrontando difficoltà sui margini. Questa riduzione ha impattato negativamente sulla crescita europea, sottraendo 1,2 punti percentuali al tasso complessivo.

Nonostante ciò, il 90% delle aziende italiane nel campione analizzato ha mantenuto o incrementato i dividendi, guidate soprattutto dal settore bancario e assicurativo. Le prospettive future restano positive: tra il 2019 e il 2024, i dividendi core italiani sono raddoppiati, nonostante la battuta d’arresto del 2020 dovuta alla pandemia. In questo contesto “la rivitalizzazione del settore bancario è stata il principale catalizzatore di questa notevole sovraperformance rispetto ai benchmark regionali e globali”, ha affermato Roberta Gastaldello, Managing Director e Head of Financial Intermediaries, Italia di Capital Group.