Rubriche e analisi Commodity della settimana: cacao, future ancora in discesa ma lo scenario macro è in evoluzione

Commodity della settimana: cacao, future ancora in discesa ma lo scenario macro è in evoluzione

19 Settembre 2025 09:03

Mercato del cacao

che torna sotto i riflettori, nonostante un 2025 che, per il momento, non è riuscito a ripetere la strabiliante performance finanziaria dell’anno precedente. I futures del cacao continuano ad essere oggetto di un’elevata volatilità, sospinti da un lato da problemi di raccolto nei principali paesi produttori dell’Africa occidentale e dall’altro da una domanda mondiale che resta sotto pressione a causa dei prezzi elevati e dei margini in calo per l’industria dolciaria. Di seguito il commento tecnico al grafico del future quotato all’ICEUS.

Contesto macroeconomico del mercato del cacao: la condizione di domanda ed offerta

Nuova pressione in arrivo sul fronte della domanda ed offerta per il mercato del cacao, già ampiamente stressato da un forte aumento dei prezzi durante il 2024, quando i futures hanno assistito ad un incremento di oltre il +175%. Dal lato della produzione, le recenti piogge in Africa occidentale hanno attenuato i timori legati alla siccità, favorendo la fioritura dei nuovi frutti. Tuttavia, secondo Rabobank, la mid-crop ivoriana (raccolta secondaria che si chiude a settembre) si conferma comunque debole, con una produzione stimata in calo del -9% rispetto allo scorso anno. Le cause sono legate alla pioggia tardiva che ha compromesso lo sviluppo dei frutti. Anche la Nigeria, quinto produttore mondiale, prevede un calo dell’11% nella produzione 2025/26, mentre il Ghana – secondo player globale – ha rivisto al rialzo le proprie stime a 650.000 tonnellate, in crescita dell’8,3%.

Il nodo critico del mercato resta però la domanda industriale, che continua a mostrare segnali di debolezza. Nel secondo trimestre 2025, le grinding (lavorazione delle fave) sono scese del -7,2% su base annua nel mercato europeo, del -16,3% su quello asiatico e del -2,8% su quello nordamericano. Un calo che ha costretto player importanti come Lindt e Barry Callebaut a rivedere al ribasso le guidance sui volumi, con quest’ultima che ha registrato un -9,5% nei volumi tra marzo e maggio, peggior trimestre in dieci anni. Il rallentamento della domanda si accompagna a tensioni sui prezzi che rischiano di comprimere ulteriormente i margini dell’industria, mentre le aziende valutano se riformulare ricette o aumentare i prezzi al consumo.

Le condizioni climatiche restano un osservato speciale: le piogge degli ultimi giorni hanno favorito le prospettive per la campagna principale in Africa occidentale, ma gli esperti ricordano che i 60 giorni precedenti sono stati i più secchi dal 1979 per la regione. Inoltre, lo sviluppo della black pod disease (marciume del baccello) in Ghana e Nigeria resta una minaccia concreta. Infine, il monitoraggio dei magazzini ICE indica che gli stock statunitensi sono scesi ai minimi da 4,5 mesi, mentre l’evoluzione dei fenomeni meteo tropicali nell’Atlantico (come la tempesta Gabrielle) aggiunge un ulteriore elemento d’incertezza. Per gli operatori, i prossimi mesi saranno decisivi: il vero banco di prova sarà la qualità della raccolta principale in arrivo da ottobre. In attesa, la prudenza resta d’obbligo.

Punto tecnico sul grafico del future

Il 2025 continua a rivelarsi un anno estremamente complesso per il mercato del cacao. Dall’inizio dell’anno, infatti, il future quotato all’ICEUS ha registrato una performance negativa pari a -37%, certificando una fase di debolezza strutturale che ha pesato su buona parte dei guadagni messi a segno nel biennio precedente.

La pressione ribassista si è intensificata nelle ultime settimane, con i prezzi che hanno violato al ribasso la trendline rialzista di lungo periodo (in blu), configurando un segnale tecnico di rilievo.

L’assetto grafico aveva assunto nel corso dell’anno la forma di un wedge discendente, tipico pattern di compressione che spesso anticipa movimenti di direzionalità più marcata. Al momento si evidenzia la prevalenza dei venditori, i quali hanno spinto le quotazioni verso il supporto chiave in area $ 7.182/tonnellata. La tenuta di questo livello si presenta oggi come l’elemento discriminante per scongiurare ulteriori discese, con un eventuale rientro sopra la trendline persa che rappresenterebbe il primo segnale di ripresa di breve.

Il quadro dei volumi resta tiepido, con gli scambi che si mantengono piatti senza mostrare quelle accelerazioni tipiche di un’inversione strutturale. A livello di momentum, invece, qualche segnale più costruttivo arriva dall’RSI a 14 periodi, che mostra la presenza di una divergenza rialzista (in rosso). Tale configurazione suggerisce la possibilità di un rimbalzo tecnico, a patto che il supporto statico venga rispettato e che l’oscillatore riesca a rompere al rialzo le resistenze dinamiche (in verde).

Sul fronte operativo, un recupero credibile del trend passerebbe attraverso una riconquista della trendline persa e successivamente da un movimento deciso verso il limite superiore del wedge, oggi ancora distante. Solo in questo caso si potrebbe parlare di una vera inversione rialzista. In caso contrario, lo scenario più plausibile rimane orientato verso il basso, con focus puntato sull’area di $ 6.648 per tonnellata, prossimo supporto cruciale.